DAL TERRITORIO


Office life. Group of young multiracial people sitting at the table in coworking space and working together, using modern technologies and discussing project. Business and teamwork concept DAL TERRITORIO / Primo Piano

di Matteo Spanò
Presidente della Federazione Toscana Banche di Credito Cooperativo

 

I giovani sono i veri portatori di interesse della società: è un dato di fatto, in quanto sono essi che vivranno più a lungo la società che c’è o che sapremo costruire e quindi ne dovranno sopportare gli aspetti negativi o, viceversa, beneficeranno per più anni di quando di buono sarà realizzato.

La tematica ambientale ne è un chiaro esempio: chi più dei giovani dovrebbe essere, ed è, preoccupato per come si governano gli effetti del cambiamento climatico? E le preoccupazioni sull’ambiente non possono essere scisse dalle prospettive sociali che interesseranno le nazioni ed il pianeta intero. Il concetto di ecologia integrale di cui all’enciclica Laudato Sì, che integra temi ambientali con quelli sociali, è infatti un impegno per il presente ed una preoccupazione per il futuro. Ed il futuro si veste soprattutto di giovani.

Per questi ovvi motivi quando parliamo o ci interroghiamo sui giovani non si può quindi prescindere dal considerarli i veri “stakeholder” della società, coloro per i quali deve essere disegnato il percorso futuro.

Tuttavia, occorre stare attenti a fare dei giovani solo un emblema, un vessillo, una bella bandiera da sventolare ad ogni occasione. Belle parole che rimangono poco più che buoni propositi.

Il tempo stringe, c’è bisogno di azioni serie e vere per questa nostra società e per portarle avanti è fondamentale il contributo che i giovani possono dare. Occorre essere quindi conseguenti e, dove non già fatto, dare loro voce e spazi. Occorre favorire le opportunità di partecipazione dei giovani alla vita sociale. Non basta ascoltarli, occorre coinvolgerli nei meccanismi decisionali. Devono essere ascoltati, responsabilizzati, resi protagonisti. Deve essere cura di coloro che li precedono per età, di integrarli, senza paternalismi.

È con questa integrazione, che profuma anche di solidarietà intergenerazionale, che si possono unire le forze per costruire cose nuove che hanno l’energia prodotta dalla vitalità di nuove visioni e dalla potenza di radici fatte di valori e di esperienza.

Dobbiamo quindi porci in un’ottica non conservativa ma generativa, ovvero una azione trasformativa che non segue una prospettiva individuale ma che è un’opera relazionale tesa ad una prospettiva futura in cui i giovani non possono che essere protagonisti.

Per dirlo in termini bancari lo slogan non può che essere “diamo credito ai giovani” da leggersi non solo e non tanto come una proposta commerciale quanto come un convinto progetto strategico per le BCC e per la società.


Teamwork and cooperation concept - group of twelve people, male and female, assembling a light bulb shape with blank puzzle pieces on a rustic textured desk, top view. DAL TERRITORIO / Primo Piano

di Alessia Naldini
Consigliera di Amministrazione ChiantiBanca

 

Essere un giovane socio o socia del credito cooperativo significa molto di più che avere un conto corrente presso una banca. Vuol dire entrare a far parte di una comunità di persone che credono nei valori della cooperazione, della reciprocità e della solidarietà.

In un mondo dove l’individualismo e la competitività sembrano essere la norma, dove spesso pare che ognuno debba cavarsela da solo, essere cooperatori o cooperatrici diventa una scelta rivoluzionaria.

La cooperazione, infatti, implica lavorare insieme per raggiungere obiettivi comuni, quindi collaborare invece di competere. Non solo perché lavorando insieme si ottengono risultati migliori, ma soprattutto perché si mettono in questo modo al centro le persone e le loro esigenze.

Il credito cooperativo non è dunque solo una banca, ma un’organizzazione che ha come obiettivo quello di creare valore per la collettività in cui opera e sostenere un modo di fare economia diverso.

Rappresenta una forma di istituzione finanziaria che si basa su principi etici e di solidarietà.

Per un giovane socio o socia del credito cooperativo questo significa avere quindi anche la possibilità di partecipare attivamente alla vita di una cooperativa, di esprimere la propria opinione e di contribuire alla presa di decisioni.

