DAL TERRITORIO


La forza dell’unione DAL TERRITORIO / Primo Piano
autore: Francesco Liberti
Presidente Bcc Roma

 

L’APPROSSIMARSI DELLE FESTIVITÀ NATALIZIE è occasione di bilanci di fine anno e di riflessione sul senso del nostro ruolo di cooperatori di credito. Un lavoro appassionante e impegnato per la costruzione del bene comune sulla base di valori mutualistici condivisi che sono stati, e continuano a essere, volano di una storia ultracentenaria.

La mutualità, la solidarietà, il localismo sono i principi di fondo che ispirano l’azione delle nostre banche e che fanno la differenza rispetto alle banche ordinarie, anche nei tempi di straordinarie difficoltà e complessità che stiamo attualmente vivendo. Dal 2019, infatti, è trascorso un triennio di cambiamenti epocali: dapprima l’attuazione della grande riforma del credito cooperativo con la costituzione e l’avvio dei gruppi bancari che hanno bipolarizzato il movimento, poi la grande pandemia COVID-19 e la conseguente crisi economica e sociale. Senza contare la competizione di mercato con l’ulteriore concentrazione del sistema bancario e l’entrata in campo finanziario dei nuovi operatori digitali, le cosiddette fintech. 

Il tutto in un contesto normativo che vede le nostre banche affrontare oneri sproporzionati alla loro dimensione.

In questo contesto così arduo, la sfida è quella di poter proseguire la missione di sempre al servizio delle comunità locali, continuando a dare corpo alla funzione di prossimità nei confronti di famiglie e imprese per mezzo di un dialogo costante volto a valorizzare il territorio. Ma per farlo non bastano più le forze di una singola Bcc per quanto grande e organizzata, come nel caso della Bcc di Roma che mi onoro di presiedere. È sempre più imprescindibile avere un Gruppo alle spalle che sia garante di stabilità, controllo e monitoraggio verso tutte le banche aderenti, nell’interesse del Gruppo nel suo complesso e di ogni singola banca. 

Con la forza dell’unione, ne sono convinto, potremo continuare a vincere le nuove sfide davanti a noi, dando seguito alla nostra missione di sempre.

 

 


Sport, sanità, Superbonus: c’è sempre la firma di ChiantiBanca DAL TERRITORIO / Primo Piano

4 settembre: Progetto “Itaca 2021” – Formello (Roma)

Giunto alla quarta edizione, Itaca è un convegno di respiro nazionale che tratta argomenti di varia natura: economia, lavoro, agricoltura, scuola, famiglia e sanità.

Nella tavola rotonda dal titolo “Le nuove sfide della sanità integrativa” era presente ChiantiMutua per raccontare l’esperienza mutualistica di ChiantiBanca e più in generale delle mutue delle banche di credito cooperativo. Sono intervenuti Luciano Dragonetti, presidente Mutua Mba, Sergio Capitoli, presidente Associazione Italiana delle Società di Mutuo Soccorso, Roberto Capobianco, presidente Fondosani e Roberto Anzanello, presidente Associazione Nazionale Sanità Integrativa.

 

15 ottobre: sponsorizzazione Empoli Calcio – Empoli

“Siamo felici e onorati che una banca così importante del nostro territorio continui a esserci vicina – le parole del presidente dell’Empoli, Fabrizio Corsi, nel presentare il rinnovo della sponsorizzazione con ChiantiBanca -. Il nostro rapporto va avanti da tempo e si è consolidato con il passare degli anni, con l’obiettivo di continuare il rispettivo percorso di crescita”. 

“Il nostro compito è quello di sostenere famiglie e attività produttive del territorio ma anche stare a fianco delle eccellenze che contribuiscono a tenere alti i valori della nostra terra in tutta Italia: in questo l’Empoli è certamente un esempio da prendere a modello”, così Maurizio Farnesi, direttore generale di ChiantiBanca, alla conferenza stampa di presentazione dell’accordo (nella foto: Corsi, a sinistra, e Farnesi).

