DAL TERRITORIO


Altro che sport DAL TERRITORIO / Primo Piano
autori: Ilaria Camiciottoli e Alessia Naldini
 Consigliere di Amministrazione ChiantiBanca

“LO SPORT PER TUTTI è un bene che riguarda la socialità, la salute, e per questo merita tutela e una valorizzazione globale” (Giovanni Malagò – Presidente del CONI). 

ChiantiBanca, da sempre interessata a valorizzare il territorio in cui opera, prosegue nel suo impegno a sostenere le diverse associazioni sportive presenti nello stesso. Infatti, la finalità dell’attività sportiva, oltre ad essere quella intrinseca del divertimento e dello svago, a cui rimanda la stessa etimologia della parola, non si esaurisce nello sviluppare il proprio corpo, né tantomeno nel vincere una competizione, ma comprende anche la trasmissione di valori condivisi da ChiantiBanca: la cooperazione, la solidarietà, l’integrazione e la coesione sociale. 

Ecco quindi la nostra costante dedizione verso coloro che si occupano dello sport in tutte le sue forme. In tale ottica, nell’ultimo anno, ChiantiBanca si è posta a fianco delle associazioni che operano nelle più svariate discipline sportive e nelle diverse province che fanno parte del territorio di riferimento: nel 2019 le risorse stanziate a sostegno delle attività sportive sono state oltre 250.000 euro tra contributi e sponsorizzazioni, equivalente a circa il 25% del totale. 

Nel pistoiese, ChiantiBanca e sport vanno a braccetto: tutte le più importanti realtà del territorio sono “griffate” dalla nostra banca: con il Pistoia Basket, unica società professionistica della Toscana nel campionato di A1, il rapporto è ormai storico e sempre più consolidato, quello con la Pistoia Atletica è nato lo scorso anno ma il legame è talmente forte da abbinare il nostro nome a quello della società (adesso si chiama PistoiAtletica 1983 ChiantiBanca); non potevamo non sostenere la Pistoiese, militante in Lega Pro, e il Tennis Club Pistoia, squadra di vertice in A2 dopo aver militato – a stagioni alternate – nel massimo campionato nazionale. Merita una citazione particolare la collaborazione con la Scherma Pistoia che, oltre a raggiungere importanti risultati nazionali e internazionali, da anni è attiva nell’ambito paralimpico e da quest’anno propone un progetto di corsi dedicati a ragazzi autistici.

A conferma del sostegno trasversale a cui ChiantiBanca si lega, va evidenziato il contributo a favore del Baskin Pistoia, squadra composta da ragazzi disabili e non che a livello regionale è diventata reale testimonianza di come lo sport possa abbattere qualsiasi barriera.

Per quanto riguarda il territorio del Chianti fiorentino, la banca ha sostenuto il mondo del calcio con i contributi al Montespertoli, che coinvolge 300 ragazzi, e alla Sancascianese Calcio, principale associazione sportiva di San Casciano che conta 200 tesserati dai 5 ai 18 anni di età.

Da ricordare anche l’impegno della banca nel sostenere il Chianti Volley, frutto della fusione tra Azzurra Volley e Pallavolo Tavarnelle che vanta oltre 250 atlete oltre a 60 ragazze del minivolley, e la Pallamano Tavarnelle, con squadre giovanili che militano nei campionati regionali di categoria e una prima squadra nel campionato di A2.

Nel territorio fiorentino non sono mancati le collaborazioni con l’Avvenire 2000 Rifredi Basket, squadra femminile di serie B, e l’Aics Campo Marte.

Possiamo proseguire menzionando il territorio di Campi Bisenzio con l’erogazione alla Rondinella Ponte a Greve Marzocco: il sodalizio sportivo organizza anche eventi per sostenere le famiglie meno abbienti e garantire il diritto allo sport a tutti i bambini; da sottolineare anche i contributi alla Pallavolo Scandicci Savino del Bene, militante in A1 femminile, e al Club sportivo Scandicci, associazione sportiva di riferimento nel territorio sia per il calcio che per il rugby. 

Nell’area di Siena si evidenzia il contributo a favore del Tennis club Poggibonsi, che dal 2016 vanta il titolo “Top School” rilasciato dalla Federazione Tennis Italiana, ma anche le ormai storiche erogazioni verso Siena Calcio, Mens Sana Basket e CUS Siena, impegnato nella pallavolo, soprattutto giovanile.

Da segnalare anche le sponsorizzazioni a tutte le manifestazioni ciclistiche sul nostro territorio legate tra loro dal marchio “Eroica”, quali l’Eroica Montalcino, Eroica Gaiole, Nova Eroica: la corsa ripropone il ciclismo storico come fenomeno sportivo culturale e di costume.

Il territorio di Prato ha visto la nostra presenza in tutte le discipline: dal golf delle Pavoniere al basket della Pallacanestro 2000, dal calcio del Prato alla pallamano della Medicea Handball di Poggio a Caiano, per finire con il sostegno all’Azzurra Nuoto Prato che si avvale della collaborazione di ben trenta allenatori a gestire l’attività di oltre 600 atleti nelle piscine di Prato, operando in ambito regionale in varie discipline natatorie (nuoto, pallanuoto e nuoto sincronizzato). 