In ChiantiBanca teniamo in forte considerazione il ruolo dei giovani nel movimento cooperativo: per questo motivo abbiamo deciso di creare un gruppo di soci e socie under 35, sostenuto e promosso dal nostro Consiglio di Amministrazione e dalla Direzione Generale, che ritengono di fondamentale importanza l’impegno di supportare la cooperazione partendo dalle nuove generazioni, per un futuro migliore della nostra società e del credito cooperativo tutto.

Con il gruppo dei Giovani Soci e Socie, di cui faccio parte, condividiamo i valori della cooperazione e crediamo che debba essere, sempre più, alla base dell’operato delle nostre comunità e, più in generale, del loro futuro.

La finalità generale del gruppo è proprio quella di incrementare la partecipazione giovanile alla cooperazione creditizia in Toscana, organizzando le proprie attività perseguendo due principali obiettivi specifici:

– lo sviluppo e la diffusione di un’educazione finanziaria giovanile
– la promozione di attività che rappresentino i valori che il credito cooperativo esprime, ovvero la mutualità, la solidarietà, la responsabilità sociale e la condivisione di conoscenze e competenze

Perseguendo questi scopi il gruppo dei Giovani Soci e Socie Chiantibanca si riunisce mensilmente per discutere, proporre e organizzare insieme le iniziative dei mesi successivi, tra cui lezioni, convegni, eventi, raccolte benefiche e viaggi.

Il gruppo è aperto e inclusivo, sempre alla ricerca dell’adesione e partecipazione attiva di chi ama il proprio territorio, di chi ha idee da proporre oppure mosso dalla volontà di far qualcosa che possa arricchire e sostenere la comunità locale sia in termini sociali e culturali, sia rispetto alla diffusione di un’educazione finanziaria rivolta alle nuove generazioni.

Concludendo, l’evento del 1° aprile alla Badia a Passignano rappresenta un’occasione unica per incontrarsi, confrontarsi e scoprire le attività future. Sarà un’opportunità per conoscere meglio i valori della cooperazione creditizia, discutere di progetti futuri e proporre idee per coinvolgere sempre più giovani nella cooperazione.


Idee e coraggio: da loro abbiamo tanto da imparare DAL TERRITORIO / Primo Piano

di Cristiano Iacopozzi
Presidente Consiglio di Amministrazione ChiantiBanca

 

Ho la fortuna di trovarmi spesso a confronto con i giovani. E di questo mi sento privilegiato: ho la speranza di riuscire a trasmettere loro almeno una parte dell’arricchimento che traggo dai loro comportamenti, dalle loro parole, dal loro esempio.

I giovani ci aiutano a migliorare, ne ho sempre più spesso riprova. Sono migliori di quanto lo eravamo noi alla loro età. Non hanno paura di essere giudicati: fanno. Dimostrano. Azzardano. Amo la curiosità e la passione che mettono in campo nei pensieri che guidano scelte non sempre condivisibili ma mai banali. Doti non comuni, tutt’altro: hanno originalità e intraprendenza di chi ha ambizioni “sane” e allunga lo sguardo oltre il domani.

Abbiamo bisogno di loro. Delle loro idee. Dai giovani arriva lo stimolo a migliorare, a non conservare – anche la parte dei privilegi –, a mantenere ciò che, anche molto faticosamente, è stato costruito: in una società che volge alla continua evoluzione e a un cambiamento molto più rapido di quanto sia la percezione, la velocità di pensiero è l’arma che va incontro al progresso e mantiene il passo coi tempi.

E’ una riflessione a livello globale che trova riscontro concreto anche nel mondo bancario – tradizionalmente, e non a torto, ritenuto uno dei simboli del conservatorismo – e ancor più nel particolare nel credito cooperativo, il “nostro” mondo, quello a cui orgogliosamente apparteniamo e di cui portiamo avanti, con immutata convinzione, gli stessi valori tramandati in centoquarant’anni di storia (in Italia la prima cassa rurale, come venivano chiamate le “banchine” locali, risale al 1883).

Il mondo cooperativo è diverso. Meglio: è “differente”, l’aggettivo individuato in una riuscitissima pubblicità di tempi addietro che esaltava la nostra realtà e ne faceva spiccare l’unicità come segno distintivo: le banche di credito cooperativo uniche lo sono davvero e lo danno riprova ogni giorno, perché capaci, cosa rara ormai, di mettere al centro di qualsiasi progetto la Persona.