 

20 ottobre: convegno “110 e lode” – Firenze

Al Palazzo dei Congressi convegno sul tema degli sgravi fiscali per i lavori di riqualificazione edilizia. Il Superbonus 110% è l’agevolazione fiscale, inserita nel Decreto Rilancio, con la quale il Governo ha deciso di elevare fino al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute per gli interventi edilizi in materia di efficientamento energetico, adeguamento antisismico, installazione di impianti fotovoltaici e infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici. Durante il dibattito sono state illustrate le effettive possibilità di rilancio del mercato edilizio, descritti casi pratici di interventi migliorativi sulle strutture ed efficientamento energetico, approfonditi i reali vantaggi per le imprese, per i privati e per la salvaguardia dell’ambiente. A moderare il dibattito è stato il vicedirettore de La Nazione, Piero Fachin.

Fra gli interventi quelli di Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, e di Cecilia del Re, assessore al territorio e all’Ambiente del comune di Firenze. Per ChiantiBanca era presente Federico Rossi Ferrini, responsabile ufficio Agroalimentare, che ha evidenziato come il sistema bancario si sia dovuto organizzare in maniera adeguata per far fronte alle forti aspettative nei confronti del Superbonus, raggiungendo una professionalità spiccata in materia grazie a un’attenta mappatura del processo, una comunicazione puntuale tra rete, operatori del settore e clienti e  la messa a punto di una check list sulla documentazioni da richiedere in funzione dell’intervento preventivato.

 

28 ottobre: dibattito “Il nuovo orizzonte delle banche: la sanità” – Pisa

Ospiti di una delle eccellenze della sanità nazionale – la Casa di Cura San Rossore – abbiamo analizzato e raccontato le possibili evoluzioni della sanità in epoca post pandemica: la sostenibilità della spesa sanitaria, l’offerta del mondo privato, le nuove proposta di sanità integrativa, le collaborazioni che pubblico e privato dovranno necessariamente avviare nei prossimi anni. In un confronto moderato da Guglielmo Vezzosi, capo della redazione di Pisa de La Nazione, sono intervenuti vari attori del mondo sanitario: Andrea Madonna, presidente e amministratore delegato Casa di Cura San Rossore, Carlo Milli, direttore amministrativo di Cisanello, Raffaele Latrofa, assessore del comune di Pisa e il nostro direttore generale Maurizio Farnesi che, assieme al vice direttore Paolo Piazzini, ha raccontato l’attenzione di ChiantiBanca verso il mondo della sanità, sia con lo strumento delle polizze sanitarie – offerta tradizionale del mondo bancario – sia evidenziando il ventaglio di offerte di ChiantiMutua per i suoi tredicimila soci e il suo ruolo strategico nel campo della sanità integrata.

 

24 novembre: sponsorizzazione Pisa Sporting Club – Pisa

Anche il Pisa Sporting Club entra a far parte della grande famiglia “sportiva” di ChiantiBanca: per la prima volta la nostra banca è a fianco della società nerazzurra “sapendo cosa rappresenta per la città: si tratta di un segnale di presenza e di vicinanza nei confronti di Pisa e di tutto il territorio, confidando che sia l’inizio di un’avventura importante e ricca di vittoria per entrambi”, come sottolineato dal direttore Farnesi. Assieme a lui in conferenza stampa era presente il presidente del Pisa Giuseppe Corrado. “Con ChiantiBanca lavoreremo su progetti che possano essere di supporto ai nostri tifosi” 

 

27 novembre: Stati Generali delle Società Sportive – Firenze

Convegno organizzato dal comitato toscano del Coni al Tuscany Hall. Moltissimi temi affrontati alla presenza dei rappresentanti di oltre 600 società sportive: riforma dello sport, rilascio delle concessioni, sostegni pubblici, sinergie, aspetti legali e sviluppo dei canali social. Fra i vari interventi quelli di Dario Nardella, sindaco di Firenze, Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, Andrea Abodi, presidente del Credito Sportivo, Giovanni Malagò, presidente del Coni e Luca Lotti, onorevole ed ex ministro dello sport. Per ChantiBanca presente il vice direttore generale Paolo Piazzini, che ha raccontato l’impegno della nostra banca verso il mondo dello sport affrontando anche il delicato tema della finanziabilità delle varie società.

 


La vostra fiducia, il nostro impegno (sul territorio) DAL TERRITORIO / Primo Piano
autore: Consiglio di Amministrazione
 

CARI SOCI,

giunti al termine di un anno ancora condizionato a livello economico e sociale dal protrarsi della pandemia, vogliamo riflettere brevemente sui mesi appena trascorsi.

