DAL TERRITORIO


L’esempio di ChiantiMutua DAL TERRITORIO / Primo Piano
autore: Matteo Spanò
Presidente Federazione Toscana Banche di Credito Cooperativo

METTERE AL CENTRO IL TERRITORIO e sostenere i soci ed i clienti non solo con la tradizionale attività bancaria, ma anche con servizi di tipo sanitario, assistenziale, sociale, culturale, formativo e ricreativo in tutta la nostra regione. È questo uno degli obiettivi principali di “Una Banca, Una Mutua”, il progetto di mutualità associativa che la Federazione Toscana BCC ha deciso di promuovere e realizzare con l’assistenza tecnica di Comipa (il Consorzio nazionale tra Mutue Italiane di Previdenza e Assistenza) e che permetterà nei prossimi mesi ad ognuna delle 15 Bcc (oltre 300 sportelli) associate alla Federazione di poter avere una Mutua protagonista nel proprio territorio di competenza, analogamente a quanto ChiantiBanca ha già realizzato in maniera lungimirante, promuovendo ChiantiMutua nel “lontano” 2007.

Saper offrire un sistema di Welfare effettivamente sostenibile diventa una delle sfide più importanti della nostra società contemporanea, investita da fenomeni economici e demografici ai cui lo Stato (Primo Settore) da un lato e “il Mercato” (Secondo Settore) dall’altro, mostrano sempre maggiori difficoltà a dare una risposta efficace e accessibile a tutti.

Un Welfare che si deve occupare non solo di sanità integrativa, ma più in generale di una pluralità di prodotti/servizi finalizzati al miglioramento della qualità della vita dei suoi assistiti.

Ecco allora affermarsi una terza via, rappresentata dalla mutualità volontaria, una forma storica di solidarietà, uno strumento di risposta ai bisogni sociali che si esplica attraverso forme di associazionismo economico volute dai cittadini a partire dalla seconda metà dell’800, quando nacquero anche le prime Casse Rurali Artigiane. Una forma di auto-organizzazione delle comunità locali che nel corso dei suoi 150 anni di vita ha mantenuto l’impostazione solidaristica originaria ed è oggi sempre più attuale, perché mette al centro i bisogni delle persone e li soddisfa attraverso la partecipazione di tutti i suoi componenti e senza finalità di lucro.

Con le persone al centro del progetto e le Mutue delle Bcc a garanzia del rapporto con il territorio, “Una Banca, Una Mutua” vuole agevolare l’accesso a prestazioni sanitarie in tempi rapidi e a costi ridotti, sostenere la famiglia con sussidi per i figli, organizzare iniziative formative, informative e ricreative e molto altro ancora, attraverso il coinvolgimento delle strutture e degli esercenti di ogni territorio. 

Grazie alla collaborazione tra Federazione Toscana, Comipa e Bcc in tutta Italia, anche le banche di credito cooperativo di altre regioni, dal Nord al Sud, si stanno attivando per costituire nuove Mutue e questo permetterà a tutti di beneficiare di un’ampia rete di strutture e servizi su scala nazionale, in ottica solidaristica.

Le economie di scala di un progetto di ampio respiro territoriale permettono di mettere in piedi investimenti comuni per sviluppare nuovi strumenti tecnologici e nuovi servizi a vantaggio delle Mutue già esistenti e di quelle di nuova costituzione. A breve il socio di ogni Mutua potrà consultare direttamente on line, anche dal proprio smartphone con una specifica app, la propria situazione, presentare direttamente le richieste di accesso ai contributi e seguirne l’iter istruttorio, verificare le strutture convenzionate, effettuare prenotazioni nelle strutture sanitarie di fiducia e molto altro ancora. 

ChiantiMutua, attiva da 12 anni su questo fronte, è protagonista di questo salto dimensionale della mutualità associativa del Credito Cooperativo, avendo ben compreso che la nascita di nuove Mutue consorelle consentirà lo sviluppo di una rete capillare sul piano regionale e nazionale, di cui beneficeranno grandemente in primis tutti i propri soci. 

