DAL TERRITORIO


Anche l’area pistoiese fa volare i numeri di ChiantiBanca DAL TERRITORIO / Primo Piano

di Alberto Vivarelli – reportpistoia.it

ChiantiBanca ha chiuso il bilancio 2021 con un utile netto di 10,5 milioni di euro, un risultato di grande rilievo se consideriamo che gli ultimi due anni imprese e famiglie sono state falcidiate dalla pandemia del Covid.

Nonostante tutte le difficoltà oggettive, ChiantiBanca è riuscita a mantenere saldamente tutte le sue caratteristiche di banca del territorio ponendosi al fianco sia dell’economia che dei cittadini. Nel contesto generale dell’istituto di credito, l’area pistoiese ha offerto numeri davvero importanti tornando a essere uno dei motori più significativi della Bcc.

Ne parliamo con Stefano Melani, capo area di Pistoia-Tirreno.

ChiantiBanca ha chiuso l’esercizio economico 2021 con grandi numeri, segnale di una banca in salute. Ci può dare qualche dato relativo all’area pistoiese?

Il 2021 è stato per un anno decisamente positivo, sia a livello banca – come testimoniano l’utile netto di oltre 10,5 milioni e il miglioramento dei più importanti indicatori – che, nello specifico, nell’area pistoiese: la clientela è cresciuta di oltre 400 unità – raggiungendo quota 20.000 -, tutti i maggiori dati aggregati presentano forti incrementi, ovvero + 10 milioni di raccolta diretta, + 33 milioni di raccolta gestita, + 12 milioni di impieghi. Le masse amministrate hanno raggiunto complessivamente quasi il miliardo.

Stiamo uscendo da una pesantissima e lunghissima pandemia che ha colpito famiglie e imprese: in questi due anni come avete sostenuto l’economia locale?

Lavoro in banca dal 1988 ma non ho ricordo di anni così complicati da gestire come gli ultimi due. Le richieste di finanziamento arrivavano a getto continuo, ma le possibilità di soddisfarle – anche in virtù del continuo susseguirsi di decreti liquidità – erano assolutamente limitate. Svolgendo fino in fondo il ruolo di banca locale, siamo stati tra i primi a erogare finanziamenti con importi fino a 25.000 euro, dimostrando in concreto di essere vicini a famiglie e piccole imprese nel momento del bisogno. Questo, per noi, significa essere banca di prossimità: mettersi al servizio del territorio anche quando i numeri di bilancio di certe realtà consigliavano prudenza massima o, nei casi peggiori, anche di lasciar perdere. Abbiamo ascoltato tutti, non negando credito – nei limiti del possibile – a clienti con cui lavoravamo da molti anni: un modo di operare che ha fatto la differenza, la conoscenza diretta dei clienti è stata basilare nella corretta erogazione del credito. E adesso, a distanza di due anni, iniziamo a vedere un significativo miglioramento dei bilanci delle aziende.

Dal suo osservatorio, qual è lo stato di salute dell’economia pistoiese?

Il 2021 ha visto una forte ripresa del settore vivaistico, specialmente nella parte riguardante l’export, e la conferma legata al settore della metalmeccanica, con Hitachi tra i leader a livello mondiale e l’indotto a trarne decisamente beneficio. Cominciamo a vedere una ripresa, seppur lenta, anche delle attività legate al turismo. A livello generale, l’economia dell’area pistoiese si sta decisamente riprendendo, anche se non si rilevano investimenti significativi in tecnologie innovative: è il lato oscuro che necessiterebbe di una decisa inversione di tendenza.

Le banche di credito cooperativo sono gli unici istituti di credito del territorio, altre banche si sono spostate sempre più verso l’area assicurativa. Per le Bcc il rapporto diretto, spesso personale, con i clienti è un valore aggiunto o può rappresentare un problema?

Sicuramente è un valore aggiunto: il cliente può rivolgersi alle nostre filiali per qualsiasi problema, finanziario o operativo. Chiaramente anche ChiantiBanca deve produrre reddito ma possiamo essere competitivi sul mercato solo continuando a mettere la persona al centro del nostro modo di operare, proponendo lo strumento più adatto alle sue esigenze: la redditività viene sempre in secondo piano rispetto all’interesse del cliente. Per quanto riguarda l’area assicurativa, nelle banche cooperative è decisamente lontana dagli eccessi di vendita registrata per alcuni competitor, anche se il settore è interessante e presenta numeri in crescita anche nel mondo Bcc: il nostro obiettivo è servire il cliente a 360°, quindi giusto porre adeguata attenzione anche a questo ramo di mercato.

Quali sono le prospettive del credito nell’area pistoiese?

Attualmente il credito concesso viene impiegato principalmente nell’acquisto di prime case, mentre decisamente minori sono gli investimenti che le aziende destinano per nuovi macchinari o sviluppare nuove tecnologie: è pensiero diffuso restare in attesa di una ripresa più solida dell’economia prima di operare investimenti più consistenti che inevitabilmente impegnano le aziende per gli anni futuri.


ChiantiBanca al fianco delle imprese e delle istituzioni pratesi per vincere la sfida del Pnrr DAL TERRITORIO / Primo Piano

redazione notiziediprato.it

Rossella Centineo, responsabile dell’area pratese dell’istituto di credito, scommette sul ruolo che il distretto potrà giocare con l’economia circolare e la transizione verde ed energetica.