Nel 2021 ChiantiBanca è cresciuta notevolmente: è aumentata la raccolta diretta e indiretta (+ 6,7% complessivo rispetto a fine 2020: da 3.815 a 4.069 milioni, con l’incremento del 3,2% di raccolta diretta e del 19,4% della indiretta), la compagine sociale è arrivata a contare ben 28.600 unità (quasi mille in più in undici mesi) e il totale attivo ci colloca al sesto posto dell’intero Gruppo Bancario Iccrea.

Come banca di credito cooperativo restiamo al servizio del territorio, come noi che oggi vi scriviamo siamo al servizio dei soci. ChiantiBanca non ha mai fatto mancare il suo sostegno fin dagli inizi della pandemia: basti pensare ai numeri delle moratorie (981 milioni concessi per oltre 10.000 pratiche) e alle nuove erogazioni con garanzia statale (210 milioni per 4.704 pratiche).

Ma il sostegno, ovviamente, non si è limitato al credito pandemico: sosteniamo ogni giorno il territorio, come ben evidenziato dal volume degli impieghi (2.389 milioni), destinati a famiglie e imprese. E questo perché fare credito per noi resta ancora la principale fonte di sostegno al territorio e quindi il nostro fine ultimo. In un mondo ormai condizionato da logiche di competitività e profitto, ben lontane dai nostri valori cooperativi, lavoriamo ogni giorno per mantenere il nostro stato di banca di credito cooperativo, che è al contempo banca e cooperativa insieme, come due facce opposte di una stessa moneta.

Il sostegno al territorio emerge anche dalle sponsorizzazioni – quasi 900.000 euro concessi nel 2021, destinati ad associazioni impegnate ogni giorno nell’organizzazione di attività e eventi a carattere sportivo, sociale, ricreativo e culturale – e attraverso due organismi che con la banca condividono il nome oltre che i valori: la Mutua e la Fondazione.

ChiantiMutua, con 13.000 soci e più di 15.000 assistiti, è stata ed è ancor più fondamentale nel periodo attuale, che ha visto il moltiplicarsi delle esigenze sanitarie e il conseguente aumento di strutture convenzionate (770) e rimborsi (350.000 euro). Fondazione ChiantiBanca, oltre a quanto destinato in opere di beneficenza (150.000 euro di contributi e associazioni del territorio), è sempre ben presente sul territorio, con gli ambulatori medici Curami di Siena e con la piscina di San Casciano, attraverso quindi due importanti strutture utilizzate da tutta la popolazione.

Oggi ci rivolgiamo a ognuno di voi per ringraziarlo della vicinanza mostrata, ben evidenziata dalla partecipazione record all’assemblea, purtroppo ancora una volta svolta a distanza: 3.347 soci (il 12,09% degli aventi diritto) hanno espresso il voto, considerando quindi importante il momento dell’approvazione del bilancio e rinnovando la fiducia alla banca.

Ci auguriamo di poter tornare presto ad assemblee in presenza e a vivere nuovamente in serenità momenti di aggregazione sociale, di importanza fondamentale in una banca che vive di relazioni.

Ed infine l’ultimo augurio, a voi e alle vostre famiglie, per le imminenti festività natalizie, con le parole lasciateci da Madre Teresa di Calcutta: “È Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi la mano. È Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza. È Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri”.

 


Sostegno e valori DAL TERRITORIO / Primo Piano
autore: Matteo Corsi
Presidente Fondazione ChiantiBanca
 
CARI SOCI,

mi preme innanzitutto ringraziare Voi e tutti coloro che hanno creduto nella scelta del sottoscritto quale presidente della Fondazione Chiantibanca. Vorrei inoltre ringraziare tutti i consiglieri e il nostro direttore Carlo Bernini insieme ai quali portiamo avanti i lavori e i progetti futuri.

La nostra è una Fondazione solida patrimonialmente, anche grazie all’ausilio di ChiantiBanca al quale va un mio personale ringraziamento.

Vorrei brevemente riepilogare quale è stata e quale sarà la mission che ha contraddistinto la Fondazione, sia sotto la mia presidenza ma anche sotto la sapiente direzione dei miei predecessori.