Con “Una Banca, Una Mutua” si riafferma il carattere distintivo del modello di presenza sul territorio delle Banche di credito cooperativo, attraverso l’auto-organizzzazione di un nuovo Welfare allargato quale strumento per reinterpretare, attualizzandoli, i concetti di localismo e di mutualità e ridare protagonismo ai territori e alle comunità.

 

Matteo Spanò, fiorentino, è laureato in Economia presso l’Università degli Studi di Firenze. Dal maggio 2011 è presidente della Bcc Pontassieve e da giugno 2016 è presidente della Federazione Toscana Banche di Credito Cooperativo, che conta quattordici Bcc con trecento filiali in tutta la regione. Il 23 novembre 2018 è stato confermato vice presidente di Federcasse, la Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali. 

900mila euro sul territorio DAL TERRITORIO / Primo Piano
autori: Ilaria Camiciottoli e Alessia Naldini
 Consigliere di Amministrazione ChiantiBanca

CONTINUA L’IMPEGNO DI CHIANTIBANCA nel sostenere le iniziative di soci e clienti del territorio. Come banca di credito cooperativo il nostro istituto è infatti chiamato a supportare e valorizzare l’ambiente in cui opera.

Per capirne il motivo, possiamo prendere in prestito una metafora del professor Stefano Zamagni, che paragona questa particolare tipologia di realtà bancaria a Giano Bifronte, la divinità romana dai volti opposti, che riesce a tenere insieme una doppia anima: una, che vede il credito cooperativo costretto ad operare secondo la logica economica di mercato (e quindi a produrre utili); l’altra, caratterizzata da una finalità sociale (volta al sostegno ed alla valorizzazione del territorio).

Come Giano Bifronte, ChiantiBanca dovrà avere la capacità di guardare contemporaneamente sia alle sfide del futuro, partendo dalle nuove tecnologie, che al passato, rimanendo saldamente ancorata alle proprie radici ed alle relazioni costruite con i soci e clienti del territorio.

Proprio per questo, anche nel trimestre maggio-luglio 2019, il territorio ha ricevuto il nostro supporto in numerose occasioni, incrementando sensibilmente l’impegno che da inizio anno ChiantiBanca ha riservato sul territorio attraverso l’erogazione di risorse per un ammontare complessivo di quasi 900mila euro destinate a qualsiasi tipo di settore: dallo sport (29%) al volontariato (8%), dagli eventi e associazioni culturali (28%) alle istituzioni e alla promozione del territorio (35%).

Iniziando da Siena, è doveroso citare il Palio, evento simbolo della città che da secoli, nei tre giri di Piazza del Campo, tiene i cittadini, e non solo, col fiato sospeso, nella speranza di veder trionfare la propria contrada o quantomeno perdere quella avversaria. Anche quest’anno ChiantiBanca ha sostenuto tutte le diciassette contrade e la relativa editoria, con particolare riferimento alla pubblicazione dei “Giornalini di contrada” e del “Quaderno del Magistrato”.

Possiamo proseguire menzionando il sostegno all’Associazione Culturale Music Ensemble, che ha curato la rassegna musicale e canora in occasione delle celebrazioni per Santa Caterina e che è presente da circa 20 anni sul territorio senese per promuovere l’arte di fare musica insieme.

La nostra banca, così ancorata al territorio da averne mutuato il nome, è sempre attenta alle eccellenze che lo contraddistinguono, come l’olio. Ecco dunque la sponsorizzazione del convegno sul tema “Olio 2030: cultura, identità, territorio, qualità e sviluppo sostenibile”, che si terrà a Siena in occasione del venticinquesimo anniversario dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio, nata per diffondere in tutta Italia la cultura olivicola.

Sul territorio del Chianti, vogliamo ricordare l’impegno della banca nel sostenere i volontari che da secoli partecipano alla vita sociale occupandosi degli altri: l’Arciconfraternita della Misericordia di San Casciano in Val di Pesa è stata sostenuta per l’acquisto di nuove ambulanze a servizio della comunità, ma anche supportando l’evento in cui è stato restituito il restaurato Crocifisso ligneo di Simone Martini dall’Opificio delle Pietre Dure.