Chiuso il bilancio 2021 con un utile netto di oltre 10,5 milioni di euro, che migliora di quasi 2 milioni il risultato dello scorso anno, ChiantiBanca si candida ad essere, anche sul territorio pratese, partner  delle aziende tessili impegnate in un profondo processo di rinnovamento tecnologico con la scommessa sul riciclo tessile. Senza dimenticare il ruolo svolto come punto di riferimento per le famiglie. Rossella Centineo è la responsabile dell’area Prato-Campi di ChiantiBanca. Notizie di Prato l’ha incontrata.

“ChiantiBanca è una banca fortemente radicata sul territorio – esordisce -: nella provincia di Prato conta tre filiali in città e quattro nella provincia (Poggio a Caiano, Seano, Carmignano e Montemurlo). Svolge la propria missione seguendo i valori e la cultura della cooperazione: porsi come punto di riferimento per famiglie e imprese è il nostro principale obiettivo, puntando alla crescita economica e del mercato nella sua complessità, con particolare attenzione alla sostenibilità sociale e ambientale del territorio dove operiamo”.

Dall’osservatorio della banca, Centineo ha sicuramente un punto di vista privilegiato sullo stato di salute dell’economia pratese. “Prato è uno dei maggiori distretti industriali in Italia – dice -, il più grande centro tessile a livello europeo e uno dei poli più importanti a livello mondiale per le produzioni di filati e tessuti di lana: è sufficiente questo per capire la sua rilevanza e quanto strategico possa essere per una banca di territorio come la nostra. I suoi numeri continuano a essere di grande valore, come testimoniano la propensione all’export – che raggiungere circa i due miliardi l’anno e nel 2021 ha fatto segnare un incremento del 17% rispetto all’anno precedente – e la presenza di imprese rosa che rappresentano il 25,7% del tessuto imprenditoriale locale e si collocano al 22° posto della classifica nazionale per percentuale di imprese del genere”.

I numeri positivi di ChiantiBanca nel 2021 si legano al ruolo giocato dall’istituto come sostegno alle famiglie e alle imprese chiamate ad affrontare la pandemia con tutte le conseguenze economiche che ha comportato. “Abbiamo fatto fino in fondo la nostra parte di banca del territorio – dice Centineo -, continuando a sostenere tessuto produttivo e famiglie. Lo dimostrano i numeri della Banca: 10.000 moratorie concesse per un importo complessivo di quasi un miliardo, circa 4.800 prestiti con garanzia statale per 215 milioni di nuove erogazioni. Inoltre, la vicinanza alle associazioni di categoria – con cui abbiamo stretto protocolli di intesa a favore di artigiani, commercianti e piccoli imprenditori – ci caratterizza come banca a servizio delle proprie comunità. Da rimarcare, infine, l’attività sociale che operiamo a fianco dell’associazionismo sportivo e culturale, che hanno trovato nella nostra banca un punto di riferimento e un sostegno per le varie attività”.

Ed ora c’è la grande sfida del Pnrr che chiama tutti gli attori – dalle istituzioni agli imprenditori passando per il mondo del credito – a unire le forze per non perdere questa grande occasione, nonostante i tanti problemi legati allo scenario geopolitico attuale. “Nonostante le positive previsioni di crescita nel corso del 2022 – conclude la responsabile area – , non possiamo dimenticare le difficoltà incombenti sulle imprese a causa dell’aumento dei costi energetici e delle materie prime. La competitività delle imprese dipenderà dalla capacità di selezionare e diversificare i mercati di destinazione della produzione, oltre che accrescere gli investimenti per supportare gli sviluppi della digitalizzazione e l’implementazione dei canali distributivi. La nuova sfida delle aziende tessili pratesi è il riciclo tessile, una scommessa di grande portata che potrebbe permettere una nuova primavera al distretto industriale. Nella sua storia, Prato ha saputo sempre riciclarsi e distinguersi: in questo, rientra la capacità dell’utilizzo dei fondi del Pnrr, messi a disposizione – in tempi che speriamo essere più rapidi possibili – dalle amministrazioni pubbliche. A questo proposito, assume anche grande rilevanza il progetto “Next generation Prato”, predisposto dal Comune di Prato, in quella che potremmo definire la nuova sfida dei mercati globali, ovvero un cambiamento dei processi produttivi verso modelli più sostenibili e innovativi, volti a rafforzare le relazioni interdistrettuali e aumentare la competitività, concentrando le risorse verso la diffusione delle tecnologie e delle competenze digitali, l’economia circolare e la transizione verde ed energetica. Il ruolo della banca sarà quello di sostenere le aziende che vorranno innovarsi e creare nuovo valore con la realizzazione di infrastrutture e processi all’avanguardia”.


ChiantiBanca, cresce e si intensifica il rapporto con il territorio senese DAL TERRITORIO / Primo Piano

redazione Radio Siena Tv

Il capo area di Siena Bolognesi: “La nostra mission è quella di essere un punto di riferimento della realtà senese e i nostri sforzi vanno tutti in questa direzione”

ChiantiBanca, rispettando la missione di banca di credito cooperativo, è sempre più punto di riferimento del territorio. Lo testimoniano per esempio le sponsorizzazioni di tante realtà sportive di Siena e della provincia, ma anche le iniziative messe in atto a sostegno della comunità in tempo di pandemia.

“Abbiamo cercato di svolgere al meglio due compiti – spiega il capo area di Siena di Chianti Banca Cristiano Bolognesi -. Il primo lo definirei “psicologico”, cercando di far sentire a soci e clienti la nostra vicinanza, dimostrando concretamente che non avremmo fatto mancare il sostegno nonostante le tante difficoltà del momento. Un esempio: l’utilizzo di nuove tecnologie anche da parte della clientela meno abituata a farlo, permettendo a tutti di continuare a usufruire dei servizi essenziali che altrimenti sarebbero stati difficilmente usufruibili.