Sicuramente il principale obiettivo è stato e continuerà a essere quello di supportare le innumerevoli realtà che dipingono l’area di riferimento, visto che il territorio toscano presenta alcune uniformità e molte “variazioni sul tema”. Tuttavia, la Fondazione deve e può aiutare il territorio attraverso il sostegno di progetti inerenti l’arte, lo sport, la socialità in tutte le sue forme, continuando a essere un punto di riferimento per tutto il territorio e non solo per i Soci.

Proprio in questo senso abbiamo operato, sin dal 2020, per aiutare settori che hanno purtroppo vissuto momenti di grande crisi anche a causa della pandemia: artistico, umanitario, sociale, sport e perfino, in coesione diretta con la ChiantiMutua, sanitario.

Nel 2021 abbiamo sostenuto più di centocinquanta tra onlus, fondazioni, associazioni caritatevoli e di beneficenza. Abbiamo portato avanti progetti quali il restauro di opere artistiche e di strutture storico-culturali che – lo speriamo – anche grazie al sostegno della Fondazione ChiantiBanca potranno essere riscoperte dalla comunità toscana.

Abbiamo, infine, portato avanti molti progetti insieme ad altri operatori di settore quali Misericordie o associazioni umanitarie, che hanno permesso economie virtuose e quindi, in taluni casi, anche la sopravvivenza dell’ente stesso: il periodo post pandemico, infatti, ha tolto linfa vitale all’economia e ancor più al comune senso sociale delle persone. La capacità quindi di ricreare e riscoprire quei valori, che volenti o nolenti stanno lentamente degradando, spetta anche alla Fondazione, come indica il nostro Statuto grazie a una visione cristiano caritatevole e di sostegno alla comunità.

Per fare ciò ci siamo dotati di un regolamento interno che consente di dirigere le risorse verso i soggetti più meritevoli attraverso meccanismo di valutazione delle singole proposte di sostegno.

L’auspicio e l’augurio è naturalmente quello di poter fare ancora di più, quello di essere sempre un punto di riferimento per l’intera comunità e l’intero territorio che presidiamo.

Servirà sicuramente coesione all’interno della Fondazione e unità anche all’esterno, in modo da poterci presentare come una solida realtà quale ormai negli anni siamo divenuti.

Infine, l’occasione mi è gradita per porre a Soci, consiglieri e a tutti gli amici di ChiantiBanca un caro saluto e un augurio di buone festività.

Con affetto e cordialità.

 

 


Il nuovo brand DAL TERRITORIO / Primo Piano
autore: Filippo Piperno
Responsabile Comunicazione e Media Relations Iccrea Banca

 

LA COSTITUZIONE DEL GRUPPO BANCARIO COOPERATIVO ICCREA ha rappresentato un evento per molti aspetti epocale per il credito cooperativo. 

Nell’ambito dei molti progetti di trasformazione che sono stati avviati, un punto di particolare attenzione è stato riservato all’individuazione di un nuovo marchio di Gruppo.

Occorreva realizzare un nuovo segno distintivo capace di accrescere e cementare il senso di appartenenza di tutte le componenti del Gruppo, con l’obiettivo di combinare in modo efficace il posizionamento delle banche cooperative del territorio con la valenza di un grande gruppo nazionale: i tradizionali pregi di una banca cooperativa locale, vicina alle esigenze del territorio, si valorizzano grazie al supporto di un grande Gruppo. Questo doveva esprimere il nostro nuovo brand.

Date le premesse, il principale obiettivo del progetto è stato soprattutto creare una chiara e immediata identità tra il Gruppo e le Bcc e, allo scopo, è stato creato un Gruppo di lavoro composto da persone provenienti da tutte le componenti del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea perché si voleva ottenere un risultato che fosse la sintesi di sensibilità, professionalità, esigenze diverse, territori di provenienza diversi. 

E’ stata, successivamente, organizzata una gara impegnativa che ha visto confrontarsi alcune tra le più importanti aziende creative e che ha portato alla decisione di ridisegnare in chiave moderna il tradizionale logo Bcc abbinato al nodo di Salomone (la doppia C), su cui il credito cooperativo ha investito di più in termini di comunicazione negli ultimi vent’anni. Questa è sembrata la scelta più ovvia e capace di esprimere nel modo più coerente la nostra nuova identità.