A livello istituzionale ChiantiBanca ha sostenuto il Comune di San Casciano in Val di Pesa per le attività didattiche-natatorie della piscina e per quelle legate alla gestione del Museo Civico e del Teatro Niccolini, che ogni anno promuovono iniziative per gli abitanti di San Casciano e dei comuni limitrofi.

Altro rapporto istituzionale ormai consolidato nel tempo è quello con il Comune di Carmignano: ChiantiBanca ha contribuito a sostenere le attività culturali e ricreative patrocinate che coinvolgono gran parte dei residenti, ma anche numerosi turisti e visitatori stranieri.

Anche l’area del Tirreno, territorio di più recente sviluppo, ha visto la presenza della banca. Partendo dal sostegno all’Associazione per il centro storico di Empoli (che organizza sul territorio importanti eventi e momenti di aggregazione), si arriva alle iniziative quali quelle dell’Associazione Sportiva Zone, che gestisce un’importante palestra nel pisano. Ciò a dimostrazione di quanto ChiantiBanca sia anche attenta allo sport e supporti molte società che fanno riferimento a differenti discipline: dal calcio (Rondinella Ponte a Greve Marzocco, Unione Sportiva Pistoiese), al tennis (Tc Pistoia e Tc Poggibonsi), dalla pallavolo (ASD Volley Prato, Savino del Bene Volley Scandicci, CUS Siena, Pallavolo Bacci Campi Bisenzio), al rugby (Club sportivo Scandicci), finendo con il sostegno al basket: Virtus Siena e Pistoia Basket, unica società professionistica del panorama toscano e punto di riferimento degli appassionati non solo locali ma anche dell’intera regione.

Ilaria Camiciottoli è consigliera di amministrazione di ChiantiBanca dal maggio 2017. Vanta due lauree: Economia Aziendale e Educazione Professionale. Due anche le professioni svolte: educatrice per l’assistenza scolastica a bambini con difficoltà e titolare dell’azienda vitivinicola La Collina.
Alessia Naldini è nata a Bagno a Ripoli ma vive tra Tavarnelle Val di Pesa e Milano. Laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Firenze, imprenditrice sociale e co-founder di un’agenzia specializzata in turismo culturale e marketing territoriale, dal 2017 è membro del Consiglio di Amministrazione di ChiantiBanca. 


Bilancio semestrale, il percorso di rafforzamento si consolida DAL TERRITORIO / Primo Piano
autori: Cristiano Iacopozzi e Mauro Focardi Olmi
Presidente e Direttore Generale ChiantiBanca

CARI SOCI,

ci eravamo lasciati alla vigilia dell’Assemblea del 12 maggio – alla quale avete partecipato molto numerosi e di questo vi ringraziamo nuovamente – con una situazione che ci aveva indotto a scrivere di essere “ottimisti sul futuro di ChiantiBanca, la nostra banca”.

I mesi successivi hanno confermato il buon andamento dei conti con i principali indicatori in ulteriore miglioramento, e di questo vi diamo opportuno aggiornamento.

La raccolta complessiva, al 30 giugno 2019, è cresciuta di oltre 130 milioni rispetto a fine 2018, arrivando, in settembre, a sfiorare una crescita di circa 200 milioni.

Gli impieghi, al netto dei recuperi su sofferenze e inadempienze probabili, hanno mantenuto i livelli di fine 2018 e questo può essere considerato un risultato soddisfacente in considerazione dell’andamento incerto dell’economia italiana.

Anche gli obiettivi commerciali sono stati generalmente raggiunti o superati: meritano una citazione particolare i risultati conseguiti sui prodotti legati alla gestione di risparmio, previdenza, piccoli finanziamenti, conti correnti e welfare.