Non è uno slogan men che meno un “esercizio” di facile attuazione. Le banche di credito cooperativo, le Bcc, hanno la capacità non comune di sapere (e aver voglia di) ascoltare chi ci sta davanti, che in un mondo sempre più accelerato, e sempre meno disposto a rallentare e riflettere, fa tutta la differenza possibile. Le banche di credito cooperativo sono abiti sartoriali cuciti addosso ai bisogni delle persone: hanno la conoscenza diretta dei territori e dei loro attori come valore inestimabile, non si affidano a strumenti asettici che valutano il macro ma non arrivano a percepire il particolare e il valore umano, qualità che alla fine creano spesso lo spartiacque fra quello che è giusto e quello che porta all’errore.

Non esiste bene più prezioso della Persona. Che per una Bcc significa il Cliente – ChiantiBanca ne ha oltre centodiecimila – ma soprattutto il Socio che, assieme al nostro personale dipendente, è il bene più prezioso su cui possiamo contare. Ne abbiamo quasi trentamila – quinta banca in Italia, prima in Toscana –, rappresentano il nostro vanto e lo stimolo per fare sempre di più e sempre di meglio. Quello che vado chiedendo in particolare ai Giovani Soci: idee ed entusiasmo. Che, in altri termini, significa dare continuità e basi solide a un progetto meraviglioso in tutti noi continuiamo a credere.


Evento Giovani Soci e Socie a Passignano: qui si fa il futuro (del credito cooperativo) DAL TERRITORIO / Primo Piano

Sabato 1° aprile, alla Badia a Passignano, si svolgerà il primo meeting dei Giovani Soci e Socie ChiantiBanca, un appuntamento fortemente voluto da Consiglio di Amministrazione e Direzione Generale sulla scia delle attenzioni sempre maggiori che il credito cooperativo rivolge e dedica alle nuove generazioni.

Il meeting di Badia a Passignano fa seguito alla partecipazione del gruppo dei Giovani Soci e Socie di ChiantiBanca al Forum dei Giovani Soci del credito cooperativo del settembre 2022 – organizzato a Jesi da Federcasse e a cui ChiantiBanca prese parte con il gruppo numericamente più corposo di tutte le Bcc – e al successivo coinvolgimento sempre più numeroso e partecipativo di giovani ai vari appuntamenti organizzati nelle nostre filiali e in riunioni a distanza.

All’evento del 1° aprile potranno partecipare indistintamente tutti gli under 35 dei nostri territori, non necessariamente Soci.

Questo il programma di giornata:

dalle ore 15: ritrovo e registrazione;

ore 16: visita guidata all’interno dell’Abbazia di Badia a Passignano;

ore 17: meeting

ore 18: aperitivo

 

Troverete informazioni sull’evento su tutti i canali di comunicazione di ChiantiBanca:

– Sito internet
– Canali social
– Monitor di filiale
– ATM
– Cartellonistica e flyer
– Mailing
– SMS
– Inviti istituzionali

Per motivi organizzativi, è gradita la conferma di partecipazione che può essere effettuata con le seguenti modalità:

Prenota il biglietto su EventBrite
– mail a giovani@chiantibanca.it
– chiamando il numero 339 2777395
– tramite la filiale di riferimento


Il nostro impegno, la vostra fiducia: insieme si cresce DAL TERRITORIO / Primo Piano

“Se ci diamo la mano i miracoli si fanno e il giorno di Natale durerà tutto l’anno”.

Può apparire un po’ strano trovare in un articolo di una newsletter bancaria una filastrocca di Rodari[1], ma in realtà risulta adatta a ciò che ChiantiBanca è: una cooperativa, un ente creato da persone che si uniscono e collaborano insieme nell’interesse comune, nel nostro caso lo sviluppo del territorio.

E gli obiettivi, i piccoli miracoli di ogni giorno, sono stati raggiunti grazie ai nostri soci, che hanno dimostrato un legame forte con la banca, come testimoniato dall’aumento della base sociale, arrivata a contare 29.294 soci e dalla presenza, seppur ancora una volta a distanza, all’assemblea, che ha visto ben 2.304 votanti approvare all’unanimità il bilancio, rinnovando pertanto la fiducia alla banca stessa.