Con questa formula si è voluto valorizzare la nostra storia – che è la storia ultracentenaria delle banche di credito cooperativo – e affermare al contempo la novità del cambiamento che stiamo vivendo.  Ci piace pensare che abbiamo avvicinato l’identità del Gruppo alle Bcc piuttosto che il contrario. 

In questo senso è stata scelta una soluzione di grande flessibilità per le Bcc che non prevede l’obbligo da parte delle Banche di adottare la proposta di nuova brand identity, fatto salvo quanto previsto da obblighi di legge e dal Contratto di coesione. Alla base vi è l’auspicio che l’adozione del nuovo brand sia una scelta consapevole da parte delle banche affiliate ma confidiamo che molte di esse sposeranno con convinzione la nuova identità. Da parte nostra noi puntiamo attraverso gli investimenti che faremo congiuntamente ad aumentare la visibilità e di conseguenza il valore della brand identity di Gruppo. 

L’auspicio è che il nuovo marchio diventi, grazie ad un’adesione condivisa e al comune impegno, il simbolo riconosciuto del nostro essere uniti e plurali.

 

 


Ottobre in Bcc, l’educazione finanziaria per tutti i gusti DAL TERRITORIO

OTTOBRE IN BCC è una campagna promossa da Iccrea Banca in occasione del “mese dell’educazione finanziaria, iniziativa promossa ogni anno per tutto il mese di ottobre dal Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

L’iniziativa ha raggiunto la quarta edizione ed è dedicata al tema “Prenditi cura del tuo futuro”, con l’obiettivo di accrescere le conoscenze finanziarie di base, dare idee per affrontare in modo sereno il futuro, imparare a gestire eventuali imprevisti e raggiungere un maggiore benessere finanziario. 

ChiantiBanca aderisce al progetto con consulenze gratuite nelle nostre filiali per diffondere informazioni utili, contribuire alla maggiore consapevolezza sui temi del risparmio, della previdenza e della pianificazione finanziaria nonché presentare soluzioni su come risparmiare, come proteggersi dagli imprevisti, come accumulare un reddito adeguato alla pensione e infine valorizzare i propri risparmi.

Un impegno coerente con il nostro statuto e con la nostra identità cooperativa e mutualistica.

Pagina dedicata sul nostro sito e post sulle pagine Facebook e Instagram di ChiantiBanca.


Insieme c’è più gusto DAL TERRITORIO
autore: Tino Ernesto Cornaglia
Presidente Bcc Alba

IN QUESTI GIORNI ho riletto le riflessioni di un caro amico, anche lui molto legato al credito cooperativo, che vorrei condividere con voi: “Qual è il valore di una banca locale? Una ‘vera’ banca locale, di quelle che hanno a cuore le persone, lo sviluppo economico e culturale del suo territorio, il benessere della comunità, la creazione di valore, la tutela del risparmio, la crescita responsabile e sostenibile, la coesione sociale, il bene comune, una banca che ha nei propri Soci i più convinti sostenitori dell’attività bancaria e orgogliosi di condividerne i principi di correttezza, trasparenza e responsabilità sociale, una banca senza fini di speculazione privata e che utilizza il risultato di gestione per incrementare il proprio patrimonio?”.

Quale è il valore di una banca locale? È molto difficile misurare questo valore, perché non può essere solo il risultato di una formula matematica. La risposta viene dall’orgoglio di essere parte di una comunità, ed è un riscontro che ci spinge a coltivare lo spirito cooperativo che 126 anni fa ha fatto nascere la nostra Banca, uno spirito animato dal desiderio di costruire un futuro migliore per le generazioni a venire, insieme “Soci e Banca”.

“Insieme”: è questo il nostro principale valore, dialogando con tutte le realtà del territorio sia in ambito bancario che extra-bancario, alla ricerca di contaminazioni positive ed efficaci che ci consentano di esercitare cittadinanza attiva nei territori di competenza. Il territorio lo sa e risponde, consentendo una crescita reciproca non solo commerciale ma anche sociale e umana.


La ripresa economica DAL TERRITORIO

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autore: Danilo Trabacca

Direttore area Territoriale Iccrea Mercato Centro-Ovest

A VENTI MESI DALL’INIZIO DELLA PANDEMIA, si avvertono finalmente segnali di ripartenza dell’economia in diversi segmenti di business. Dal nostro osservatorio di Gruppo di banche molto vicine al tessuto imprenditoriale piccolo e medio, cogliamo dei segnali incoraggianti di ripresa, anche se al tempo stesso sappiamo che l’emergenza non è terminata. 