Ci fa piacere evidenziare come questo sia stato possibile anche grazie alla nuova struttura organizzativa della “Rete Commerciale” – presentata proprio nello scorso numero della newsletter – che ci permette di avere una maggiore proattività verso la clientela, attuale e potenziale.

Altro importante obiettivo che dovevamo perseguire con decisione riguardava la necessità di diminuire il costo del credito, risultato da ottenere sia attraverso la diminuzione degli NPL netti che puntando alla riqualificazione del portafoglio creditizio: ebbene la chiusura al 30 giugno ha evidenziato rilevanti progressi su questi indicatori che hanno reso possibile un’ulteriore discesa del Texas ratio e del NPL ratio mantenendo – o migliorando a seconda dei comparti – le coperture del portafoglio deteriorato rimanente.

Detto che anche i profili di liquidità e di patrimonializzazione continuano a mantenersi al di sopra dei requisiti regolamentari, sottolineiamo inoltre che, sempre al 30 giugno, la somma algebrica riveniente dal marcato contributo del portafoglio titoli di proprietà, dalla robusta diminuzione del costo del credito e dal miglioramento del margine di intermediazione ha permesso, nonostante un aumento dei costi imputabili a operazioni straordinarie di sistema, il conseguimento di un solido utile.

Se questo andamento sarà confermato, e i mesi di luglio e agosto fanno ben sperare in proposito, la banca avrà a disposizione le risorse necessarie per porre in essere, entro la fine del 2019, un’importante diminuzione del portafoglio deteriorato senza avere impatti negativi sull’utile atteso.

Attraverso questa operazione, che anticiperebbe di ben due anni quando previsto dal Piano industriale quinquennale, potremo consolidare il nostro percorso di rafforzamento, proponendosi sul mercato come attore di riferimento per i territori di competenza.

Nel frattempo, prosegue il percorso di integrazione della nostra Bcc all’interno del gruppo Iccrea, che ha preso avvio lo scorso 4 marzo. Il funzionamento del gruppo consentirà, nel tempo, a ChiantiBanca di continuare a svolgere al meglio il proprio ruolo di banca locale al servizio del territorio, beneficiando di un ampliamento nella gamma di prodotti e servizi offerti, al fine di accrescere il soddisfacimento delle esigenze di soci e clienti. 

Del resto, anche nel corso del 2019 abbiamo fatto fino in fondo la nostra parte di banca locale: a tutto agosto avevamo sostenuto circa 900 mila € di iniziative sui territori di riferimento, erogando il nostro sostegno per attività culturali, sportive, di supporto al terzo settore (in questa newsletter troverete un intervento delle consigliere Ilaria Camiciottoli e Alessia Naldini sulle nostre sponsorizzazioni e in particolare sulle iniziative sostenute da maggio a luglio).

Continueremo ad essere sempre al fianco dei territori, preservando il ruolo e la funzione di banca locale: solo salvaguardando le specificità uniche del credito cooperativo, potremo sempre presidiare le comunità locali e preservare la funzione mutualistica che costituisce un unicum nel panorama bancario e che consente alla cooperazione di credito di svolgere un ruolo centrale per l’economia toscana e del Paese.

Cari Soci, riteniamo come la fiducia che avete riposto in noi e nella vostra banca, stia dando i frutti desiderati: tutto ciò restando una vera Banca Cooperativa – come siamo ben orgogliosi di essere – che per noi vuol dire essere, prima di tutto, una “Banca del Territorio”.

Un caloroso saluto.

Cristiano Iacopozzi è Presidente ChiantiBanca da maggio 2017. Laurea in Scienze Economiche e Bancarie, è docente di Asset Allocation nella facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Siena. Dal 1993 svolge attività di formazione e di consulenza ed è autore di pubblicazioni nel mondo bancario. 
Mauro Focardi Olmi è direttore generale di ChiantiBanca dal 15 giugno 2017. E’ stato direttore generale della Banca Area Pratese dal novembre 2013 al luglio 2016 e vice direttore generale di ChiantiBanca per complessivi sette anni (con inizio nel dicembre 2007, quando fa il suo ingresso nel mondo di credito cooperativo, poi dal luglio 2016). In precedenza, vanta un lunghissimo percorso professionale nel mondo Abi, dove svolge mansioni apicali in tre banche: Banca Nazionale dell’Agricoltura (dal 1980 al settembre 2000), Banca Antonveneta (ottobre 2000-marzo 2007) e Banca Abn Amro (aprile-novembre 2007). 