Infine, siamo stati vicini al territorio del Tirreno, con il sostegno a diverse attività sportive: il calcio con l’Empoli in B, la pallavolo con i Lupi S. Croce in A2 e il basket attraverso le sponsorizzazioni a Invictus Livorno, importante realtà giovanile della città, Libertas 1947 e Montecatini Terme Basketball. Da non dimenticare il sostegno alla palestra Zone di Pisa, da sempre attenta ai temi del benessere e della salute.

Ilaria Camiciottoli è consigliera di amministrazione di ChiantiBanca dal maggio 2017. Vanta due lauree: Economia Aziendale e Educazione Professionale. Due anche le professioni svolte: educatrice per l’assistenza scolastica a bambini con difficoltà e titolare dell’azienda vitivinicola La Collina.
Alessia Naldini è nata a Bagno a Ripoli ma vive tra Tavarnelle Val di Pesa e Milano. Laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Firenze, imprenditrice sociale e co-founder di un’agenzia specializzata in turismo culturale e marketing territoriale, dal 2017 è membro del Consiglio di Amministrazione di ChiantiBanca. 


La qualità è green DAL TERRITORIO
autore: Piero Ceccatelli
Giornalista La Nazione

QUAL E’ LA FOTOGRAFIA PIU’ FEDELE DELL’ECONOMIA DI PRATO? L’istantanea del Macrolotto 1 dove il 90% dei 250 lotti esibiscono insegne bilingul, con ideogrammi cinesi affiancati all’italiano e dove ha sede il distretto del pronto moda più grande d’Europa? O la strada di Montemurlo e relative diramazioni dove negli ultimi anni si è trasferito il tessile tradizionale pratese? Scegliere non è possibile. Le foto vanno affiancate, accostate perché all’alba del terzo decennio del Duemila l’economia di Prato ha due protagonisti. Gli impetuosi orientali che hanno trasformato i laboratori protoindustriali della prima ora della loro migrazione in capannoni moderni, razionali e sempre poi sicuri. E che confezionano a getto continuo abiti pret à porter per i mercati low cost di tutta Europa: dall’Est emergente alle griffe della moda usa e getta, tutti si riforniscono qui, ma non sempre amano ammetterlo. Al Macrolotto 1 si uniscono due forze: la prima è una capacità produttiva con performances inimmaginabili per qualità, costi e tempi di consegna, anche grazie a un rispetto della legalità in avviata crescita, ma ancora lontano dagli standard occidentali. 

La seconda forza è il Made in Italy sulle etichette dei capi. Verità, non contraffazione. Sono abiti confezionati in Italia, anche se con procedure cinesi. E vuoi mettere l’appeal di un pantalone da dieci dollari, che esibisce orgoglioso di arrivare dalla patria di Armani e Valentino, anziché nascondere nella tasca più recondita il marchietto Made in Vietnam o in Bulgaria?

L’altra fotografia è a Montemurlo. Ma è anche a Prato, al Macrolotto 2, in Valbisenzio. Dove sono rimaste le aziende tessili dei pratesi, sopravvissute alla crisi che ha costretto – o più spesso semplicemente convinto – i produttori tradizionali a chiudere. O, quelli sopravvissuti, a lasciare il Macrolotto 1 all’avanzata cinese, reinvestendo la lauta buonuscita ricevuta dagli orientali in sedi meno onerose (soprattutto a Montemurlo) e in nuove tecnologie.

Le fabbriche pratesi rimaste lavorano e fanno profitti, perché il tessile qui è di casa da oltre settecento anni e qualcosa vorrà pur dire, anche di fronte ai paesi emergenti dove la stoffa basic la producono operai pagati pochi dollari al giorno. Prato ha migliorato la qualità e ridotto i metri – anzi: i chilometri – di produzione quotidiana, per decenni simbolo e indice di prosperità. Più che alla quantità si punta ora alla qualità del prodotto. E della produzione, il più possibile green, sostenibile sul piano lavoristico (mai messo in dubbio) e ambientale. Con rifiuto di componenti tossiche, dannose per il consumatore e minori emissioni in aria e nelle acque. E c’è orgoglio finalmente verso quel rigenerato che creò fortune economiche e zavorre reputazionali per Prato, all’epoca degli stracci riconvertiti in stoffe. Prato era green quando nessun altro lo era ma non seppe imporsi nell’immagine come antesignana del futuro. Lo fa oggi ed è ancora in tempo, vista la maturata sensibilità generale.

Tessuti sostenibili e con sempre maggior valore aggiunto, insomma, frutto di ricerca, sperimentazione e più stretta collaborazione con gli stilisti. La figura storica dell’artigiano, ovvero dell’operaio che lavorava in proprio per un unico datore, è soppiantata da tecnici progettisti con diploma e laurea. 

Il dato curioso e dolente è che fra chi produce tessuti e chi li confeziona non esiste, almeno strutturalmente, continuità. Le stoffe dei pratesi fin dagli anni ’90, quando qui si produceva anche il basic, sono risultate troppo care per il low cost cinese. Gli orientali importano tessuti dai paesi – madrepatria compresa – dove costano meno e i pratesi vendono le loro stoffe magari a migliaia di chilometri di distanza, ma non a chi le confeziona vicino a casa. Dunque, tornando alla domanda iniziale, per mostrare il panorama di Prato occorrono – ancora e chissà per quanto – due fotografie.