Il secondo “sostanziale”. ChiantiBanca ha messo a disposizione tutti gli strumenti finanziari per dare la possibilità a privati e aziende di resistere nel momento più difficile e avere la forza di ripartire quando le condizioni generali e di mercato ne hanno dato la possibilità. Parlano i numeri: 10.000 moratorie concesse per un importo complessivo di quasi un miliardo, circa 4.800 prestiti con garanzia statale per 215 milioni di nuove erogazioni”.

Dal vostro osservatorio, ci sono settori che più di altri hanno dato segnali di ripresa? E quali quelli che non hanno mai avvertito un calo di produttività?

“Il territorio della nostra provincia può essere suddiviso in tre aree: la città di Siena, che oggi vive di terziario, attività farmaceutico/scientifiche e turismo. Il settore che ha sofferto di più è stato, ovviamente, quello turistico che peraltro, con le varie riaperture, sta già evidenziando incoraggianti segnali di ripresa; la Valdelsa, area produttiva purtroppo nuovamente penalizzata dallo scoppio della guerra ucraina dopo la decisa ripresa fatta registrata in periodo post pandemico; Montalcino e Chianti, ovvero il settore del vino e dell’alimentare, che bene ha reagito alle difficoltà del momento con risultati molto incoraggianti.

Infine, il settore che da metà 2021 ha avuto un forte incremento un po’ ovunque è stato quello dell’edilizia, anche grazie agli incentivi e ai bonus statali”.

Il bilancio 2021 di ChiantiBanca si chiude con un utile netto di oltre 10,5 milioni ma sono tutti i principali indicatori a dare testimonianza della grande solidità della banca.

“Mi preme sottolineare la riduzione progressiva del rischio di credito (diminuito del 34% rispetto allo scorso anno), il tasso di copertura del deteriorato (57,13%, di rilievo in particolare per una Bcc) e l’incremento della solidità patrimoniale con il Cet1 ratio che si attesta oggi al 15,4%”.

Sponsorizzazioni e contribuiti: ChiantiBanca continua a sostenere le più importanti iniziative del territorio senese.

“Anche grazie alla nostra Fondazione e a ChiantiMutua, abbiamo sostenuto con contributi e sponsorizzazioni moltissime realtà del territorio in vari settori, come sport, cultura e sociale. Ne sono esempi le sponsorizzazioni di Mens Sana Basket, Costone, Virtus Siena, Cus Siena, Pgs Colle, Primo Salto, La Bulletta, Lornano Badesse, Gs San Miniato, Virtus Poggibonsi, Poggibonsi, Colligiana, Team Bike Pionieri e molte altre ancora.

Inoltre, sono stati finanziati alcuni progetti con l’Università di Siena, sostenuto le Contrade e il Magistrato delle Contrade, sia mediante il protettorato sia finanziando l’editoria. Sempre vivo e stretto è rimasto il legame con la Misericordia e con la Pubblica Assistenza”.

Sport e giovani, due settori particolarmente cari alla banca.

“Abbiamo particolare attenzione nei confronti di chi fa attività giovanile per migliorare salute e benessere delle nuove generazioni. Proprio in quest’ottica mi preme segnalare l’impegno di ChiantiMutua che elargisce sussidi alle famiglie con figli che praticano sport, oltre che rimborsi del 50% (e oltre) per le prestazioni mediche”.


Crisi e ripresa: “Parte dalla ristorazione e dal turismo la riscossa chiantigiana” DAL TERRITORIO / Primo Piano

di Matteo Pucci – Gazzettino del Chianti

Con ChiantiBanca, l’analisi sul territorio del responsabile di area Chianti, Gianluca Piccioli: “Il settore immobiliare ha tenuto. Adesso va valutato con l’innalzamento dei tassi”

Prima il Covid. Poi la guerra in Ucraina. Al di là dei drammi dal punto di vista sanitario e di perdita di vite umane, che restano ovviamente prioritari, si tratta di due eventi che hanno avuto, stanno avendo ed avranno, impatti impressionati anche dal punto di vista economico.

Il sistema bancario, e per quanto ci riguarda nel particolare quello locale, come sta reagendo? Quali le sue risposte? Quale il suo stato di salute?

Lo abbiamo chiesto a Gianluca Piccioli, capo area di ChiantiBanca nel territorio del Chianti (che, come vedremo, per quanto riguarda le suddivisioni dell’istituto di credito è molto ampio e significativo).

ChiantiBanca che lo ricordiamo, proprio nei giorni scorsi ha approvato in Cda il bilancio 2021, con oltre 10 milioni di euro di utile.

Area-Chianti: innanzi tutto circoscriviamola bene. Quando si parla di area-Chianti per ChiantiBanca, cosa si intende?

“La città di Firenze, dove abbiamo sei filiali, e la zona del Chianti che per noi comprende i comuni di San Casciano, Tavarnelle, Sambuca, Montespertoli e Mercatale”.

Fatta la “premessa geografica”, andiamo a descriverne l’andamento: quale lo stato di salute, anche rispetto agli anni precedenti? Sia quelli di pandemia (quindi dal 2020), sia quelli pre-pandemia.