Insieme alle 129 Bcc del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea, fin dal primo giorno di emergenza, siamo stati in prima linea sul territorio, con i nostri sportelli, per raccogliere le esigenze delle famiglie, delle micro, piccole e medie imprese. E in particolare degli artigiani, degli imprenditori agricoli e di chi, come nel campo turistico o della ristorazione, si è visto il proprio business chiudere all’istante e a più riprese. Oggi tutte le attività stanno gradualmente ripartendo, alcune con un certo vigore, e anche noi stiamo apprezzando evidenze di questi trend.

Un numero su tutti riguarda le moratorie: se ne avevamo approvate, l’anno scorso, per oltre 22 miliardi, ossia per circa 1/4 degli impieghi complessivi dell’intero Gruppo Iccrea: a conferma di quanto il nostro Gruppo sia impegnato verso le realtà che più hanno vissuto la crisi, oggi le moratorie sono scese a un valore di quasi 6 miliardi, poco più del 5% degli impieghi del Gruppo.

In Toscana, ad esempio, quasi il 70% delle moratorie concesse sono rientrate, a fronte di un valore complessivo concesso di 3,3 miliardi. Un segnale incontrovertibile che la tendenza si sta invertendo, in particolare nel settore del commercio e della manifattura, insieme anche al comparto immobiliare, anch’esso in fase di recupero. A questo si aggiungono i risultati complessivi del Gruppo nel primo semestre 2021, con un utile netto consolidato di 400 milioni, in crescita rispetto al primo semestre dello scorso anno a dimostrazione di un contesto economico in fase di sviluppo e, insieme, della capacità di risposta delle nostre Bcc.

Nell’ottica di rafforzare le strategie di mercato delle Bcc sul territorio e accrescere le sinergie con le strutture centrali di Iccrea, il Gruppo ha varato il piano di riorganizzazione che ha previsto la costituzione dell’Area Territoriale Mercato Centro-Ovest, che ho l’opportunità di dirigere, e che racchiude le regioni Toscana, Lazio, Umbria e Sardegna. Questo nuovo assetto organizzativo si inserisce in un progetto più ampio del Gruppo Iccrea che ha l’obiettivo di efficientare e migliorare l’attività e l’offerta di tutte le Bcc verso la propria clientela. Vogliamo infatti dotarci di un modello flessibile che garantisca un bilanciamento ancora più efficace tra nuove esigenze di mercato e tradizionali prerogative delle nostre Bcc sul territorio, valorizzando il lavoro di ognuna di loro e accrescendone il potenziale commerciale e di servizio alle comunità.

Grazie a questa riorganizzazione, entro il 2023 l’Area Centro-Ovest potrà contare su un incremento di raccolta qualificata, per 2,1 miliardi, di cui circa 1,3 miliardi (oltre il 60% dell’intera Area) solo in Toscana, dove inoltre è prevista una crescita della raccolta indiretta di 1,9 miliardi, di cui circa 1,2 miliardi (63% dell’intera Area) in Toscana. Tutto questo va ad aggiungersi a quanto già fatto dall’area per fronteggiare la grave crisi causata dal Covid-19: nel corso del 2020 in Toscana sono stati realizzati impieghi soggetti a moratoria per 3,6 miliardi in Toscana (64% dell’intera Area), e nuove erogazioni cura Italia per 693 milioni in Toscana (46% dell’intera Area).

Un’importante occasione di crescita sarà anche il percorso che riguarda il PNRR e il Gruppo insieme alle Bcc avrà un ruolo fondamentale, con il supporto della Capogruppo Iccrea Banca, per far confluire parte delle risorse previste nel piano proprio alle PMI, ed evitare che solo le grandi imprese possano beneficiare dei fondi europei. Le piccole imprese, senza un’opportuna assistenza, potrebbero essere coinvolte solo nella veste di indotto delle grandi stazioni appaltanti o delle grandi imprese, mentre noi abbiamo tutte le risorse per accompagnarle e, in più, assisterle nei loro piani di sviluppo per accedere ai fondi europei. Questo è il significato che diamo alla “ripartenza” e alla “resilienza” del tessuto imprenditoriale più importante del nostro paese, quello delle PMI e dove solo le banche di comunità come le BCC possono affiancarsi a chi parla la loro lingua e vive lo stesso territorio. 


