Primo Piano


Assemblea “anomala”, è dei Soci la risposta più bella DAL TERRITORIO / Primo Piano

L’Assemblea dei Soci, svoltasi venerdì 26 giugno nella sede direzionale di San Casciano in Val di Pesa, ha approvato il bilancio 2019 – il primo dall’adesione al Gruppo Bancario Iccrea – chiuso con un utile netto di 11,090 milioni.

Nonostante la modalità di svolgimento del tutto eccezionale a fronte dell’emergenza Covid, ovvero senza presenza fisica ma con voto espresso esclusivamente tramite il conferimento di delega al Rappresentante Designato, individuato nel notaio Marcello Focosi, l’Assemblea 2020 ha registrato una partecipazione decisamente importante, in linea con quelle degli anni passati: hanno espresso le proprie preferenze di voto 2.701 soci, pari al 9,86% degli aventi diritto.

“E’ l’ennesima testimonianza del legame unico con la base sociale e di come ChiantiBanca sia vicina a tutti i territori”, le parole del presidente Cristiano Iacopozzi.

L’Assemblea – che approvato il bilancio 2019 praticamente all’unanimità: 1 voto contrario e 2 astenuti (qui il resoconto sintetico delle votazioni su tutti i punti all’ordine del giorno) – ha eletto i componenti di Consiglio di Amministrazione, Collegio Sindacale e Collegio dei Probiviri (qui la lista delle candidature) che resteranno in carica negli esercizi 2020-2022. Di seguito la nuova composizione degli organi societari:

Consiglio di Amministrazione (11 componenti su 13 confermati): Cristiano Iacopozzi, Alberto Marini, Marco Barbieri, Stefano Sivieri, Ilaria Camiciottoli, Alessia Naldini, Giorgio Petracchi, Marco Poli, Fabrizio Pagliai, Giannicola Pecchi (nuovo), Vasco Bonci (nuovo), Antonio Balenzano, Valentina Carloni.

Collegio Sindacale (interamente rinnovato): Raffaele Susini (presidente), Alessandro Moretti (effettivo), Caterina Rossi (effettivo), Elena Bartolomei Corsi (supplente), Luca Turchi (supplente).

Collegio dei Probiviri: Paolo Sanchini (presidente), Marco Casini (effettivo), Riccardo Ermini (effettivo), Francesca Bonfiglioli (supplente), Marco Gori (supplente).

Successivamente, nel primo Consiglio di Amministrazione del nuovo corso che si è svolto a Siena, sono state assegnate le seguenti nomine che resteranno in carica fino all’Assemblea 2023:

Presidente Consiglio di Amministrazione: Cristiano Iacopozzi

Vice Presidente Vicario Consiglio di Amministrazione: Alberto Marini

Vice Presidente Consiglio di Amministrazione: Marco Barbieri

Comitato operazioni soggetti collegati: Giorgio Petracchi (membro effettivo), Marco Poli (membro supplente)

Consigliere delegato al sistema dei controlli interni: Ilaria Camiciottoli

Presidente Comitato Esecutivo: Stefano Sivieri

Vice Presidente Comitato Esecutivo: Antonio Balenzano

Altri componenti Comitato Esecutivo: Marco Barbieri, Vasco Bonci, Fabrizio Pagliai

Nella foto: i nuovi componenti del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale (è assente il consigliere di amministrazione Marco Poli)


Abbiamo ottime basi e un Gruppo solido alle spalle DAL TERRITORIO / Primo Piano
Pubblichiamo integralmente l’intervista del presidente Cristiano Iacopozzi uscita su Il Corriere Fiorentino domenica 28 giugno dal titolo: “Nel 2021 i veri effetti del Covid, la politica fiscale sia espansiva”
di Silvia Ognibene

Approvato il bilancio 2019 — il primo dall’adesione al Gruppo Bancario Iccrea — e rinnovati gli organi sociali per il prossimo triennio, i soci di ChiantiBanca hanno rinnovato la fiducia alla squadra che guidò l’inversione di rotta per tenere l’istituto nell’alveo del credito cooperativo. Squadra guidata da Cristiano Iacopozzi, presidente uscente e primo nome della lista unica per il nuovo Cda. 