“Firenze merita un discorso a parte. Sono ancora piuttosto evidenti le difficoltà a cui va incontro il settore della ristorazione, anche se i numeri sono decisamente in ripresa rispetto al primo anno di pandemia. Purtroppo ci sono state molte chiusure di locali, certamente dovute agli alti costi di affitto o ai finanziamenti accesi nel periodo antecedente al Covid per acquistare le licenze. Al contrario, sempre facendo riferimento alla città di Firenze, il settore alberghiero e quello legato ai B&B è in forte crescita, peraltro già evidenziata dall’estate 2021 e confermata con numeri impressionanti nella Pasqua 2022 e dalle prenotazioni per il periodo estivo”.

Venendo invece più al territorio chiantigiano?

“Per quanto riguarda il Chianti, sia la ristorazione che il settore alberghiero, già dall’estate 2021, hanno ripreso a lavorare con presenze medie che vanno dall’80 al 90% del fatturato 2019, indipendentemente dalla qualità dei servizi proposti e quindi anche di prezzo. Numeri decisamente positivi”.

Ci sono zone che hanno maggiori performance o maggiori criticità?

“Nel Chianti le zone migliori sono San Casciano e Tavarnelle”.

Settore casa: tiene l’immobiliare? I prezzi? Le richieste di mutuo casa in questa zona?

“Il settore immobiliare ha tenuto, sia sulla città che nel Chianti, grazie ai tassi di interesse e alle agevolazioni del governo Draghi rivolte ai giovani. Da valutare, dopo la guerra in Ucraina e la crisi energetica, come i tassi possono continuare a salire, considerato l’aumento dell’inflazione”.

Cosa dobbiamo aspettarci dai tassi?

“La curva dei tassi a breve e a lungo termine è già salita molto e i tassi fissi sono aumentati di quasi il 2% rispetto al 2021. Oggi l’IRS – il tasso interbancario di riferimento per i mutui a tasso fisso – a trent’anni quota 1,5% a cui dover aggiungere lo spread della banca; lo scorso anno l’IRS decennale e ventennale aveva quotazioni addirittura negative”.

Quali, infine, le prospettive future dal vostro punto di vista?

“Ci aspettiamo una ripresa costante del settore turistico-alberghiero, visto che il Covid sembra ormai essere sotto controllo. Non credo sia ancora possibile tornare ai fatturati 2019, visto la mancanza di turisti asiatici. Il settore immobiliare è da valutare in considerazione dell’aumento dei tassi e dei nuovi “stimoli” fiscali da parte del Governo”.


Hands holding the national flag of Ukraine in the shape of the borders of Ukraine. Support for Ukraine in the war with Russia. Stop the war concept DAL TERRITORIO / Primo Piano

Diversi scontri bellici hanno segnato la storia recente, con un impatto effimero sui mercati. Il conflitto in Ucraina, però, potrebbe condurre a conseguenze disastrose, dal momento che la Russia, una potenza nucleare, si è dimostrata pronta ad usare la forza per far valere le sue posizioni di politica estera.

La sua esplicita minaccia è di usare tutto il suo arsenale contro chi oserà ostacolarla. Mentre gli eventi corrono rapidamente, la prima settimana della “guerra ucraina” ha dato un sonoro schiaffo ai mercati finanziari, che devono fare i conti con le sanzioni e la marginalizzazione dell’economia russa. Il Paese, infatti, è molto rilevante nell’esportazione di diverse materie prime, a partire da quelle energetiche. L’esclusione di alcune importanti banche russe dal sistema Swift ha colpito, di riflesso, le azioni bancarie in Europa e in Italia vanificando il rally delle precedenti settimane. Mentre ci si avvicinava a tutto questo, gli editoriali geopolitici hanno peccato spesso di ottimismo. Prima del riconoscimento delle due repubbliche autoproclamate del Donbass da parte di Putin, la maggioranza degli analisti, fra cui il presidente dell’Ispi, Giampiero Massolo, riteneva improbabili mosse eclatanti come un’annessione de facto. Alla Russia “non conviene”, si diceva. Eppure è successo. Così il Guardian, dopo, asseriva che Putin, con il Donbass e la Crimea (annessa nel 2014) avesse “già ottenuto ciò che voleva”: improbabile, dunque, che invadesse militarmente tutta l’Ucraina. A meno di 24 ore da quelle analisi, però, i carri armati russi hanno iniziato a puntare verso Kiev. Anche se le conseguenze di lungo periodo sono ancora da scoprire, quanto osservato finora può invitare gli investitori ad alcune riflessioni, utili per affrontare la gestione del risparmio nel modo più lucido possibile.

1.   Anche le previsioni finanziarie più accurate possono rivelarsi totalmente fuori strada. Che si si trovi di fronte a periodi relativamente tranquilli o turbolenti, le previsioni sono un esercizio che molti definiscono velleitario. All’inizio di quest’anno gli analisti avevano definito l’inflazione e il rialzo dei tassi d’interesse da parte delle banche centrali come i fattori principali in grado di indirizzare il destino dei mercati. La geopolitica da diversi anni aveva avuto ripercussioni limitate e di breve termine, che difficilmente erano riuscite a impensierire gli investitori. Finora, la debolezza dell’azionario si è rivelata superiore alle attese precedenti alla crisi ucraina. Non mancherebbero le ragioni “storiche” per essere ottimisti: nel caso dello choc legato al covid-19 i mercati si sono mossi rapidamente verso l’alto grazie ai provvedimenti espansivi delle banche centrali e dei governi. Tuttavia, distendere le relazioni con la Russia, dopo quanto avvenuto in Ucraina, sicuramente non sarà un processo rapido e, forse, nemmeno possibile. Per diverso tempo la politica internazionale e rischi per la sicurezza torneranno protagonisti dei destini finanziari. E contro la guerra, purtroppo, non si è mai trovato alcun vaccino.