Alle quali per completezza d’affresco vanno aggiunti imprescindibili zoom. Sull’informatica di una Tt Tecnosistemi, sulla logistica di Albini e Pitigliani, rimasta nel cuore del Macrolotto 1 da dove, fra molto altro, cura parte delle spedizioni della moda prodotta dai cinesi. Sul meccanotessile, reduce da un 2018 florido a fianco del rinnovamento tecnologico del tessile locale e di nuovi impianti nei paesi emergenti. In difficoltà, il commercio al dettaglio con un centro storico spolpato di funzioni col trasferimento delle banche e del tribunale datato anni Ottanta e del recente spostamento dell’ospedale e la nascita a distanza di cinque chilometri, sullo stesso asse viario, di due grandi centri commerciali.

Sul fronte economico, Prato rappresenta una grande incompiuta: mai decollata la diversificazione. Chi ha chiuso col tessile non ha riaperto in altri settori, dedicandosi (timidamente) all’immobiliare o conservando liquidità per tempi migliori che al momento non si sono manifestati. 

Nell’attesa, il distretto valorizza un’antica e a lungo trascurata vocazione agricola. Piccolo territorio, con la sorpresa di due vini docg. Il pinot nero prodotto quasi per miracolo in piccole e preziose quantità a Montemurlo da Pancrazi e il Carmignano, cantato nel Rinascimento dal Redi, di cui sapienti mani hanno governato l’innata e in po’ irruente spigliatezza per ricavarne un vino di dignità internazionale. Il Piaggia riserva 2016, della fattoria che vede al timone Mauro Vannucci e la figlia Silvia, è stato giudicato miglior rosso italiano e il “Terre a mano” della fattoria di Bacchereto è fra i primi 100 rossi del paese, secondo la guida del Gambero Rosso.

Da un lato l’industria che marcia sul green, dall’altro vini di alta qualità. Tornare alla natura, in fondo, è il destino scritto nel nome di Prato.

Piero Ceccatelli è giornalista de La Nazione. E’ stato responsabile della redazione centrale e di quelle di Prato, Pistoia e Lucca. Attualmente si occupa di web. Ha lavorato per Ansa, Il Tirreno e La Gazzetta dello Sport.


Mirco Romoli nuovo Direttore Generale, Focardi Olmi lascia dopo 3 anni DAL TERRITORIO / Primo Piano

MIRCO ROMOLI, 44 anni, nato a Montevarchi, è il nuovo direttore generale di ChiantiBanca. Sostituisce Mauro Focardi Olmi che, in sintonia col presidente Cristiano Iacopozzi e col Consiglio di Amministrazione, lascia l’incarico dopo quasi tre anni, nell’ottica di un ricambio generazionale previsto nel piano strategico della banca.

Abilitazione alla professione di avvocato dopo la laurea con lode, Master all’università di Bologna in “Business Administration” e corsi di specializzazione alla Bocconi nel settore finanziario, Romoli arriva da Iccrea Banca, dove ha contribuito alla costituzione e all’avvio operativo della capogruppo del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea, ricoprendo ruoli di piena responsabilità.

Prima dell’approdo in Iccrea Banca, avvenuto nel 2018, è cresciuto professionalmente all’interno del credito cooperativo, lavorando tredici anni in forza alla Federazione Toscana Bcc, dove è stato responsabile della Funzione di Internal Audit, il servizio di controllo sulle banche associate.

 

Fra i suoi incarichi, anche la gestione dei rapporti con le Autorità di Vigilanza e la consulenza in materia di governance, sviluppo organizzativo e strategico. E’ stato membro del Comitato Controlli di Federcasse e del Comitato di Direzione della Federazione Toscana Bcc.

 “Ringrazio il Consiglio di Amministrazione per la fiducia e assumo questo incarico con grande entusiasmo e senso di responsabilità – le parole del nuovo direttore generale –. Conosco bene il credito cooperativo e sono consapevole dell’importanza di ChiantiBanca nel tessuto economico regionale. Intraprendo questa nuova sfida sapendo di poter contare su una squadra di collaboratori che assistono quotidianamente soci e clienti con competenza, passione e professionalità. ChiantiBanca intende proseguire nel proprio percorso di consolidamento, in uno scenario economico complesso, insieme a famiglie e imprese del nostro territorio: è questo il compito di una banca di credito cooperativo che oggi, all’interno del Gruppo Bancario Iccrea, è ancora più forte e solida”.

“Siamo convinti di aver fatto la scelta migliore, di concerto con la Capogruppo Iccrea – il pensiero del presidente Cristiano Iacopozzi –, Romoli rispecchia il profilo che cercavamo: oltre a garantire il ricambio generazionale fortemente voluto, è un profondo conoscitore del mondo cooperativo, con importanti esperienze professionali in ruoli di responsabilità supportate da un eccellente percorso di formazione. Al contempo, siamo riconoscenti a Focardi Olmi del lavoro svolto e di aver guidato un gruppo di impeccabili professionisti che ci hanno permesso di superare un momento complicato e rilanciato ChiantiBanca sia in termini di immagine che di sviluppo”.

“I quasi tre anni da Direttore Generale – dice Mauro Focardi Olmi – sono stati sicuramente complessi ma indubbiamente di grande soddisfazione professionale. Sono orgoglioso di lasciare una banca in salute che dal 2017 ha sempre visto accrescere redditività, patrimonio, qualità del portafoglio crediti e capacità commerciale, grazie anche alle molte modifiche organizzative e gestionali messe in atto. Per questi risultati voglio ringraziare soci e clienti per la vicinanza e la fiducia dimostrate nei nostri confronti ma soprattutto i dipendenti: è grazie al loro impegno e alla loro disponibilità se ChiantiBanca è quella di adesso”. 