Più che ai numeri del conto economico, Iacopozzi guarda a quelli dell’assemblea dove si sono espressi oltre 2.700 soci, lo stesso numero degli anni scorsi, nonostante la modalità di svolgimento eccezionale per l’emergenza Covid, ovvero senza presenza fisica, ma con voto espresso tramite delega. «Questa è la conferma di come il legame fra ChiantiBanca e la compagine sociale sia sempre più forte: aver raccolto il consenso di quasi 2.700 soci è la migliore testimonianza del lavoro attento svolto nei singoli territori, non soltanto in termini creditizi ma anche a sostegno di iniziative, istituzioni, enti, associazioni culturali e sportive, grazie all’impegno condiviso con Fondazione ChiantiBanca e ChiantiMutua. I numeri riferiti al triennio dal nostro insediamento sono di grande soddisfazione: tutti i i principali indicatori di bilancio hanno segnato un sensibile rafforzamento e una crescita costante negli anni, dal punto di vista patrimoniale, reddituale e della qualità del credito». 

L’esercizio 2019 si è chiuso con un utile netto di poco superiore agli undici milioni di euro. Gli altri indicatori?

«Nonostante la presenza di voci non ricorrenti, la gestione caratteristica ha prodotto utili più che soddisfacenti. Oggi abbiamo 3 miliardi dalla raccolta diretta e serviamo il territorio con 2,4 miliardi di impieghi. Gli Npl attuali sono pari a 350 milioni, coperti al 48%, in linea con gli obiettivi della capogruppo».  

Che 2020 vi aspetta? 

«E presto per valutare gli impatti sul 2020 ma è realistico attendere che il peggio debba arrivare e che gli effetti maggiori si sentiranno nel 2021. Perciò quest’anno adotteremo scelte prudenziali per preparaci al meglio all’impatto sui nostri conti provocato dalla pandemia. È importante anche l’entrata in vigore dei provvedimenti europei che hanno carattere espansivo riguardo la ponderazione degli affidamenti alle Pmi e questo consentirà alle banche di liberare patrimonio accantonando risorse in vista dell’anno prossimo e fronteggiare le probabili perdite». 

La vostra solidità è sufficiente per reggere il colpo? 

«Abbiamo buoni fondamentali e un gruppo dalle spalle larghe». 

Com’è stato il primo anno con Iccrea? 

«È andato bene e siamo fiduciosi che migliori ulteriormente. Soprattutto è un bene avere regole comuni per tutte le Bcc aderenti al Gruppo». 

In che modo avete risposto alle esigenze di famiglie e imprese per far fronte alla crisi provocata dalla pandemia? 

«Abbiamo ricevuto 9.938 richieste di sospensioni di rate di mutui e finanziamenti, il 24% delle quali attivate per iniziativa della banca e il 76% ai sensi del decreto Cura Italia. Il controvalore complessivo è di 948 milioni. Il 98% delle richieste è già stato processato. Per le nuove concessioni di credito abbiamo ricevuto 3.341 richieste per quasi 109 milioni di euro, il 69% è già stato erogato». 

Da quali settori produttivi sono arrivate la maggior parte delle richieste? 

«La domanda generale è stata vivace da parte di tutti i settori produttivi con specializzazioni legate ai territori: ad esempio nel senese siamo intervenuti nei comparti del biomedicale e del farmaceutico, nel Valdarno inferiore nel conciario e nel fiorentino nella moda che stanno soffrendo molto, nel pistoiese sul vivaismo». 

Gli strumenti adottati dall’Europa e dal Governo sono sufficienti e adeguati? 

«Il principale strumento per risollevare le economie in crisi è una politica fiscale espansiva, e vediamo spunti positivi dalle prime due economie mondiali, Stati Uniti e la Cina. Le politiche monetarie non bastano, perché hanno effetto principalmente nel breve termine. È presumibile che gli Stati Uniti siano già fuori dalla recessione, lo si vede dall’indice che misura l’andamento dei cantieri residenziali (NAHB, ndr) la cui soglia spartiacque è 5o: nei giorni scorsi era arrivato a 58. I soldi messi in circolo in Europa e in Italia sono davvero tanti, ma vanno destinati a investimenti infrastrutturali, vigilando che davvero arrivino dove devono arrivare».