Vogliamo ringraziare i soci non solo per l’attaccamento da sempre mostrato, ma anche per la pazienza accordataci durante la difficile fase organizzativa connessa al cambiamento del sistema informativo.

Approfittiamo per ringraziare anche i dipendenti di ChiantiBanca, che hanno vissuto la migrazione dal lato opposto, e che hanno fatto il possibile per ridurre i disagi che si sono inevitabilmente creati; è sicuramente stato un momento difficile per tutti ma siamo riusciti a superarlo e lo abbiamo fatto insieme, proprio come esorta Rodari.

E sempre insieme abbiamo raggiunto numeri importanti, basti pensare ai dati di raccolta (3,94 miliardi al 30 settembre) e impieghi (2,2 miliardi), che testimoniano come la nostra missione principale sia usare la raccolta dalla clientela per fare credito a famiglie e imprese, e ciò rappresenta la principale leva per lo sviluppo delle comunità.

Abbiamo sostenuto il territorio anche attraverso le sponsorizzazioni: nel 2022 sono stati destinati 1.100.000 euro alle associazioni che operano a livello sociale, assistenziale, sportivo, culturale e ricreativo; il rapporto ormai consolidato con tanti enti facilita non solo le attività ordinarie e la realizzazione di importanti eventi, ma contribuisce a creare il tessuto sociale del territorio stesso.

Il sostegno passa anche attraverso la collaborazione con ChiantiMutua e Fondazione ChiantiBanca, due enti strettamente legati alla banca che operano sul territorio a livello sanitario (basti pensare ai rimborsi della Mutua, che hanno superato 500.000 euro, o agli ambulatori Curami di Siena della Fondazione), sportivo (la piscina di San Casciano sostenuta dalla Fondazione, che quest’anno insieme al comune ne ha permesso la continuità, minacciata dagli aumenti delle bollette) e sociale (con le iniziative di aggregazione e partecipazione a eventi culturali promossi dalla Mutua e la beneficenza elargita dalla Fondazione, con contributi pari a 150.000 euro).

Se guardiamo a quanto fatto insieme nel nostro territorio in questo anno che ci apprestiamo a lasciare, possiamo essere molto soddisfatti (la semestrale ha chiuso con un utile record di 15 milioni), ma purtroppo il 2022 è stato un anno che ha visto eventi devastanti che non avremmo creduto possibili nell’Europa del Ventunesimo secolo; per gli auguri delle imminenti festività natalizie scegliamo pertanto le parole di Papa Francesco: “Dove nasce Dio, nasce la speranza: Lui porta la speranza. Dove nasce Dio, nasce la pace. E dove nasce la pace, non c’è più posto per l’odio e per la guerra”.

 

[1] Versi tratti dalla poesia “Lo zampognaro” di Gianni Rodari


Il bello delle sponsorizzazioni: una banca, tanti territori DAL TERRITORIO / Primo Piano

Una banca di credito cooperativo fa questo: esprime vicinanza ai territori e alle varie espressioni che lo valorizzano e lo rappresentano al meglio, con i fatti, concretamente.

Una banca di credito cooperativo è un puzzle di numeri, gli stessi che segnano l’andamento di tutte le sue “sorelle” e ne determinano i destini. Ma è fatta anche e soprattutto di persone, della qualità del rapporto umano. È fatta di relazioni, nel senso più vero del termine. Di vicinanza a ciò che sta in copertina, ma anche a chi naviga in acque complicate e ha bisogno di sostegno – grande o apparentemente modesto che sia – per proseguire la traversata.

Oltre un milione è quanto il Consiglio di Amministrazione di ChiantiBanca ha deliberato in sponsorizzazioni a favore dei territori nel corso del 2022. Ha valorizzato le eccellenze, che nelle “nostre” terre, dove la banca continua a rappresentare un punto di riferimento, non costituiscono certo l’eccezione, bensì la regola; ha accompagnato chi svolgeva un servizio sociale, accanto alle famiglie, recependone i bisogni e proponendo sostegno; ha creato empatia, comunità, ha distribuito parcellizzando e non focalizzandosi sulla punta dell’icerberg, bensì sulla base.