2.   In ogni momento, sui mercati si aprono opportunità. Nei primi due mesi dell’anno lo scenario geopolitico ha ribaltato le sorti di alcuni settori che, negli anni della pandemia, erano rimasti indietro fra le preferenze degli investitori. Sul fronte azionario europeo, che in generale è stato colpito da forti vendite, hanno guadagnato terreno i titoli del settore difesa e aerospace. L’indice Euro Stoxx Defence, da inizio anno al 2 marzo, ha guadagnato il 7,60% mentre, nello stesso periodo, l’Euro Stoxx 600 ha perso l’8,7%. Anche il comparto Oil & Gas dell’indice settoriale S&P ha ottenuto performance in netta controtendenza, grazie ai rincari delle materie prime energetiche: un +24,13% il risultato dell’indice al primo marzo, a fronte di un calo del 9% registrato dal Dow Jones.

3.   La diversificazione continua ad essere una necessità. La forza con la quale alcuni settori del mercato hanno saputo reagire invita a nuove riflessioni su quanto sia importante la diversificazione del portafoglio anche a livello di settori. Per quanto impopolari, le armi o i combustibili fossili restano ancora necessari e le strategie che puntano ad escluderli di netto non sono buone per tutte le stagioni.

4.   Contrariamente a ogni (legittima) previsione di inizio anno, l’oro e i metalli preziosi, asset che non producono rendimento come le azioni o i bond, hanno avuto un nuovo momento di splendore – nonostante i rialzi dei tassi d’interesse riducano la loro attrattiva. L’incremento dell’incertezza e i maggiori timori di conflitto bellico hanno ribaltato tutte le precedenti considerazioni.

5.  Bitcoin è spesso definito l’oro digitale, per le sue caratteristiche di incorrutibilità e scarsità. Ma non si comporta da bene rifugio, essendo un asset altamente volatile. Così da inizio anno al 2 marzo ha ceduto complessivamente circa il 6% ma con crolli e balzi repentini anche del 20%in poche ore. Nel momento dell’intervento militare russo si è mosso assieme alle azioni, cioè verso Sud, perdendo circa il 12%, ma a una settimana dal primo giorno di guerra aveva già ampiamente recuperato il terreno perso.

 

Articolo pubblicato sul magazine We Wealth e contenuto nella newsletter per i Gestori Wealth Iccrea Banca


Multichannel pipette applying colorful liquid into test tubes inside laboratory. Concept of scientific research in biological, pharmaceutical or chemical facility. DAL TERRITORIO / Primo Piano

Nel 2022, il 5 dicembre, ChiantiMutua compirà 15 anni.

Quando nacque, era l’anno 2007, fu un’iniziativa pionieristica: una mutua che traeva origine da una banca, ancorché cooperativa, per occuparsi prevalentemente di salute, per molti rappresentò una scommessa che oggi, guardando ai risultati ben oltre le attese, può dirsi vinta su tutti i fronti.

Nel corso di tre lustri, ChiantiMutua è cresciuta costantemente, rafforzando e consolidando il proprio ruolo di partner di ChiantiBanca nell’offerta distintiva di servizi in ambito welfare – salute in primis – complementari ai servizi bancari tradizionali. Un successo importante, tale da spingere ChiantiBanca a dedicarvi risorse sempre più consistenti, con l’obiettivo di fare di ChiantiMutua l’elemento distintivo dell’offerta ad alto valore aggiunto per i propri Soci.

Grazie a questo – e a caratteristiche da autentica start-up – ChiantiMutua registra oggi una ulteriore e significativa evoluzione, caratterizzata dall’adozione di nuovi strumenti di accesso digitale (la piattaforma di prenotazione online), una nuova struttura organizzativa di supporto agli utenti e, soprattutto, il rimborso del costo delle prestazioni sanitarie innalzato al 50% (e, in alcuni casi, anche oltre). Una vera ‘svolta’, i cui risultati sono testimoniati dai numeri: i Soci ChiantiMutua sono passati da 10.000 a 13.000 in un solo anno, il numero dei rimborsi erogati balzato, nello stesso periodo, da 3.000 a 10.000.

Le novità non finiscono. Oltre all’evoluzione nel marketing, nella comunicazione e nei servizi, ChiantiMutua non ha mai dimenticato di tenere il passo, in tema di salute, con l’evoluzione scientifica.

Nel 2022 sarà il tema ‘DNA’ a fare da protagonista, con i ‘test genetici’ che rappresentano la nuova frontiera della prevenzione, in grado di individuare la predisposizione congenita a importanti patologie.

Esami estremamente evoluti ma ancora molto onerosi, che ChiantiMutua è in grado di proporre in esclusiva ai propri Soci a prezzi più accessibili e offrendo rimborsi dal 60 all’80%.

Grazie alla consulenza scientifica e alle convezioni stipulate tramite uno dei principali istituti italiani del settore, ChiantiMutua propone agli assistiti i seguenti test:

– rilevazione della predisposizione genetica al cancro al seno e all’ovaie;
– presenza di allergie a oltre trecento componenti allergiche;
– screening per individuare la familiarità alla trombofilia;
– test non invasivo del Dna del feto (libero circolante)

Quattro tipologie di test di ultima generazione che saranno al centro delle campagne di prevenzione che ci accompagneranno nei prossimi mesi.