Tachis, oh oui! DAL TERRITORIO / Primo Piano
autore: Paolo Pellegrini
Giornalista

LA FONDAZIONE CHIANTIBANCA ha dedicato passione e attenzione ininterrotta al territorio di riferimento, potendo contare su un “terroir”, potremmo dire alla francese (perché in questa parola è contenuto l’ambiente, il paesaggio, gli edifici ma anche la gente che li abita e ci lavora) ricco di contenuto. Di bellezze paesaggistiche. Di storia, di arte, di cultura. Di grandi personaggi. Come Giacomo Tachis, nel cui nome la Fondazione ChiantiBanca ha messo a fuoco e realizzato un progetto di indubbio significato culturale, che è stato poi insignito anche di significativi riconoscimenti. 

Giacomo Tachis è scomparso nel 2016, ma la sua opera vive ancora nelle geniali intuizioni che ha regalato alla campagna del Chianti (e non solo: il suo lavoro è stato di fondamentale importanza anche a Bolgheri, in Sardegna, in Sicilia…). E grazie alla Fondazione ChiantiBanca vive nell’immenso patrimonio culturale che ha lasciato: pochi anni prima della sua scomparsa, Tachis ha donato alla Fondazione ChiantiBanca – chi scrive era presente alla firma, e lo ricorda con un brivido di emozione ancora viva – una biblioteca che ha pochi uguali. 

Ma chi era Giacomo Tachis? Un enologo. Che sarebbe diventato “il principe degli enologi”. Piemontese di nascita, toscano di adozione fin da giovane. Direttore tecnico per un trentennio delle Cantine Antinori, “padre” di etichette oggi famose nel mondo come il Tignanello e il Solaia in casa Antinori, ma poi anche – in “prestito” ai cugini Incisa della Rocchetta di Bolgheri – del Sassicaia, oggi il vino più premiato al mondo, e padre della rinascita dei vini sardi e siciliani. Un “mescolavin”, come si sarebbe sempre definito lui stesso nella sua estrema umiltà usando un termine dialettale piemontese. E “Giacomo Tachis – Mescolavin” è un omaggio di rara bellezza e di raro pregio, un volume che è una grande opera di 500 pagine e di grande formato (pesa sei chili), curato da Andrea Cappelli, che ne ha redatto i testi, con le preziose immagini di Bruno Bruchi, pubblicato da Carlo Cambi Editore in collaborazione con Edizioni Effegi grazie proprio al sostegno della Fondazione ChiantiBanca. Un omaggio alla vita, al pensiero, all’attività ai luoghi attraversati dal grande enologo, raccontato attraverso le testimonianze delle cantine per cui ha lavorato, e anche con il contributo di chef stellati che hanno creato piatti da abbinare ai suoi vini più pregiati. Una bellissima opera, che si caratterizza già dalla copertina, in cui è raffigurato il “Giovinetto di Mothia”, statua in marmo conservata presso la Fondazione Giuseppe Whitaker, omaggio all’amore di Tachis verso quest’isola e per i classici. 

E qui arrivano i riconoscimenti. Presentato nell’ottobre 2018 presso la cantina di Santadi, in Sardegna, durante un convegno ad hoc che ha visto anche la dedica di una via a Giacomo Tachis, il volume ha ottenuto la menzione speciale nel Premio della categoria Beaux Arts dalla giuria internazionale dell’Oiv, Organisation Internationale de la Vigne et du Vin, una storta di “Onu del vino”, che riunisce rappresentanti di tutto il mondo, fornisce dati sulla produzione e i consumi, favorisce la ricerca e la diffusione delle conoscenze, agevola gli accordi internazionali in materia di salvaguardia ambientale, salute e commercio. E nel ricevere il premio, la sera dello scorso 15 ottobre all’Ambasciata del Cile a Parigi, l’autore Andrea Cappelli ha raccontato la storia di Giacomo Tachis, ricordando che “l’eredità più preziosa che Tachis ha lasciato non è uno strumento tecnico o un’innovativa formula chimica, ma un nuovo sguardo, arricchito anche di cultura, perché l’enologia dovrebbe fondarsi – come diceva sull’interpretazione umana dell’uva – tra scienza e visione umanistico-olistica. 

E sempre in ottobre, il volume è stato protagonista di una serata speciale in casa dell’Onav, l’Organizzazione nazionale degli assaggiatori di vino, a Torino. Tra i numerosi interventi, quello di Stefano Mecocci, presidente della Fondazione ChiantiBanca ai tempi della pubblicazione del libro, che ha messo l’accento sul significato dell’acquisizione della biblioteca personale dell’enologo. “Tachis conosceva bene la filosofia della banca e il legame con il territorio: oltre 3.500 volumi che compongono la donazione sono stati censiti uno per uno da tre archivisti per un mese e mezzo. Ci sono libri sul vino, ma non solo. C’è tutta la vita e la cultura di un uomo di elevato spessore, di grande conoscenza e di studio. Ci sono anche tutti i faldoni che custodiscono i segreti, le ricette dei vini che lo hanno reso famoso. Ma anche suoi lavori inediti, come gli scritti sugli aceti o sul Vinsanto”.  

La serata è stata impreziosita dalla degustazione di otto dei più significativi vini “inventati” da Giacomo Tachis in varie regioni d’Italia. Un patrimonio di cui la Fondazione ChiantiBanca è oggi orgoglioso custode.