Non c’è stato settore in cui ChiantiBanca non abbia fatto sentire la presenza, cosa doverosa per un credito cooperativo, ma non scontata, andando a sostenere circa trecento realtà operanti nei più svariati settori. Di cui quello sportivo è finito in prima pagina: quasi il 50% delle sponsorizzazioni sono state destinate lì. Poco meno di cinquecentomila euro a sostegno di società di ogni genere e delle più svariate discipline: siamo stati a fianco dei professionisti (calcio, tennis, basket, atletica, volley, per citare alcuni esempi) e sostenuto le tantissime società sempre più punto di riferimento delle famiglie locali, privilegiando l’aggregazione e la voglia di sentirsi parte di comunità dai sani princìpi.

E poi tantissime iniziative culturali (ne ricordiamo una su tutte: il Premio Narrativa Giovani della Fondazione Spadolini) e altrettante ricreative, dai festival che hanno rappresentato una vetrina per l’intera Toscana (Musart, Estate Fiesolana, Pistoia Blues, Settembre Pratese) alle sagre di paese, in cui moltissimi nostri soci e clienti hanno dedicato passione e investito tempo per puro piacere di esaltare il sentimento di comunità.

Siamo stati a fianco delle associazioni di categoria e degli ordini professionali nelle continue iniziative a servizio del territorio, abbiamo sposato progetti medici e scientifici, considerato il sociale una risorsa fondamentale per non disperdere valori e princìpi su cui fare forza nei momenti più difficili. La stessa forza che il credito cooperativo è capace di mettere in campo laddove non si spingono altri, convinti che “differenti davvero” lo siamo in concreto, e non solo come slogan.


Women's soccer team practicing on playing field. DAL TERRITORIO / Primo Piano

Come già avvenuto per la prima edizione del 2021, anche quest’anno ChiantiBanca ha sostenuto da sponsor principale gli “Stati Generali delle società sportive”, evento svoltosi al Tuscany Hall a fine novembre, promosso dal Coni provinciale di Firenze.

Un successo clamoroso, segno evidente dell’attenzione che viene posta sul mondo sportivo e, nello specifico, sulle difficoltà a cui vanno incontro le varie realtà che lo compongono in quello che da alcuni è stato definito “il periodo più difficile della storia dello sport”: presenti mille rappresentanti di società di ogni sport – di cui una bella fetta nostre socie o clienti – a cui hanno fatto da “cappello” gli interventi di Andrea Abodi, ministro dello sport, Dario Nardella, sindaco di Firenze, Eugenio Giani, governatore della Toscana, e di molte altre personalità del mondo sportivo, politico e imprenditoriale del territorio fiorentino e toscano.

Fra i temi trattati: il rapporto fra scuola, sport e cultura (“Verranno sicuramente ripristinati i Giochi della Gioventù e destinate maggiori risorse per il settore sportivo”, l’anticipazione di Abodi), la necessità di corsi specifici per dirigenti e istruttori, l’importanza di impianti sportivi all’altezza (“Abbiamo tanti progetti e già previsto notevoli investimenti a sostegno di piscine e altre realtà, anche per l’abbattimento delle barriere architettoniche”, le parole di Nardella) e la necessità di una normativa chiara a regolamentare la materia (“Stiamo lavorando per una nuova legge regionale sullo sport e daremo priorità a chi promuove lo sport per i giovani”, ha detto Giani).

Presente al Tuscany, in rappresentanza di ChiantiBanca, Gianluca Piccioli, responsabile area Chianti/Firenze: “La vicinanza a tutto ciò che valorizza un territorio lo dimostriamo con i numeri: circoscrivendo il raggio al settore sportivo, nell’ultimo biennio abbiamo erogato – grazie anche al sostegno della nostra Fondazione – oltre 900.000 euro fra sponsorizzazioni, contributi, beneficenza e liberalità andando a soddisfare le richieste di circa 250 realtà. A tutto questo, chiaramente, si aggiunge il sostegno finanziario: lo abbiamo fatto in maniera importante, ancor più in tempi – speriamo ormai superati definitivamente – di pandemia, con prestiti o fidi di conto corrente, in gran parte dei casi garantiti da fidejussioni personali, grazie al vostro attaccamento alle associazioni e alla nostra conoscenza delle persone”.


La crescita di ChiantiMutua: iscritti metà soci ChiantiBanca DAL TERRITORIO / Primo Piano

di Stefano Mecocci
presidente ChiantiMutua

 

L’obiettivo è ambizioso, ma ampiamente alla portata: aprire le porte della nostra Mutua – la prima in Italia tra le banche di credito cooperativo – a tutti i soci ChiantiBanca.