Tuscany landscape in springtime, Toscana, Italy DAL TERRITORIO / Primo Piano

di Ilaria Camiciottoli
Consigliere di amministrazione

Nel primo trimestre del 2022 abbiamo sostenuto con oltre 250.000 euro enti e associazioni del territorio che operano a livello sportivo, culturale, ricreativo, socio-economico e socio-assistenziale, senza dimenticare i quasi 300.000 euro deliberati lo scorso anno per iniziative svolte nell’anno corrente.

Le sponsorizzazioni non sono, generalmente, interventi “spot” ma operano nel continuo: di anno in anno viene infatti rinnovata la collaborazione con le diverse istituzioni e ciò permette di accrescere la fiducia reciproca e la capacità di sostenere e promuovere il territorio.

In ambito sportivo sono presenti numerose collaborazioni con società locali: Colligiana, società calcistica di Colle Val d’Elsa, che oltre al sostegno per le attività “tradizionali” vede quest’anno gli eventi legati al centenario della fondazione; Rondinella Marzocco Firenze, società calcistica che rappresenta un importante punto di aggregazione per Ponte a Greve e zone limitrofe; Acipromuove Firenze per l’organizzazione di importanti corse automobilistiche (56^ coppa Consuma-Passo Cisa, 1^ trofeo TIVM auto moderne, 15^ gara di velocità in salita auto storiche Scarperia-Giogo). A Pistoia abbiamo sostenuto l’iniziativa, patrocinata dal Comune, FZ11 Summer Camp, centri estivi che coinvolgeranno giovani calciatori provenienti da tutta Italia, e Silvano Fedi Atletica per la 45^ edizione della Pistoia-Abetone, la maratona in salita più importante a livello nazionale. Vogliamo infine citare la collaborazione con due società sportive dell’area Tirreno: Pisa Calcio, che partecipa al campionato di serie B, recentemente entrata nella grande famiglia ChiantiBanca, e Libertas Livorno 1947, prima squadra cittadina di basket.

Anche a livello culturale sono molti gli enti con cui abbiamo collaborato in questi primi mesi dell’anno: il Comune di San Casciano per le attività del museo Ghelli, in previsione degli ampiamenti delle sezioni archeologica e arte contemporanea, e del teatro Niccolini, per la stagione 2022; l’Associazione Culturale Bluesin per il Pistoia Blues Festival, con grandi ospiti nazionali e internazionali, fra cui, in questa edizione, Elisa e i Simple Minds; Prg per la 75^ edizione dell’Estate Fiesolana, uno tra i più importanti festival estivi del panorama nazionale che si svolge nel teatro romano di Fiesole; l’Associazione Culturale MusArt per il relativo festival di musica, arte e danza, che vede Firenze ospitare grandi artisti, da Roberto Bolle ad Achille Lauro; la Fondazione Spadolini per il premio Narrativa Giovane, progetto con cui la storica rivista Nuova Antologia, redatta con continuità da oltre 150 anni, viene portata nelle scuole superiori toscane e il relativo concorso di narrativa vede il vincitore pubblicato sulla rivista stessa; l’Associazione Toscana Classica, che organizza attività concertistica, per i Festival dei Mercoledì Musicali e musica sui sagrati; l’Airo (Associazione Internazionale Ristoranti dell’Olio) per l’attività di diffusione della cultura dell’olio extra vergine di oliva di qualità.

Il settore ricreativo ha visto il consolidarsi delle storiche collaborazioni con le Pro Loco di diversi comuni, tra cui San Casciano, Poggio a Caiano e Carmignano, per la sponsorizzazione di manifestazioni ed eventi rivolti a tutti i cittadini ed ai turisti, in grado non solo di intrattenere in modo piacevole le persone ma di valorizzare le risorse del territorio creando opportunità di lavoro e sviluppo.

A livello socio-economico sono state rinnovate le convenzioni con l’Ordine dei Dottori Commercialisti e revisori contabili di Firenze, per gli eventi formativi, e Siena, per il convegno “Crisi d’impresa” e con la Cna San Casciano, per i laboratori artigianali e il progetto volto a portare il mondo dell’artigianato all’interno della scuola.

Infine il settore socio-assistenziale ha visto la sponsorizzazione di Anfas Alta Val d’Elsa per il progetto, nato in collaborazione con l’Associazione I Bambini delle Fate, volto all’inserimento lavorativo di soggetti diversamente abili, per accompagnare gli stessi in un percorso di autonomia, e un contributo alla Croce Rossa Italiana – Comitato di Firenze – per un incremento del parco ambulanze resosi necessario dalla costante crescita delle richieste di servizio.

Abbiamo citato solo una piccola parte delle associazioni con cui collaboriamo in modo continuo, ma ci teniamo a ringraziarle tutte, per l’impegno e la passione con cui operano. E vogliamo ringraziare voi, cari Soci, perché quanto abbiamo raccontato è stato possibile grazie al vostro contributo: insieme, siamo riusciti a creare valore nelle diverse aree geografiche in cui siamo presenti. Enti e associazioni hanno infatti collaborato congiuntamente a ChiantiBanca con l’obiettivo di promuovere il territorio in cui operano; perché, come ci ha insegnato dal palco dell’Ariston il compianto maestro Ezio Bosso, “la musica come la vita si può fare solo in un modo, insieme!”


Nuovo sistema informatico, tecnologia e servizi all’avanguardia DAL TERRITORIO / Primo Piano

Da lunedì 9 maggio ChiantiBanca migliora la qualità e la gamma dei servizi migrando sulla nuova piattaforma informatica di Bcc Sistemi Informatici, outsourcer di riferimento del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea. Un progetto di ampia portata, già intrapreso e concluso dalle altre Bcc del Gruppo con analoghi e complessi processi organizzativi, che offrirà benefici e importanti novità tecnologiche alla nostra clientela.