 


Restare noi stessi DAL TERRITORIO / Primo Piano
autore: Giuseppe Maino
Presidente Iccrea Banca

CARI SOCI DI CHIANTIBANCA,

è iniziata l’era dei Gruppi Bancari Cooperativi. 

Il Gruppo Iccrea è operativo dal 4 marzo scorso e con l’Assemblea dei Soci del 30 aprile si è dato una nuova governance eleggendo il Consiglio di Amministrazione che, per la prima volta, prevede la presenza di cinque consiglieri indipendenti, ovvero esterni al nostro mondo. Tutti loro, insieme ai dieci rappresentanti delle Banche aderenti, saranno impegnati per tre anni in un lavoro di strutturazione e organizzazione non facile, ma determinante per costruire le basi di un solido futuro per una parte importante del Credito Cooperativo nazionale.

Ci attende un lavoro lungo che comporterà razionalizzazioni, investimenti, realizzazione di sinergie e progetti che, nel giro di qualche anno, dovranno ridisegnare l’attività sia della Capogruppo sia delle Banche aderenti. L’obiettivo primario è quello di creare una struttura consolidata ed efficiente, capace di fornire prodotti e servizi efficaci alle Bcc aderenti, affinché possano operare nei propri territori ancor meglio di quanto fatto sino ad oggi.

Ci sono obiettivi sfidanti da perseguire per onorare gli impegni verso la Vigilanza Europea, ma soprattutto per accrescere la nostra redditività e quindi consolidare i patrimoni. Solo così potremo far fronte alle stringenti garanzie richieste dalle direttive nazionali ed europee per fare Banca in un mercato che ha visto evolvere le sue necessità finanziarie, pur in un contesto di grandi difficoltà economiche. Per dare alle Bcc aderenti l’opportunità di operare al meglio in un mercato in trasformazione, riducendo al minimo l’impatto delle direttive conseguenti, sarà fondamentale il ruolo di direzione, coordinamento e controllo del Gruppo con i suoi investimenti comuni e la sua capacità di esprimere importanti sinergie.

Seppur impegnati in questo complesso lavoro operativo, credo sia importante non dimenticare alcune caratteristiche e valori propri del nostro essere Banche Cooperative.

Credo di poter affermare che sul mercato non ci sono modelli con cui confrontarci: il nostro è un Gruppo speciale perché è composto da Banche speciali. Qualsiasi tentativo di omologazione dovessimo prendere in considerazione non potrà che dare frutti negativi e potrebbe persino portarci all’estinzione. Dobbiamo e vogliamo restare noi stessi, fare leva su quelle che storicamente sono le nostre forze: il localismo, la relazione e i valori umani che sottendono il nostro modo di fare banca.

Non possiamo e non dobbiamo dimenticare la nostra storia e le ragioni profonde per cui siamo nati e ci siamo evoluti negli anni. I principi ispiratori che sono alla base della nostra responsabilità sociale (art. 2 dei nostri Statuti) devono guidarci anche nell’era dei Gruppi Bancari. Essere Banche Locali non vuol dire essere meno importanti, vuol dire anzi avere piena coscienza del nostro ruolo e una profonda conoscenza della nostra tradizione, del nostro territorio e della nostra gente. La dimensione importante la garantirà la Capogruppo, consolidando le attività delle Banche aderenti e fronteggiando per loro, attraverso adeguati investimenti, le incombenze della Vigilanza e le sfide della concorrenza.

Realizzare un Gruppo performante ed efficiente sarà impegnativo e richiederà qualche anno di lavoro, ma la vera sfida sarà farlo mantenendo sempre in evidenza i nostri valori: l’attenzione al territorio e alle persone.