Paolo Pellegrini, giornalista professionista, è nato nel Chianti Classico e vive a Firenze: ecco le radici del suo amore per il Bello, il Buono, la grande musica e la cultura materiale della campagna. Dopo numerose esperienze in quotidiani, periodici, emittenti radio e tv è approdato a La Nazione,  dove si è occupato di cronaca, politica, attualità, economia, agroalimentare, enogastronomia, cultura e spettacolo. Attualmente collabora con i giornali del gruppo Qn-La Nazione e con la Guida Osterie di Slow Food e si occupa del proprio blog www.forchettone.blogspot.it


L’ufficio soci, per voi DAL TERRITORIO / Primo Piano
autore: Consiglio di Amministrazione

ERA UN NOSTRO PENSIERO DA TEMPO. Era un nostro pensiero da tempo. Oltre che un’esigenza vista dalla prospettiva della compagine sociale, di cui il Consiglio di Amministrazione è diretta emanazione e proprio per questo doverosamente attento a recepire qualsiasi input che possa migliorare e facilitare il rapporto con e fra Soci.

Ci voleva, un ufficio così. Perché una banca come la nostra – “rilevanti”, come vengono definite dalla nostra capogruppo le sette più importanti Bcc sul territorio nazionale – non può non avere un settore appositamente dedicato a una delle due leve più preziose su cui un credito cooperativo può fare forza e affidamento: i soci, appunto (l’altro è rappresentato dai dipendenti, che mai finiremo di ringraziare per la passione e l’attaccamento con cui svolgono il loro lavoro).

Vogliamo che l’ufficio Soci diventi sempre più riferimento per le vostre domande. Per i vostri bisogni. Sarà a vostra disposizione per ascoltare i vostri suggerimenti. Di fatto un collegamento, sempre più stretto, fra gli oltre ventisettemila soci, il Consiglio di Amministrazione e la Direzione Generale. Col tempo lo renderemo ancor più strutturato affinché i vari territori, su cui sviluppiamo il nostro servizio, siano sempre più adeguatamente curati.

L’abbiamo fortemente voluto e siamo certi che apprezzerete molto: contattatelo QUI.


Mirco Romoli nuovo Direttore Generale: “Cresceremo con famiglie e imprese” DAL TERRITORIO

Mirco Romoli, 44 anni, nato a Montevarchi, è il nuovo direttore generale di ChiantiBanca.


Abilitazione alla professione di avvocato dopo la laurea con lode, Master all’università di Bologna in “Business Administration” e corsi di specializzazione alla Bocconi nel settore finanziario, Romoli arriva da Iccrea Banca, dove ha contribuito alla costituzione e all’avvio operativo della capogruppo del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea, ricoprendo ruoli di responsabilità a diretto riporto del Chief Audit Executive.

Prima dell’approdo in Iccrea Banca, avvenuto nel 2018, è cresciuto professionalmente all’interno del credito cooperativo, lavorando tredici anni in Federazione Toscana Bcc dove è stato responsabile della funzione Internal Audit, il servizio di controllo sulle banche associate.

Ha inoltre supportato varie Bcc nei processi di internal governance e di sviluppo organizzativo e strategico.


“Siamo convinti di aver fatto la scelta migliore, di concerto con la Capogruppo Iccrea – il pensiero del presidente Cristiano Iacopozzi –, Romoli rispecchia il profilo che cercavamo: oltre a garantire il ricambio generazionale fortemente voluto, è un profondo conoscitore del mondo cooperativo, con importanti esperienze professionali in ruoli di responsabilità supportate da un eccellente percorso di formazione. Con il nuovo direttore generale proseguiremo l’opera di miglioramento dei conti
aziendali come regolarmente avvenuto ogni anno dal nostro insediamento nel Consiglio di Amministrazione, grazie anche al lavoro dell’ex direttore generale, Mauro Focardi Olmi”.


“Ringrazio il Consiglio di Amministrazione per la fiducia e assumo questo incarico con grande entusiasmo e senso di responsabilità – le parole del nuovo direttore generale –. Conosco bene il credito cooperativo e sono consapevole dell’importanza di ChiantiBanca nel tessuto economico regionale.
Intraprendo questa nuova sfida sapendo di poter contare su una squadra di collaboratori che assistono quotidianamente soci e clienti con competenza, passione e professionalità. ChiantiBanca intende proseguire nel proprio percorso di consolidamento, in uno scenario economico complesso, insieme a famiglie e imprese del nostro territorio: è questo il compito di una banca di credito cooperativo che oggi, all’interno del Gruppo Bancario Iccrea, è ancora più forte e solida”.


Scontrino elettronico, ChiantiBanca a sostegno delle aziende DAL TERRITORIO

La nuova normativa su “Fatturazione Elettronica e Scontrino Elettronico” è stata al centro di un convegno tenuto alla Confartigianato di Prato e rivolto a tutti gli associati.

L’iniziativa si è svolta con il sostegno di ChiantiBanca, con l’obiettivo di fornire il necessario sostegno economico alle aziende che dovranno effettuare investimenti per l’adeguamento o la sostituzione delle apparecchiature esistenti.

In particolare, è stato presentato il nuovo prodotto chiamato “ChiantiBanca & Fatturazione Elettronica e Scontrino Elettronico”, un mutuo chirografario a condizioni particolarmente convenienti riservato agli associati Confartigianato di Prato.