Il passaggio alla nuova piattaforma comporterà, in una prima fase, piccoli cambiamenti e necessarie variazioni di carattere tecnico come la chiusura delle filiali nei giorni di giovedì 5 e venerdì 6 maggio, la temporanea disattivazione del servizio di internet banking Inbank dalle ore 15 di mercoledì 4 maggio fino all’attivazione del servizio Relax banking prevista per lunedì 9 maggio e, a partire dalla stessa data, il cambiamento delle coordinate bancarie dei conti correnti.

Tutte le informazioni utili che riguardano il progetto di migrazione: leggi nuovo sistema informatico, tecnologia e servizi all’avanguardia


Businessman working at office desk, he is building a growing financial graph using wooden toy blocks: successful business concept DAL TERRITORIO / Primo Piano

di Maurizio Farnesi
Direttore Generale

 

Ne sono convinto: il credito cooperativo è un modello di banca decisamente attuale, con uno spiccato ruolo di rilievo nella società e per la crescita della sua economia.

La conoscenza dettagliata del territorio, dei soggetti che ne compongono il tessuto sociale e l’interesse nei confronti della persona – che va ben oltre la fredda valutazione che qualsiasi rating può fornire – permette il sostegno e l’accesso al credito di categorie che, a condizioni “standard”, ne resterebbero escluse.

Il credito cooperativo va oltre “certe” logiche. Allarga gli orizzonti pur restando tradizionalmente fedele a quei valori che lo hanno reso unico e insostituibile: la storia si tramanda, non si dimentica. Le Bcc restano un vestito sartoriale con target di riferimento ben definito ma con capacità – intese anche come competenze e professionalità – di risoluzione di qualsiasi necessità.

In un’economia come quella del nostro Paese fondata sulla diffusa presenza di piccole e medie imprese fortemente dipendenti dal sistema bancario, il radicamento territoriale e l’illimitato patrimonio valoriale costituito dalla conoscenza diretta della clientela rappresentano elementi che rendono indispensabile il localismo bancario, forte anche di una filiera quantomai corta che permette una velocità nell’erogazione del credito che non ha eguali.

La caratteristica del credito cooperativo è anche quella di operare in maniera anticiclica: non abbandona i territori ma continua a sostenerli. Questo è e deve continuare a essere il primo comandamento di una banca di comunità e di relazione, questo è e deve continuare a essere il motore che spinge il lavoro di ChiantiBanca: l’abbiamo fatto in momenti di grande difficoltà, quando continuare a erogare credito e sostenere le comunità con sponsorizzazioni e contributi liberali sembrava essere un azzardo oltre le nostre possibilità; l’abbiamo fatto senza paura e con convinzione incrollabile, in momenti in cui abbiamo navigato in acque burrascose – ormai solo un ricordo lontano – e in tempi di pandemia, ascoltando chi continuava a darci fiducia e dimostrando coi fatti, e senza proclami, che nella nostra banca avrebbe trovato un porto sicuro.

Continueremo a muoverci così, anche adesso che i numeri di bilancio – la nostra bussola – trovano un miglioramento costante, l’evoluzione di un quinquennio certamente positivo che sta a dimostrare come il lavoro – spesse volte volutamente a fari spenti – fosse l’unica medicina per guarire le ferite. La nostra opera di risanamento prosegue, forse più velocemente di quanto non fosse prevedibile, e non sarebbe stato possibile senza un gruppo forte e mai appagato, che ha difeso la banca come fosse una famiglia, e di cui ho saputo apprezzarne ancor di più le qualità una volta nominato direttore generale, nove mesi fa: ai dipendenti, ciascuno con le proprie forze e le proprie debolezze, va il ringraziamento più grande per essersi messi a disposizione senza porre condizioni, esclusivamente avendo a cuore bene e futuro della loro banca.

Il credito cooperativo è chiamato a una sfida molto importante per continuare a recitare il ruolo di banche “a responsabilità sociale”: riuscire a coniugare la parte associativa a quella industriale, nel rispetto delle sempre più stringenti normative.

E in questo contesto, da capo dell’Esecutivo, non posso dimenticare i numeri, che continuano a essere quantomai confortanti: tutti i principali indicatori relativi al bilancio 2021 presentano un sensibile miglioramento, con una riduzione progressiva del rischio di credito e un significativo rafforzamento patrimoniale: fra i primi meritano di essere evidenziati il Texas ratio (sceso dal 63,2% del precedente esercizio al 41,3%), l’Npl ratio (dal 12 al 9,1%) e il totale complessivo dei crediti non performanti passati da 275 a 214 milioni; fra gli indicatori di solidità patrimoniale da segnalare il Cet1 ratio salito al 15,4% (dal 12,8%) e il Total capital radio arrivato al 18,2% (dal 15,5%). Il margine di interesse è aumentato del 12,50% passando da 56,1 milioni del 2020 a 63,2 milioni del 2021, mentre il margine di intermediazione è incrementato del 9,64%, passando dai 98 milioni dell’anno passato ai 107,5 di adesso.

L’utile netto è di oltre 10,5 milioni, che migliora di quasi due milioni quello dello scorso anno e conferma – con numeri decisamente incoraggianti – il trend positivo fatto registrare nell’ultimo quinquennio, quello che coincide con l’insediamento dell’attuale Consiglio di Amministrazione, a cui mi lega un rapporto forte e costruttivo e di cui spero di ripagare la fiducia posta nei miei confronti.