Per fare impresa in modo produttivo e garantire al contempo la nostra missione sociale sui territori avremo bisogno del coinvolgimento di tutti, affinché Capogruppo e singole Banche viaggino sempre con convinzione nella stessa direzione. Il nostro è un progetto entusiasmante che impone certamente un grande cambiamento per svilupparsi, ma che offre anche una grande opportunità: quella di disegnarci da soli il nostro futuro. E come spesso accade l’opportunità comporta anche una grande responsabilità, quella di farlo al meglio. 

Il Gruppo Bancario Iccrea deve sempre ricordarsi che sono le Banche ad essere al centro del grande progetto di Gruppo e che la sua, oltre che una posizione di direzione, coordinamento e controllo deve esser soprattutto una posizione di servizio verso le BCC. 

Le Banche a loro volta devono essere coscienti che i nuovi vincoli derivanti dallo stare in Gruppo sono necessità comuni che permettono di ottenere benefici trasversali, ma impongono anche una responsabilità maggiore. Per questo ciascuna BCC aderente avrà delle obbligazioni supplementari rispetto al passato. Se sino ad oggi rispondeva solo alla propria Compagine Sociale e ai propri Clienti, domani dovrà avere la consapevolezza che i propri risultati, siano essi positivi o negativi, incideranno anche su tutte le componenti del Gruppo. Questo è l’effetto del consolidamento, ma soprattutto delle Garanzie reciproche a cui il Contratto di Coesione ci vincola.

Ecco gli impegni che ci propone il nostro tempo, impegni che porteranno a progetti e riorganizzazioni, in grado di assicurare, con un modello diverso e più consono ai tempi attuali, un futuro luminoso al Credito Cooperativo Italiano, così come lo è stato il passato nei primi 130 anni della sua storia.

 

Giuseppe Maino, è laureato in ingegneria civile al Politecnico di Milano. E’ presidente di Iccrea Banca dal 7 marzo 2019. Dal 1° luglio 2017 è presidente della Bcc Milano, la più grande della Lombardia. E’ vice presidente della Federazione Lombarda delle banche di credito cooperativo. Dal 2018 è consigliere di amministrazione dell’Associazione Bancaria Italiana. Fra i suoi tanti incarichi in società ed enti del movimento cooperativo, anche la presidenza della Bcc di Carugate – luogo di nascita – dal 2002.

Bella da gustare DAL TERRITORIO / Primo Piano
autore: Bruno Bruchi
Fotografo e scrittore

NON SONO UN ESPERTO DI ECONOMIA, ma un fotogiornalista innamorato della mia terra e un eno-gastronomo che si gode i suoi frutti, pertanto mi permetto di parlare della provincia dove sono nato dal mio punto di vista, che non è quello prettamente dell’analisi economica.

Probabilmente la fortuna di questo territorio, sicuramente tra i più belli e desiderati d’Italia, è stata quella di essere tagliato fuori dalle grandi vie di comunicazione, niente autostrada, di ferrovia non ne parliamo, figuriamoci un aeroporto. Questa situazione, che può sembrare un problema a lungo andare, ha invece preservato un territorio intatto dal punto di vista paesaggistico e poco antropizzato, tanto che la campagna è ancor oggi quella raffigurata nei “fondo oro” dei maestri senesi del Trecento, nonché custode di un inestimabile patrimonio artistico.

Infatti la fa da padrone il turismo con oltre 1.200 agriturismi e ben quattro sono i siti che l’Unesco ha riconosciuto come Patrimonio Mondiale dell’Umanità: Siena, la Val d’Orcia, San Gimignano e Pienza. Italiani e stranieri hanno scelto spesso questa provincia, ma negli anni il turismo internazionale ha assunto un ruolo decisivo con una spesa che si attesta sui 400 milioni.

In agricoltura la parte del leone la fa la vitivinicoltura con le sue numerose DOC e DOCG. Alcuni dei vini più ambiti nel mondo si producono qui: Brunello di Montalcino, Nobile di Montepulciano, Chianti Classico e Vernaccia di San Gimignano che ha ottenuto la DOC, primo vino italiano, nel 1966. 