Assemblea 2020: grande partecipazione dei soci. Bilancio 2019 approvato Primo Piano

L’Assemblea dei Soci, svoltasi venerdì 26 giugno nella sede direzionale di San Casciano in Val di Pesa, ha approvato il bilancio 2019 – il primo dall’adesione al Gruppo Bancario Iccrea – chiuso con un utile netto di 11,090 milioni.

Nonostante la modalità di svolgimento del tutto eccezionale a fronte dell’emergenza Covid, ovvero senza presenza fisica ma con voto espresso esclusivamente tramite il conferimento di delega al Rappresentante Designato, individuato nel notaio Marcello Focosi, l’Assemblea 2020 ha registrato una partecipazione decisamente importante, in linea con quelle degli anni passati: hanno espresso le proprie preferenze di voto 2.701 soci, pari al 9,86% degli aventi diritto.

“E’ l’ennesima testimonianza del legame unico con la base sociale e di come ChiantiBanca sia vicina a tutti i territori”, le parole del presidente Cristiano Iacopozzi.

L’Assemblea – che approvato il bilancio 2019 praticamente all’unanimità: 1 voto contrario e 2 astenuti – ha eletto i componenti di Consiglio di Amministrazione, Collegio Sindacale e Collegio dei Probiviri che resteranno in carica negli esercizi 2020-2022. Di seguito la nuova composizione degli organi societari:

Consiglio di Amministrazione (11 componenti su 13 confermati): Cristiano Iacopozzi, Alberto Marini, Marco Barbieri, Stefano Sivieri, Ilaria Camiciottoli, Alessia Naldini, Giorgio Petracchi, Marco Poli, Fabrizio Pagliai, Giannicola Pecchi (nuovo), Vasco Bonci (nuovo), Antonio Balenzano, Valentina Carloni.

Nel primo Cda utile saranno nominate le varie cariche, fra cui presidenti e vice presidenti di Consiglio di Amministrazione e Comitato Esecutivo.

Collegio Sindacale (interamente rinnovato): Raffaele Susini (presidente), Alessandro Moretti (effettivo), Caterina Rossi (effettivo), Elena Bartolomei (supplente), Luca Turchi (supplente).

Collegio dei Probiviri: Paolo Sanchini (presidente), Marco Casini (effettivo), Riccardo Ermini (effettivo), Francesca Bonfiglioli (supplente), Marco Gori (supplente)


Patto di sviluppo DAL TERRITORIO / Primo Piano
Pubblichiamo integralmente l’intervista al direttore generale Mirco Romoli uscita su la Repubblica lunedì 8 giugno 
di Maurizio Bologni

Mirco Romoli, neo direttore generale di ChiantiBanca, 27.500 soci, prima Bcc in Toscana, quinta in Italia su 136, che azienda ha trovato?

«Quella che speravo, persone e competenze capaci di interpretare il ruolo di banca del territorio. Le racconto un episodio di un mese fa. In piazza a San Casciano mi ferma un’anziana di 75 anni: “Lei è il direttore, vero? Guardi che io sono socia da 50 anni e voglio che i miei risparmi li usiate bene. Li state prestando alle aziende in difficoltà, vero? Ci conto”. È la cooperazione».

Dei dati di bilancio 2019 quale le piace di più?

«Rafforzamento patrimoniale e rientro nei parametri di sostenibilità previsti in relazione al credito deteriorato, un’operazione di equilibrio gestionale da attribuire a chi mi ha preceduto e al Cda in scadenza. Da qui siamo ripartiti varando insieme alla capogruppo Iccrea un piano industriale ambizioso ma realizzabile, con una mission che nel titolo dice molto: “persone, territori, valore”. Dovremo rivederlo dopo il lockdown ma i macro obiettivi non cambiano. E non vediamo l’ora di passare ai fatti».

Lei arriva a febbraio, poi il lockdown. Come lo ha affrontato?

«Se vogliamo trovare un elemento positivo della pandemia, è che ci ha imposto un cambiamento rapido senza pesare sulla produttività. Abbiamo messo in smart working il 25% del personale, il 70% è stato coinvolto in attività di formazione a distanza, abbiamo così ridotto del 37% la forza lavoro presente negli uffici e spostato in un giorno 30 persone a rafforzare l’area fidi dove solitamente lavorano in 20».