Il modello ChiantiMutua DAL TERRITORIO
autore: Stefano Mecocci
 Presidente ChiantiMutua

LA CULTURA MUTUALISTICA INSITA NEL DNA DELLA COOPERAZIONE portò nel 2007 alla fondazione della prima Mutua toscana di espressione di una Bcc. Le difficoltà che abbiamo affrontato sono state enormi: è motivo di orgoglio averle superate con successo. E adesso le esperienze maturate possono essere da esempio alle sette nuove mutue che stanno partendo in Toscana, che vanno ad aggiungersi alle quattro già operative.

Ho avuto l’onore di coordinare il gruppo di lavoro che presso la Federazione Toscana ha fatto partire il progetto “Una Banca Una Mutua”, per poi presentare l’iniziativa in altre federazioni regionali, che avvieranno analoghi progetti mutualistici (Veneto, Lombardia, Campania, Puglia e Calabria).

Siamo consapevoli dell’importanza strategica che la sanità integrativa avrà come fattore di sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale e siamo ancor più convinti di come possa essere elemento distintivo per le banche del territorio. Il movimento di credito cooperativo si sta organizzando: Crea Welfare, società le cui quote sono equamente suddivise fra Federazione Toscana Bcc, Federazione Lombarda Bcc, Comipa (Consorzio Mutue italiane di previdenza e assistenza) e Federcasse, e di cui sono stato nominato di recente vice presidente, sarà il service centrale del gruppo per soddisfare i bisogni di welfare di soci, clienti e dipendenti delle singole Bcc, cercando di replicare il tradizionale modello di prossimità su larga scala.

In questo scenario ChiantiMutua gioca un ruolo da protagonista, cercando di servire al meglio i suoi tredicimila soci, quindicimila assistiti e – più in generale – il territorio dove ChiantiBanca esercita la presenza. A dimostrazione di questo, il processo di sviluppo è proseguito senza sosta anche durante il periodo estivo, consolidando i dati espressi nella prima parte dell’anno: nel 2021 abbiamo finora soddisfatto quasi 6.700 rimborsi per complessivi 194.000 euro erogati. E l’utilizzo del portale online, che ci ha visto precursori, sta diventando sempre più punto di riferimento per i nostri soci, con un trend in continua crescita. Un esempio su tutti: dalle 117 prenotazioni online di marzo si è passati alle 260 del mese di luglio.

Adesso siamo già pronti per la prossima sfida: riuscire ad attrarre il mondo dei giovani. Entro fine anno presenteremo il progetto Under 30, con una vasta gamma di servizi in aggiunta a quelli già esistenti: corsi di inglese, consulenza fiscale, supporto legale, tutorial per colloqui e parlare in pubblico, assistenza alla compilazione del curriculum, corsi professionali e tanti racconti di esperienze professionali e di vita dei nostri soci come elementi di orientamento. Detto questo, siamo aperti e pronti a recepire qualsiasi proposta dei nostri soci che possa arricchire la nostra offerta, nell’ottica di creare empatia e attrattiva con quelli che dovranno rappresentare le forze del futuro e che possa far capire loro l’importanza di far parte di una vera comunità.


Il valore delle persone, l’importanza di essere ChiantiBanca DAL TERRITORIO
autore: Maurizio Farnesi
 Direttore Generale ChiantiBanca

HO INIZIATO A LAVORARE NEL MONDO DEL CREDITO COOPERATIVO NEL 2010. Il mio percorso professionale si era sviluppato altrove, per oltre vent’anni. Mi dicevano che il salto sarebbe stato senza paracadute, un cambiamento importante, quasi stravolgente in termini di approccio e mentalità, che ci sarebbe voluto tempo – chissà quanto tempo – e capacità di adattamento non comune per entrare fino in fondo nelle pieghe della nuova realtà. Ma le sfide mi sono sempre piaciute: Papa Francesco dice che “una vita senza sfide non esiste” e Albert Einstein che “la vita senza sfide è una lenta agonia”. 