Nella foto: in primo piano Salvatore Fittipaldi, capo area di Prato, nel corso nella conferenza alla Confartigianato di Prato


L’esempio di ChiantiMutua DAL TERRITORIO / Primo Piano
autore: Matteo Spanò
Presidente Federazione Toscana Banche di Credito Cooperativo

METTERE AL CENTRO IL TERRITORIO e sostenere i soci ed i clienti non solo con la tradizionale attività bancaria, ma anche con servizi di tipo sanitario, assistenziale, sociale, culturale, formativo e ricreativo in tutta la nostra regione. È questo uno degli obiettivi principali di “Una Banca, Una Mutua”, il progetto di mutualità associativa che la Federazione Toscana BCC ha deciso di promuovere e realizzare con l’assistenza tecnica di Comipa (il Consorzio nazionale tra Mutue Italiane di Previdenza e Assistenza) e che permetterà nei prossimi mesi ad ognuna delle 15 Bcc (oltre 300 sportelli) associate alla Federazione di poter avere una Mutua protagonista nel proprio territorio di competenza, analogamente a quanto ChiantiBanca ha già realizzato in maniera lungimirante, promuovendo ChiantiMutua nel “lontano” 2007.

Saper offrire un sistema di Welfare effettivamente sostenibile diventa una delle sfide più importanti della nostra società contemporanea, investita da fenomeni economici e demografici ai cui lo Stato (Primo Settore) da un lato e “il Mercato” (Secondo Settore) dall’altro, mostrano sempre maggiori difficoltà a dare una risposta efficace e accessibile a tutti.

Un Welfare che si deve occupare non solo di sanità integrativa, ma più in generale di una pluralità di prodotti/servizi finalizzati al miglioramento della qualità della vita dei suoi assistiti.

Ecco allora affermarsi una terza via, rappresentata dalla mutualità volontaria, una forma storica di solidarietà, uno strumento di risposta ai bisogni sociali che si esplica attraverso forme di associazionismo economico volute dai cittadini a partire dalla seconda metà dell’800, quando nacquero anche le prime Casse Rurali Artigiane. Una forma di auto-organizzazione delle comunità locali che nel corso dei suoi 150 anni di vita ha mantenuto l’impostazione solidaristica originaria ed è oggi sempre più attuale, perché mette al centro i bisogni delle persone e li soddisfa attraverso la partecipazione di tutti i suoi componenti e senza finalità di lucro.

Con le persone al centro del progetto e le Mutue delle Bcc a garanzia del rapporto con il territorio, “Una Banca, Una Mutua” vuole agevolare l’accesso a prestazioni sanitarie in tempi rapidi e a costi ridotti, sostenere la famiglia con sussidi per i figli, organizzare iniziative formative, informative e ricreative e molto altro ancora, attraverso il coinvolgimento delle strutture e degli esercenti di ogni territorio. 

Grazie alla collaborazione tra Federazione Toscana, Comipa e Bcc in tutta Italia, anche le banche di credito cooperativo di altre regioni, dal Nord al Sud, si stanno attivando per costituire nuove Mutue e questo permetterà a tutti di beneficiare di un’ampia rete di strutture e servizi su scala nazionale, in ottica solidaristica.

Le economie di scala di un progetto di ampio respiro territoriale permettono di mettere in piedi investimenti comuni per sviluppare nuovi strumenti tecnologici e nuovi servizi a vantaggio delle Mutue già esistenti e di quelle di nuova costituzione. A breve il socio di ogni Mutua potrà consultare direttamente on line, anche dal proprio smartphone con una specifica app, la propria situazione, presentare direttamente le richieste di accesso ai contributi e seguirne l’iter istruttorio, verificare le strutture convenzionate, effettuare prenotazioni nelle strutture sanitarie di fiducia e molto altro ancora. 

ChiantiMutua, attiva da 12 anni su questo fronte, è protagonista di questo salto dimensionale della mutualità associativa del Credito Cooperativo, avendo ben compreso che la nascita di nuove Mutue consorelle consentirà lo sviluppo di una rete capillare sul piano regionale e nazionale, di cui beneficeranno grandemente in primis tutti i propri soci. 

Con “Una Banca, Una Mutua” si riafferma il carattere distintivo del modello di presenza sul territorio delle Banche di credito cooperativo, attraverso l’auto-organizzzazione di un nuovo Welfare allargato quale strumento per reinterpretare, attualizzandoli, i concetti di localismo e di mutualità e ridare protagonismo ai territori e alle comunità.

 

Matteo Spanò, fiorentino, è laureato in Economia presso l’Università degli Studi di Firenze. Dal maggio 2011 è presidente della Bcc Pontassieve e da giugno 2016 è presidente della Federazione Toscana Banche di Credito Cooperativo, che conta quattordici Bcc con trecento filiali in tutta la regione. Il 23 novembre 2018 è stato confermato vice presidente di Federcasse, la Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali. 

900mila euro sul territorio DAL TERRITORIO / Primo Piano
autori: Ilaria Camiciottoli e Alessia Naldini
 Consigliere di Amministrazione ChiantiBanca

CONTINUA L’IMPEGNO DI CHIANTIBANCA nel sostenere le iniziative di soci e clienti del territorio. Come banca di credito cooperativo il nostro istituto è infatti chiamato a supportare e valorizzare l’ambiente in cui opera.