Ma neppure in questa circostanza le banche sono sfuggite all’accusa di inefficienze e ritardi. Come replica?

«Che una cosa è la garanzia di Stato, altro la valutazione di merito creditizio che neppure in questa circostanza le banche possono eludere. Noi abbiamo cercato di giocare d’anticipo, aggiornato il modello di servizio per raggiungere meglio pmi e famiglie, già da metà marzo iniziato a contattare la clientela per offrire la moratoria di rate e anticipi di fatture, avviato misure di sostegno al bisogno di liquidità erogando credito a casi urgenti anche nelle more dei meccanismi statali e in attesa delle garanzie. In numeri: 2.700 domande di credito garantito per un importo totale superiore ai 50 milioni, 2.000 hanno già ottenuto l’erogazione, alle altre i soldi stanno arrivando in questi giorni. Bocciato solo un 5%».

Quanti mutui avete sospeso?

«Per 900 milioni di capitale, il 25% del quale sospeso autonomamente dalla Banca sebbene i casi non rientrassero in quelli a cui il Cura Italia concedeva in quel momento la tutela».

Banche nel mirino anche nella fase 2: file, disservizi, disguidi.

«Da mesi i colleghi lavorano anche il sabato e la domenica. Mai chiusa una filiale, rafforzato il contact center, le visite in banca avvengono su appuntamento ma non rimandiamo mai indietro nessuno, in giugno faremo altri passi verso la normalità, forse riaprendo le casse».

Ora serve far ripartire l’economia.

«La preoccupazione è forte, il Pil avrà un crollo verticale, settori come il turismo si riprenderanno solo nel 2021 e il rischio da scongiurare è che, dopo le crisi sanitaria e economica, esploda una drammatica crisi sociale. Dal 2008 banche e imprese sono uscite rafforzate e, insieme alle istituzioni, dovranno saper far tesoro dell’esortazione del governatore di Bankitalia Visco ad unirsi in un patto per lo sviluppo. Ho grande fiducia nel negli imprenditori toscani. Insieme possiamo reagire al monito di Papa Francesco: peggio di questa crisi c’è solo sprecarla».


Proseguiamo il nostro cammino, al servizio delle comunità DAL TERRITORIO / Primo Piano
autore: Cristiano Iacopozzi
Presidente ChiantiBanca
 

CARO SOCIO,

condivido questo intervento con l’intero Consiglio di Amministrazione, a cui rivolgo parole di sincero ringraziamento per la lealtà e l’instancabile lavoro profuso nei tre anni di cammino comune.

Siamo stati eletti in un momento di grande difficoltà per la nostra banca: l’onda lunga della pesantissima perdita di bilancio 2016 e di un’assemblea su cui convogliarono tensioni frutto di mesi terribili che – senza possibilità di smentita – possono essere ricordati come i più complicati della storia di ChiantiBanca, ci hanno accompagnato a lungo in quella che, per molti di noi, era la prima esperienza in un Consiglio di Amministrazione di un istituto di credito.

Nella lettera a mia firma inserita nell’avviso di convocazione dell’Assemblea sociale avete trovato alcuni numeri che, in maniera specchiata e puntuale, rappresentano la crescita di ChiantiBanca nel triennio: non voglia essere un’autocelebrazione, non è mai stato nello stile del nostro Consiglio, in più la situazione del mondo creditizio in generale, e di quello cooperativo nello specifico, non consentono momenti di rilassatezza e cali di tensione.
Resta l’evidenza del sensibile miglioramento di tutti i principali indicatori di bilancio: mi preme sottolineare, facendomi anche portavoce degli altri componenti del Cda e dell’Esecutivo, soprattutto quelli che fanno riferimento alla qualità del credito, a testimonianza di come la nostra
banca abbia costruito basi solide su cui poggiare prospettive di sviluppo e ulteriore crescita.

La stessa soddisfazione arriva da ciò che esprimono gli indicatori patrimoniali e di liquidità, la crescita della compagine sociale – siamo la quinta Bcc in Italia come numero di soci, oltre 27.500 – , e naturalmente l’utile, in termini assoluti decisamente oltre le previsioni, e in progressivo
miglioramento dal 2017 a oggi.