Ci stiamo muovendo velocemente in quella direzione e abbiamo confidenza che il traguardo possa essere tagliato nel prossimo triennio: adesso i soci ChiantiMutua sono oltre quattordicimila, quasi la metà di quelli ChiantiBanca.

Un grande risultato, una crescita esponenziale (quasi cinquemila nuovi soci nell’ultimo triennio), una sinergia – Banca/Mutua – che si rafforza giorno dopo giorno, grazie alla completa disponibilità del Consiglio di Amministrazione, come socio sostenitore, e della struttura operativa di ChiantiBanca, dal direttore generale al personale di rete, che hanno dimostrato di credere concretamente in un progetto che sta sempre più diventando il vero valore aggiunto del credito cooperativo e lo strumento con cui affermare la nostra missione mutualistica.

ChiantiMutua continua a crescere: fra rimborsi e sussidi, nel 2022 abbiamo erogato oltre mezzo milione. Questo è l’aiuto concreto che diamo ai nostri diciassettemila assistiti (lo ricordo: possono beneficiare delle nostre prestazioni anche i figli minori dei soci). E lo facciamo grazie a un ventaglio di servizi che abbraccia diversi ambiti: dalla salute e prevenzione alla famiglia, alla cultura e al tempo libero.

Un’offerta a tutto tondo che si indirizza anche al mondo dei giovani: oltre un centinaio quelli che hanno deciso di darci fiducia nell’ultimo anno entrando a far parte della nostra comunità, oltreché in quella di ChiantiBanca. Ciò che abbiamo offerto agli under 35 è stato tanto e particolareggiato: iscrizione gratuita al primo anno, 80% di rimborso per le visite medico-sportive prenotate sul portale chiantimutua.it, biglietti per partite di calcio, concerti ed eventi, viaggi. A tutto questo si aggiunge un bonus di 300 euro a coloro che diventano soci entro un anno dal compimento della maggiore età.

Oltre a vari sussidi riservati ai figli minori e al contributo di 50 euro che riserviamo alle famiglie in diversi ambiti (iscrizione al primo anno di asilo nido e materna, acquisto di libri per la scuola media e superiore, occhiali e lenti da vista), facciamo leva su condizioni privilegiate in tema di salute e prevenzione che ci garantiscono – lo dico con sincero orgoglio – un tratto di unicità nel panorama del credito cooperativo: sconti, grazie alle convenzioni, con oltre tremila strutture sanitarie; rimborsi del 50% su visite e diagnostica, fino ad arrivare all’80% per le numerose campagne di prevenzione organizzate ogni anno.

Non ci basta e vogliamo andare oltre. Anche grazie alla passione e alla professionalità del nostro staff – giovane, ma già esperto – che affiancherà il personale di filiale non solo in occasione dei Mutua Day (rivelatasi una formula vincente: ne abbiamo organizzati cinquantasei nel 2022 coinvolgendo le varie aree della banca), ma anche nella quotidianità, con l’obiettivo di garantire un servizio sempre più efficiente e tecnologicamente evoluto.

Siamo certi che la formula continuerà a rivelarsi vincente. Al costo di nemmeno tre caffè al mese: 34,80 euro è la tariffa annuale riservata ai soci ChiantiBanca per beneficiare dei servizi Mutua (appena 12 euro in più per il coniuge).

Un augurio sincero di un 2023 ricco di soddisfazioni a tutti i soci ChiantiBanca e ChiantiMutua.


Group of volunteer with sprout for growing DAL TERRITORIO / Primo Piano

di Matteo Corsi
presidente Fondazione ChiantiBanca

 

Il territorio di riferimento è lo stesso di ChiantiBanca, ovvero la maggior parte delle province della Toscana. Un’area molto vasta, nella quale la Fondazione ChiantiBanca eroga contributi liberali a numerosissime realtà associative, oltre 100 nell’anno che sta per concludersi.

Un’attività preziosissima, che va a integrare il sostegno al territorio offerto direttamente da ChiantiBanca, indispensabile a raggiungere (anche) le realtà associazionistiche che vivono grazie al volontariato, svolgendo una missione meritevole e insostituibile nel cosiddetto ‘terzo settore’, eminentemente in campo assistenziale e culturale.