Al futuro, adesso, possiamo guardare con grande fiducia, avendo come obiettivo quello di aumentare la solidità patrimoniale – fattore cruciale di vitalità e stabilità – migliorando la redditività con una crescente diversificazione delle fonti di ricavo e una riduzione dell’incidenza dei costi operativi. In un contesto in cui è auspicabile una maggiore proporzionalità delle regole bancarie e delle misure di controllo a maggior tutela dell’intero credito cooperativo.

 


Cinque anni di crescita: abbiamo vinto la sfida più difficile DAL TERRITORIO / Primo Piano

di Cristiano Iacopozzi
Presidente

Caro Socio,

per il terzo anno consecutivo l’Assemblea annuale si svolgerà senza partecipazione fisica: un dispiacere enorme, solo in minima parte mitigato dal dialogo costante e costruttivo che cerchiamo di avere con chi ci conferma quotidianamente la propria fiducia, dandoci forza per superare le tante difficoltà – bancarie e non – attraversate in questi anni: ventinovemila soci e centodiecimila clienti fanno di ChiantiBanca una delle principali realtà del credito cooperativo italiano, una dimensione che ci consente di coniugare al meglio la solidità strutturale – grazie anche al sostegno di una Capogruppo sempre più presente a nostro fianco – con la conoscenza del territorio e la valorizzazione della persona.

Permettimi di rendere merito – senza alcuna piaggeria – ai miei compagni di viaggio, gli stessi che esattamente un quinquennio fa si sono imbarcati in un’avventura coraggiosa e meravigliosa, per molti aspetti addirittura temeraria, spinti dal desiderio di mettersi al servizio di una banca del territorio – la “loro” banca  – uscita come tutti sappiano da una rigorosa e incisiva ispezione di Banca d’Italia che faceva immaginare un percorso difficile in acque tutt’altro che serene.

Sai bene che la sfida è stata grande, con un finale che non era scontato, senza nessuna certezza: se alla compagine sociale non finirò mai di dire “grazie” e i dipendenti si sono dimostrati un esempio unico e vero valore aggiunto su cui poter fare affidamento anche nei momenti più complicati, non posso non sottolineare il lavoro speciale di Consiglio di Amministrazione e Collegio Sindacale, guide sicure hanno permesso di mettere ChiantiBanca in sicurezza e affrontare il futuro con prospettive costruttive.

I numeri riferiti al bilancio 2021, di cui parlerà più approfonditamente il Direttore Generale nel suo articolo di questa newsletter, confermano la crescita esponenziale di tutti i più importanti indicatori, fra cui l’utile netto – oltre 10,5 milioni – rappresenta una grande soddisfazione ma non certo l’unico elemento che testimonia il grande lavoro prodotto.

Ci tengo soprattutto a evidenziare, basandomi esclusivamente sull’oggettività che solo i numeri sono capaci di esprimere, l’evoluzione nel quinquennio degli indicatori di solidità patrimoniale (CET I ratio dall’10,03% all’attuale 15,40%, Total capital ratio dal 11,37% al 18,23%) e di quelli di rischio (Texas ratio sceso dal 182,92% al 41,32%, NPL ratio lordo dal 24,03% al 9,07% per un ammontare di crediti non performanti passato dai 638,4 milioni del 2016 ai 214,4 di fine 2021).

L’utile, nella gestione dell’attuale Consiglio di Amministrazione, e senza dimenticare il punto di partenza dei 90 milioni di perdita relativo al bilancio 2016, ha fatto registrare risultati di cui essere pienamente soddisfatti: 2 milioni nel 2017, 4,5 nel 2018, 11 nel 2019, 8,7 nel 2020 e 10,5 nel 2021.

Non nascondiamo certo il vento alle spalle che ha spinto l’intero sistema bancario a chiudere bilanci positivi, così come l’importante contributo arrivato anche quest’anno da componenti straordinarie, che per altro hanno contribuito al conseguimento di importanti risultati non solo per la nostra BCC, ma anche per l’intero Gruppo bancario Iccrea: ciò nonostante, abbiamo dimostrato che la politica dei piccoli passi, del profilo basso e dell’equilibrio senza mai perdere il contatto con la realtà ha permesso alla nostra banca di continuare l’opera di consolidamento che, seppur non completata, è arrivata certo a buonissimo punto.

Il tutto senza mai far mancare il sostegno ai territori che, mai come negli ultimi due anni, hanno avuto bisogno di un traino che potesse rappresentare un appiglio nei momenti più bui: grazie anche all’attività della nostra Fondazione, nel 2021 abbiamo impegnato oltre un milione per iniziative, sponsorizzazioni, associazioni sportive e culturali, enti e liberalità.

Così come non dimentico l’importanza della nostra Mutua, capofila ormai da anni di un ambiziosissimo progetto regionale che coinvolge tutte le BCC toscane e punto di riferimento ormai consolidato nell’ambito nazionale: l’assistenza agli associati, grazie anche al percorso comune avviato con la Banca, è un elemento distintivo che conferma come il credito cooperativo può essere differente davvero.

Abbiamo le spalle solide per affrontare al meglio le tante sfide che si presenteranno nel cammino del sistema bancario ed economico del Paese, analizzando le evoluzioni che inevitabilmente andranno a impattare sul nostro lavoro e sul nostro modo di pensare e facendoci trovare pronti ai doverosi cambiamenti che potranno migliorare l’efficienza del nostro agire. Lo farà ChiantiBanca e lo farà l’intero movimento cooperativo, sempre pronto nella sua storia ultracentenaria a stare al passo coi tempi e a servire il territorio come nessun altro: è la nostra forza, non la disperderemo.

 



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