Per capirne il motivo, possiamo prendere in prestito una metafora del professor Stefano Zamagni, che paragona questa particolare tipologia di realtà bancaria a Giano Bifronte, la divinità romana dai volti opposti, che riesce a tenere insieme una doppia anima: una, che vede il credito cooperativo costretto ad operare secondo la logica economica di mercato (e quindi a produrre utili); l’altra, caratterizzata da una finalità sociale (volta al sostegno ed alla valorizzazione del territorio).

Come Giano Bifronte, ChiantiBanca dovrà avere la capacità di guardare contemporaneamente sia alle sfide del futuro, partendo dalle nuove tecnologie, che al passato, rimanendo saldamente ancorata alle proprie radici ed alle relazioni costruite con i soci e clienti del territorio.

Proprio per questo, anche nel trimestre maggio-luglio 2019, il territorio ha ricevuto il nostro supporto in numerose occasioni, incrementando sensibilmente l’impegno che da inizio anno ChiantiBanca ha riservato sul territorio attraverso l’erogazione di risorse per un ammontare complessivo di quasi 900mila euro destinate a qualsiasi tipo di settore: dallo sport (29%) al volontariato (8%), dagli eventi e associazioni culturali (28%) alle istituzioni e alla promozione del territorio (35%).

Iniziando da Siena, è doveroso citare il Palio, evento simbolo della città che da secoli, nei tre giri di Piazza del Campo, tiene i cittadini, e non solo, col fiato sospeso, nella speranza di veder trionfare la propria contrada o quantomeno perdere quella avversaria. Anche quest’anno ChiantiBanca ha sostenuto tutte le diciassette contrade e la relativa editoria, con particolare riferimento alla pubblicazione dei “Giornalini di contrada” e del “Quaderno del Magistrato”.

Possiamo proseguire menzionando il sostegno all’Associazione Culturale Music Ensemble, che ha curato la rassegna musicale e canora in occasione delle celebrazioni per Santa Caterina e che è presente da circa 20 anni sul territorio senese per promuovere l’arte di fare musica insieme.

La nostra banca, così ancorata al territorio da averne mutuato il nome, è sempre attenta alle eccellenze che lo contraddistinguono, come l’olio. Ecco dunque la sponsorizzazione del convegno sul tema “Olio 2030: cultura, identità, territorio, qualità e sviluppo sostenibile”, che si terrà a Siena in occasione del venticinquesimo anniversario dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio, nata per diffondere in tutta Italia la cultura olivicola.

Sul territorio del Chianti, vogliamo ricordare l’impegno della banca nel sostenere i volontari che da secoli partecipano alla vita sociale occupandosi degli altri: l’Arciconfraternita della Misericordia di San Casciano in Val di Pesa è stata sostenuta per l’acquisto di nuove ambulanze a servizio della comunità, ma anche supportando l’evento in cui è stato restituito il restaurato Crocifisso ligneo di Simone Martini dall’Opificio delle Pietre Dure.

A livello istituzionale ChiantiBanca ha sostenuto il Comune di San Casciano in Val di Pesa per le attività didattiche-natatorie della piscina e per quelle legate alla gestione del Museo Civico e del Teatro Niccolini, che ogni anno promuovono iniziative per gli abitanti di San Casciano e dei comuni limitrofi.

Altro rapporto istituzionale ormai consolidato nel tempo è quello con il Comune di Carmignano: ChiantiBanca ha contribuito a sostenere le attività culturali e ricreative patrocinate che coinvolgono gran parte dei residenti, ma anche numerosi turisti e visitatori stranieri.

Anche l’area del Tirreno, territorio di più recente sviluppo, ha visto la presenza della banca. Partendo dal sostegno all’Associazione per il centro storico di Empoli (che organizza sul territorio importanti eventi e momenti di aggregazione), si arriva alle iniziative quali quelle dell’Associazione Sportiva Zone, che gestisce un’importante palestra nel pisano. Ciò a dimostrazione di quanto ChiantiBanca sia anche attenta allo sport e supporti molte società che fanno riferimento a differenti discipline: dal calcio (Rondinella Ponte a Greve Marzocco, Unione Sportiva Pistoiese), al tennis (Tc Pistoia e Tc Poggibonsi), dalla pallavolo (ASD Volley Prato, Savino del Bene Volley Scandicci, CUS Siena, Pallavolo Bacci Campi Bisenzio), al rugby (Club sportivo Scandicci), finendo con il sostegno al basket: Virtus Siena e Pistoia Basket, unica società professionistica del panorama toscano e punto di riferimento degli appassionati non solo locali ma anche dell’intera regione.

Ilaria Camiciottoli è consigliera di amministrazione di ChiantiBanca dal maggio 2017. Vanta due lauree: Economia Aziendale e Educazione Professionale. Due anche le professioni svolte: educatrice per l’assistenza scolastica a bambini con difficoltà e titolare dell’azienda vitivinicola La Collina.
Alessia Naldini è nata a Bagno a Ripoli ma vive tra Tavarnelle Val di Pesa e Milano. Laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Firenze, imprenditrice sociale e co-founder di un’agenzia specializzata in turismo culturale e marketing territoriale, dal 2017 è membro del Consiglio di Amministrazione di ChiantiBanca. 


Bilancio semestrale, il percorso di rafforzamento si consolida DAL TERRITORIO / Primo Piano
autori: Cristiano Iacopozzi e Mauro Focardi Olmi
Presidente e Direttore Generale ChiantiBanca

CARI SOCI,

ci eravamo lasciati alla vigilia dell’Assemblea del 12 maggio – alla quale avete partecipato molto numerosi e di questo vi ringraziamo nuovamente – con una situazione che ci aveva indotto a scrivere di essere “ottimisti sul futuro di ChiantiBanca, la nostra banca”.