La Fondazione ChiantiBanca si appresta a chiudere il 2022 con un monte erogazioni pari a 150.000 euro, distribuito con capillarità e attenzione alle esigenze dei vari territori e delle realtà che li rappresentano. Non si tratta in alcun modo di dispersione, ma di consapevolezza di quanto spesso sia determinante anche una piccola somma per consentire a tante associazioni di vivere e dare assistenza a chi ne ha più bisogno.

Non è un caso che Fondazione ChiantiBanca preveda per regolamento un tetto preciso all’entità di ciascuna erogazione (10.000 euro) e che, di fatto, salvo rare eccezioni, la maggior parte degli importi assegnati si attesti tra i 1.000 e i 2.000 euro: grazie a questa filosofia il numero dei destinatari può mantenersi elevato, senza tralasciare nessun territorio e nessuna attività meritevole della nostra attenzione.

Le tante Misericordie, la Comunità di S. Egidio, i Gruppi Fratres, il Calcit, la Lilt, la Fondazione Santa Maria Nuova sono solo alcuni esempi di soggetti beneficiari che fanno ben comprendere l’importanza dell’opera della Fondazione.

A questi, vanno ad aggiungersi tanti interventi di sostegno a situazioni contingenti e urgenti, come il recente sostegno alle Acli Siena per l’invio di medicinali sul teatro bellico dell’Ucraina. E l’intervento atto a scongiurare la chiusura della piscina del Chianti di San Casciano in Val di Pesa, gravata da costi energetici altrimenti insostenibili. Intervento che merita una sottolineatura a parte, quale dimostrazione di quanto possa essere cruciale il ruolo di una Fondazione pronta ad affrontare emergenze di fronte alle quali anche le istituzioni spesso sono inermi.

Vale ricordare, infine, a proposito di sensibilità e lungimiranza, qualcosa di non secondario che ha a che fare con la cultura e l’identità più vera del territorio: la preziosa ‘biblioteca’ di Giacomo Tachis, padre dell’enologia contemporanea, composta da ben 3.577 preziosi volumi italiani e stranieri, devoluta dallo stesso Tachis alla Fondazione nel 2016 e che ora, dopo la sua scomparsa, viene “gelosamente” custodita e valorizzata. Basti pensare alla prestigiosa pubblicazione “Giacomo Tachis. Mescolavin”, vincitrice nel 2019 a Parigi del premio internazionale “OIV” come una delle migliori pubblicazioni al mondo in ambito enologico.


Una crescita costante: semestrale 2022 senza precedenti DAL TERRITORIO / Primo Piano

di Maurizio Farnesi
Direttore Generale

Cari Soci,

da tempo – anni, ormai – stiamo operando in un contesto burrascoso. Di instabilità più o meno percepita e preventivabile: il periodo pandemico e i venti di guerra, la morsa dell’inflazione e l’aumento vertiginoso (“spaventoso” è il termine che più ho ascoltato ultimamente dalla nostra clientela) delle materie prime con ricadute devastanti su aziende e, inevitabilmente, sul consumatore finale.

Fare banca in questo contesto – fare “buona banca” – è esercizio complicato: da una parte la voglia di allargare più possibile le maglie del credito per sostenere il sostenibile e anche qualcosa di più, dall’altra l’impossibilità di non tener conto degli equilibri che spingono il nostro bilancio, la cui stabilità finisce per essere garanzia suprema nei confronti degli oltre centodiecimila clienti, dei quasi ventinovemila soci, dei quattrocento e passa dipendenti e delle loro famiglie.

In un simile quadro socio-economico di crescenti difficoltà, sposo in pieno le parole di Sergio Gatti, direttore generale di Federcasse: il credito cooperativo migliora la qualità di vita delle comunità. Le Bcc sostengono il territorio, andando oltre i numeri – senza mai sconfinare nell’illogico –, mantenendosi capisaldi dell’economia reale e punto di riferimento di famiglie e piccole e medie imprese, e più in generale dell’imprenditoria locale. Sul territorio ci sono le persone, che trovi al circolo e incroci per strada, che saluti nei locali e di cui conosci vita privata e percorso professionale. Fare “buona banca” non significa non prendersi rischi, significa avere piena consapevolezza dell’interlocutore, sapere a chi e dove finiscono i risparmi che ci vengono affidati con immutata fiducia.