Questa combinazione favorevole tra bellezza e integrità del territorio fa sì che molti produttori siano in conversione al biologico o al biodinamico e penso che nel prossimo futuro si andranno a costituire veri e propri distretti del bio. Stessa cosa succede nel grano, terra vocata la nostra per il recupero di molte varietà di grani antichi, anche questi sempre più figli di un’agricoltura organica, che diventeranno pane, pasta, dolci tipici e altre prelibatezze.

Chi pensa a una buona bistecca pensa alla chianina e il nome ovviamente viene dalla Val di Chiana con allevamenti bradi di gran livello, dove pascola fin dai tempi degli Etruschi. Mentre una succulenta carne è sicuramente quella del maiale di Cinta Senese, una razza autoctona molto rustica, raffigurata già nel 1338 da Ambrogio Lorenzetti in un famoso affresco conservato nel Palazzo Comunale di piazza del Campo che, partita da qui, ha convinto moltissimi produttori di tutta la Toscana al recupero di grandi appezzamenti di bosco per il suo pascolo.

Anche il formaggio pecorino ovviamente rientra tra i grandi prodotti, nessuno esce da Pienza senza un pezzo di “cacio” stagionato nella cenere, in grotta, nelle vinacce o in ogni altro modo che lo renda unico e goloso. E infine il prezioso e versatile olio extravergine d’oliva, ottenuto dalle cultivar Frantoio, Correggiolo, Leccino e Moraiolo: ottimo come condimento a crudo di verdure, pinzimonio e bruschette, in cottura è ideale per la preparazione dei tradizionali piatti della gastronomia senese in particolare a base di legumi oppure come ingrediente gustoso per zuppe.

Ovviamente la provincia di Siena non è solo agricoltura. Lo sviluppo del settore farmaceutico e dei vaccini negli ultimi anni ha fatto sì che nascesse un vero e proprio polo, intorno al quale gravitano i più grandi scienziati e ricercatori da tutto il mondo, con ovviamente un indotto sempre più in crescita.

Ma anche alcune industrie della Val d’Elsa, dopo anni difficili, stanno ripartendo brillantemente, vedi il settore dei camper, del movimento merci, delle macchine per l’edilizia, degli strumenti di precisione.

L’Università degli Studi di Siena è un ateneo statale fondato nel 1240 con le Scuole di Medicina e Diritto, attestandosi come una delle più antiche università italiane ed europee che ancor oggi attrae molti giovani: gli studenti sono circa 16mila. Senza scordarsi il Santa Maria della Scala, antico ospedale sulla via Francigena, millenario simbolo di accoglienza e di umanità, nonché contenitore di sublimi opere artistiche, essendo attualmente polo museale e culturale. 

Quindi Siena, città chiusa nel suo scrigno medioevale e poco avvezza alla banalità, può più di altre province superare le crisi con la bellezza, l’eleganza, il genio e la bontà dei prodotti delle sue terre, sopravvivendo anche a momenti difficili. La differenza la fanno gli uomini e le donne che devono essere lungimiranti imprenditori, aperti al mondo e alle nuove tecnologie, senza dimenticare quello imparato fin da piccoli, ovvero che il bello e il buono non è cosa da poco.

 

Bruno Bruchi, fotografo pubblicitario ed editoriale, da anni collabora con le maggiori case editrici e riviste italiane ed internazionali. Particolarmente noti sono i suoi volumi a soggetto paesaggistico, artistico, architettonico, ed enogastronomico. Molte delle sue campagne realizzate in ambito pubblicitario hanno ottenuto premi e riconoscimenti a livello internazionale.