Pochi giorni sono stati sufficienti per darmi la convinzione che la scelta era stata giusta e capire che il mondo della cooperazione, quello che definiamo il “nostro” mondo, è differente davvero e non solo a parole, come recitava una vincente campagna pubblicitaria che ancora oggi viene ricordata con immutato orgoglio.

Si parla di valori e di persone. Di rapporti e di conoscenza diretta. Di prossimità al territorio e di servizi “sartoriali”, cuciti addosso a seconda delle necessità. Di capacità di ascolto e di attenzione su tutto ciò che ci gira intorno. Si parla di numeri – non possiamo prescinderne – nell’ottica del pieno rispetto di chi ci ha affidato risparmi e inevitabilmente fiducia e non per andare a inseguire chissà quali utili da sbandierare. Si parla di clienti e si parla soprattutto di soci, la nostra vera forza, imprescindibile, che abbinata alle competenze – umane e professionali – dei nostri dipendenti costituiscono il vero valore aggiunto della nostra banca.

Il credito cooperativo è questo: persone che lavorano per le persone. La valorizzazione del capitale umano come elemento distintivo, il lavoro di gruppo e la condivisione degli obiettivi come motore per offrire quello che gli altri non possono e non sono in grado di proporre.

Un sistema sinergico di banche che “vanno oltre”, che sanno pesare fino in fondo i loro interlocutori. E la recente riforma cooperativa, con la costituzione di due Capogruppo che supportano l’operatività delle singole bcc e ne favoriscono i rapporti con qualsiasi soggetto, ci permetterà di affrontare senza scossoni l’inarrestabile evoluzione che sta investendo anche il mondo creditizio.

Più investimenti, più leve tecnologiche e innovative, più risorse a disposizione per stare al passo coi tempi, sempre mantenendo fede ai valori che ci hanno permesso di radicalizzarci sui territori, non perdendo l’identità.

E’ il filo conduttore di ChiantiBanca e del nostro modo di operare, di cui andiamo fieri e che detterà ogni scelta futura: continueremo a sostenere con forza le comunità, le famiglie, le piccole e medie imprese, gli artigiani che rappresentano le eccellenze di un territorio che il mondo ci invidia. Saremo una presenza silenziosa – di “basso profilo”, prendendo in prestito una frase cara al nostro presidente, che mi trova perfettamente allineato – ma costante, faremo la nostra parte senza esitazioni specie nei momenti di difficoltà, come è successo durante i mesi terribili di pandemia: oltre alle diecimila moratorie concesse per un miliardo complessivo di controvalore, mi preme sottolineare il milione riversato sul territorio nel 2020 sotto forma di sponsorizzazioni, contributi e beneficenza, cui ha fatto seguito un analogo trend nel primo semestre del 2021.

E proprio in riferimento al primo semestre dell’anno, ho il piacere di rendervi partecipi che i numeri di bilancio continuano a volgere sempre più al positivo, nel solco del percorso tracciato, ormai da anni, del pieno consolidamento di ChiantiBanca: al di là dell’incoraggiante chiusura del conto economico che presenta un utile netto di 6,6 milioni, mi preme sottolineare il costante miglioramento del profilo creditizio – con particolare attenzione ai crediti non performanti (npl ratio sceso dal 12,03% all’11,84%) e al tasso di copertura del credito deteriorato (dal 51,98% al 53,21%) –, la crescita del patrimonio a 211,9 milioni (+2,46 rispetto alla chiusura dell’anno) e l’accelerazione del margine di interesse (+ 13,7% rispetto al 30 giugno 2020) che testimoniano lo stato di salute della nostra banca. La crescita registrata dalla raccolta complessiva (con un incremento di oltre 160 milioni rispetto al 31 dicembre), del numero di soci (28.400) e di clienti (oltre 110mila) confermano la fiducia riposta in ChiantiBanca, leva fondamentale per cercare di fare ancora di più e ancora meglio per i nostri territori. 

Concludo ringraziando, uno per uno, i membri del Consiglio di Amministrazione, sperando di meritarne la fiducia concessami: prometto sudore, trasparenza e lealtà, qualità che ritengo essere – da ex sportivo – le basi di qualsiasi successo; e porgo un pensiero di cuore a tutta la mia squadra, sapendo che – senza scomodare paragoni illustri – un uomo solo può essere al comando ma per arrivare lontano non si può prescindere dall’affiatamento di un gruppo.



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