Proseguendo il lavoro di chi mi ha preceduto, nel primo anno da direttore generale di ChiantiBanca mi ritengo soddisfatto dei risultati ottenuti: rispetto alla semestrale dello scorso anno, il margine di interesse è cresciuto del 35,7% (da 30 a 40,7 milioni) e le commissioni nette dell’8,1% (da 14,7 a 15,9 milioni) ed è proseguito con decisione il percorso che ha registrato una continua e sensibile riduzione del rischio di credito – Texas ratio (al 30,11% dal 61,82%), Npl ratio (dall’11,8% al 6,8%), totale complessivo dei crediti non performanti da 277,6 a 159,9 milioni – e un netto rafforzamento patrimoniale: Cet1 ratio al 15,95% (dal 12,80%) e Total capital ratio al 18,75% (dal 15,35%).
Decisamente rassicurante per la solidità aziendale anche la rilevante crescita di tutti gli indici di copertura, tra cui mi preme sottolineare quello delle sofferenze (73,80%), dei crediti deteriorati (58,35%), delle inadempienze probabili (47,73%) fino ad arrivare a quello dei crediti in bonis (1,32%). Il cost/income è sceso di quattro punti percentuali: dal 62,1% al 58,2%.

In aumento i costi operativi (+ 2,1 milioni, pari al 6,5%) legati quasi interamente all’incremento della forza lavoro e delle spese amministrative, operazione necessaria per affrontare senza eccessivi scossoni la delicatissima fase di migrazione del sistema informativo a cui la nostra banca è andata incontro a inizio maggio: pur sapendo di avervi dovuto sottoporre a una fase di passaggio non senza complicazioni, di cui mi scuso personalmente e facendomi portavoce dello stesso sentimento da parte del Consiglio di Amministrazione, è stato un percorso delineato e programmato dal momento stesso in cui l’Assemblea dei Soci del dicembre 2017 deliberò l’adesione al Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea. Pensate: delle 120 Bcc affiliate alla Capogruppo Iccrea, ChiantiBanca è stata l’ultima in ordine temporale ad adottare l’attuale sistema informativo, decisione “saggia” che ha permesso di mitigare i disagi, forti anche del supporto e dell’esperienza messi a disposizione dalle nostre consorelle.

Premesso tutto questo, ed evidenziato come i più importanti indici di bilancio confermino il buonissimo stato di salute attraversato dalla banca, sono orgoglioso di farvi partecipi che l’utile netto della Semestrale 2022 ammonta a 15.184.153 euro (oltre 17 milioni e 800 mila quello lordo), miglior risultato di sempre di ChiantiBanca. Manterremo il giusto profilo – che il presidente Cristiano Iacopozzi, trovando la mia totale approvazione, non smette di ricordare –, non andremo a sbandierarlo sui giornali – da sportivo, so che la Semestrale è come il girone d’andata di un campionato: non merita festeggiamenti –, ma il risultato è il coronamento di un lavoro d’insieme, di cui sono grato al personale dipendente che non finirò mai di elogiare, al Consiglio di Amministrazione che si conferma al mio fianco in ogni decisione, a voi Soci e ai clienti tutti che, giornalmente, ci concedono la loro fiducia, il nostro bene più grande.

Rimarcando con vanto sponsorizzazioni e contributi con cui sosteniamo il territorio – quasi un milione e mezzo elargito ogni anno grazie anche alla nostra Fondazione, un lavoro a fari spenti, meticoloso e capillare, che rappresenta linfa vitale per tante società, associazioni e iniziative – chiudo portando a fattor comune, in rapida successione e in modo apparentemente asettico, altri numeri che rappresentano ancor meglio il percorso di crescita della nostra banca dal dicembre 2018 a oggi: Cet 1 ratio dall’11,50% al 15,95%, Total capital ratio dal 14% al 18,75%, sofferenze nette sui fondi propri dal 40,3% al 7,9%, Texas ratio dal 120,6% al 30,11%, Npl ratio dal 18,9% al 6,8%, copertura media su crediti npl dal 46,3% al 58,35%, cost/income dal 66,5% al 58,2%, rapporto commissioni nette/costo del personale dall’82,1% all’85,4%.

Numeri quasi insperati: grazie a chi ha contribuito a tutto questo.



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