La Bagnaia ospita ChiantiBanca, spettacolo in tutti i sensi DAL TERRITORIO

ChiantiBanca è stata uno degli sponsor del prestigioso concorso ippico “Bagnaia jumping show”, tre giorni di gare di primo livello nel calendario italiano degli sport equestri, giunto alla trentatreesima edizione. La manifestazione si svolge nello straordinario borgo di Bagnaia, che comprende anche un favoloso campo da golf da 18 buche (pluripremiato per la sua unicità, con una lunghezza di 61 chilometri e 120 ettari di superficie) e una struttura ricettiva di primissimo livello (Bagnaia Golf&Spa Resort Siena).


ChiantiBanca e Daniel vincono il Palio del cuore DAL TERRITORIO

ChiantiBanca vince il Palio del cuore ospitando Daniel, bambino affetto da ridotta mobilità, nell’appartamento in piazza del Campo in occasione del Palio di agosto.

Riportiamo volentieri i ringraziamenti che il babbo di Daniel ci ha riservato: “Un grazie di cuore a ChiantiBanca per aver dato a Daniel l’opportunità di assistere al Palio dalla bellissima location in piazza del Campo, sopra la Mossa. In particolar modo, anche a nome di Daniel, vogliamo ringraziare la consigliera Valentina Carloni e il dipendente Umberto Martini che, con il loro buon cuore e le loro attenzioni, ci hanno fatto sentire a casa e fatto vivere una splendida giornata ricca di emozioni. È bello vedere che ci sono ancora persone che si prendono cura degli altri esaudendo i sogni di un bambino “speciale” come Daniel. Grazie di cuore”.

Nella foto: Valentina Carloni, consigliera di amministrazione ChiantiBanca, con Daniel


Anche il Chianti Classico Trail porta la firma di ChiantiBanca DAL TERRITORIO

Oltre duecento atleti hanno preso parte alla seconda edizione del Chianti Classico Trail, corsa podistica unica nel suo genere – si svolge al tramonto nello splendido paesaggio del Chianti, fra Castellina e Bibbiano, attraverso vigneti e paesaggi mozzafiato – sponsorizzata da ChiantiBanca.

La manifestazione, organizzata dalla Società sportiva senese Mens Sana in Corpore Sano 1871, si è articolata su due diverse lunghezze (22 e 13 chilometri); lo stesso percorso è stato aperto anche a camminatori, trakker e alle famiglie per uno sviluppo di 9 chilometri.


L’esperienza di ChiantiBanca al simposio di Finanza Agevolata del Chianti Economic Forum DAL TERRITORIO

Il responsabile del coordinamento commerciale di ChiantiBanca, Lorenzo Bartolozzi, ha partecipato all’incontro dal tema “Finanza agevolata e impresa 4.0: le opportunità concrete per crescita e innovazione delle Pmi”, organizzato dal Chianti Economic Forum nella location di palazzo Malaspina a San Donato in Poggio.

L’intervento di Bartolozzi – basato principalmente sulla tipologia di finanziamenti che ChiantiBanca è in grado di offrire – è stato uno dei tanti di autorevole fattura, per competenza ed esperienza, che hanno impreziosito un incontro che ha visto presenti associazioni di categoria, manager e imprenditori di successo.

 

Nella foto: la consigliera di ChiantiBanca, Ilaria Camiciottoli, nel corso dell’ultima edizione del Chianti Economic Forum


C’è anche ChiantiBanca ne “La Notte delle Stelle”, a Prato DAL TERRITORIO

Ne “La Notte delle Stelle” non poteva mancare ChiantiBanca, una presenza ormai fissa nel tradizionale appuntamento riservato al calcio dilettantistico e giovanile, organizzato alla perfezione da Tv Prato in collaborazione con Almanacco Calcio Toscano, Campionando e La Nazione.

La manifestazione si è svolta nella sala Eventi del Centro Pecci e ha visto la presenza del sindaco di Prato, Matteo Biffoni, del presidente del Comitato Toscano Figc, Paolo Maggini, e del presidente dell’Associazione toscana arbitri, Vittorio Bini.

Il premio ChiantiBanca è stato assegnato a Fabio Donnini del Lanciotto Campi ed è stato consegnato da Salvatore Fittipaldi, capo area del territorio pratese (nella foto, la premiazione)



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