I mesi successivi hanno confermato il buon andamento dei conti con i principali indicatori in ulteriore miglioramento, e di questo vi diamo opportuno aggiornamento.

La raccolta complessiva, al 30 giugno 2019, è cresciuta di oltre 130 milioni rispetto a fine 2018, arrivando, in settembre, a sfiorare una crescita di circa 200 milioni.

Gli impieghi, al netto dei recuperi su sofferenze e inadempienze probabili, hanno mantenuto i livelli di fine 2018 e questo può essere considerato un risultato soddisfacente in considerazione dell’andamento incerto dell’economia italiana.

Anche gli obiettivi commerciali sono stati generalmente raggiunti o superati: meritano una citazione particolare i risultati conseguiti sui prodotti legati alla gestione di risparmio, previdenza, piccoli finanziamenti, conti correnti e welfare.

Ci fa piacere evidenziare come questo sia stato possibile anche grazie alla nuova struttura organizzativa della “Rete Commerciale” – presentata proprio nello scorso numero della newsletter – che ci permette di avere una maggiore proattività verso la clientela, attuale e potenziale.

Altro importante obiettivo che dovevamo perseguire con decisione riguardava la necessità di diminuire il costo del credito, risultato da ottenere sia attraverso la diminuzione degli NPL netti che puntando alla riqualificazione del portafoglio creditizio: ebbene la chiusura al 30 giugno ha evidenziato rilevanti progressi su questi indicatori che hanno reso possibile un’ulteriore discesa del Texas ratio e del NPL ratio mantenendo – o migliorando a seconda dei comparti – le coperture del portafoglio deteriorato rimanente.

Detto che anche i profili di liquidità e di patrimonializzazione continuano a mantenersi al di sopra dei requisiti regolamentari, sottolineiamo inoltre che, sempre al 30 giugno, la somma algebrica riveniente dal marcato contributo del portafoglio titoli di proprietà, dalla robusta diminuzione del costo del credito e dal miglioramento del margine di intermediazione ha permesso, nonostante un aumento dei costi imputabili a operazioni straordinarie di sistema, il conseguimento di un solido utile.

Se questo andamento sarà confermato, e i mesi di luglio e agosto fanno ben sperare in proposito, la banca avrà a disposizione le risorse necessarie per porre in essere, entro la fine del 2019, un’importante diminuzione del portafoglio deteriorato senza avere impatti negativi sull’utile atteso.

Attraverso questa operazione, che anticiperebbe di ben due anni quando previsto dal Piano industriale quinquennale, potremo consolidare il nostro percorso di rafforzamento, proponendosi sul mercato come attore di riferimento per i territori di competenza.

Nel frattempo, prosegue il percorso di integrazione della nostra Bcc all’interno del gruppo Iccrea, che ha preso avvio lo scorso 4 marzo. Il funzionamento del gruppo consentirà, nel tempo, a ChiantiBanca di continuare a svolgere al meglio il proprio ruolo di banca locale al servizio del territorio, beneficiando di un ampliamento nella gamma di prodotti e servizi offerti, al fine di accrescere il soddisfacimento delle esigenze di soci e clienti. 

Del resto, anche nel corso del 2019 abbiamo fatto fino in fondo la nostra parte di banca locale: a tutto agosto avevamo sostenuto circa 900 mila € di iniziative sui territori di riferimento, erogando il nostro sostegno per attività culturali, sportive, di supporto al terzo settore (in questa newsletter troverete un intervento delle consigliere Ilaria Camiciottoli e Alessia Naldini sulle nostre sponsorizzazioni e in particolare sulle iniziative sostenute da maggio a luglio).

Continueremo ad essere sempre al fianco dei territori, preservando il ruolo e la funzione di banca locale: solo salvaguardando le specificità uniche del credito cooperativo, potremo sempre presidiare le comunità locali e preservare la funzione mutualistica che costituisce un unicum nel panorama bancario e che consente alla cooperazione di credito di svolgere un ruolo centrale per l’economia toscana e del Paese.

Cari Soci, riteniamo come la fiducia che avete riposto in noi e nella vostra banca, stia dando i frutti desiderati: tutto ciò restando una vera Banca Cooperativa – come siamo ben orgogliosi di essere – che per noi vuol dire essere, prima di tutto, una “Banca del Territorio”.

Un caloroso saluto.

Cristiano Iacopozzi è Presidente ChiantiBanca da maggio 2017. Laurea in Scienze Economiche e Bancarie, è docente di Asset Allocation nella facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Siena. Dal 1993 svolge attività di formazione e di consulenza ed è autore di pubblicazioni nel mondo bancario. 
Mauro Focardi Olmi è direttore generale di ChiantiBanca dal 15 giugno 2017. E’ stato direttore generale della Banca Area Pratese dal novembre 2013 al luglio 2016 e vice direttore generale di ChiantiBanca per complessivi sette anni (con inizio nel dicembre 2007, quando fa il suo ingresso nel mondo di credito cooperativo, poi dal luglio 2016). In precedenza, vanta un lunghissimo percorso professionale nel mondo Abi, dove svolge mansioni apicali in tre banche: Banca Nazionale dell’Agricoltura (dal 1980 al settembre 2000), Banca Antonveneta (ottobre 2000-marzo 2007) e Banca Abn Amro (aprile-novembre 2007). 

 



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