Crediamo di aver lavorato al meglio delle nostre possibilità, pronti a metterci in gioco in qualsiasi momento e rivedendo le nostre posizioni quando le risposte non erano in linea con le previsioni.

Abbiamo ascoltato qualsiasi ragionevole richiesta: impensabile assecondarle nella loro totalità ma è soprattutto di fronte al rifiuto che ci abbiamo messo la faccia, presidiando e assistendo i territori secondo i valori che un credito cooperativo non deve mai dimenticare.

Lo abbiamo fatto anche grazie alla collaborazione di tutti i nostri compagni di viaggio: chi ci ha sostenuto senza alcun interesse personale bensì per il puro piacere di contribuire alla crescita della banca e chi ci ha criticato, anche duramente, rappresentando uno stimolo a fare sempre di
più e sempre meglio; i nostri dipendenti, meritevoli di un convintissimo applauso collettivo per come hanno saputo muoversi in mezzo a mille difficoltà; Fondazione ChiantiBanca e ChiantiMutua, importantissimi nella quotidianità per sostenere i territori e impreziosire il valore di far parte della comunità di ChiantiBanca.
Abbiamo il desiderio che il nostro percorso prosegua: per questo ci siamo ripresentati al giudizio dei Soci quasi in blocco (undici consiglieri su tredici), rinnovando la voglia di mettersi al vostro servizio. Siamo certi che, solo unendo le forze, la nostra banca giocherà un ruolo di primo
piano nelle prossime partite che il mondo della cooperazione dovrà affrontare.

A nome di tutto il Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale, Ti saluto con affetto.

Cristiano Iacopozzi è Presidente ChiantiBanca da maggio 2017. Laurea in Scienze Economiche e Bancarie, è docente di Asset Allocation nella facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Siena. Dal 1993 svolge attività di formazione e di consulenza ed è autore di pubblicazioni nel mondo bancario.

900mila euro sul territorio DAL TERRITORIO / Primo Piano
autori: Ilaria Camiciottoli e Alessia Naldini
 Consigliere di Amministrazione ChiantiBanca

CONTINUA L’IMPEGNO DI CHIANTIBANCA nel sostenere le iniziative di soci e clienti del territorio. Come banca di credito cooperativo il nostro istituto è infatti chiamato a supportare e valorizzare l’ambiente in cui opera.

Per capirne il motivo, possiamo prendere in prestito una metafora del professor Stefano Zamagni, che paragona questa particolare tipologia di realtà bancaria a Giano Bifronte, la divinità romana dai volti opposti, che riesce a tenere insieme una doppia anima: una, che vede il credito cooperativo costretto ad operare secondo la logica economica di mercato (e quindi a produrre utili); l’altra, caratterizzata da una finalità sociale (volta al sostegno ed alla valorizzazione del territorio).

Come Giano Bifronte, ChiantiBanca dovrà avere la capacità di guardare contemporaneamente sia alle sfide del futuro, partendo dalle nuove tecnologie, che al passato, rimanendo saldamente ancorata alle proprie radici ed alle relazioni costruite con i soci e clienti del territorio.

Proprio per questo, anche nel trimestre maggio-luglio 2019, il territorio ha ricevuto il nostro supporto in numerose occasioni, incrementando sensibilmente l’impegno che da inizio anno ChiantiBanca ha riservato sul territorio attraverso l’erogazione di risorse per un ammontare complessivo di quasi 900mila euro destinate a qualsiasi tipo di settore: dallo sport (29%) al volontariato (8%), dagli eventi e associazioni culturali (28%) alle istituzioni e alla promozione del territorio (35%).

Iniziando da Siena, è doveroso citare il Palio, evento simbolo della città che da secoli, nei tre giri di Piazza del Campo, tiene i cittadini, e non solo, col fiato sospeso, nella speranza di veder trionfare la propria contrada o quantomeno perdere quella avversaria. Anche quest’anno ChiantiBanca ha sostenuto tutte le diciassette contrade e la relativa editoria, con particolare riferimento alla pubblicazione dei “Giornalini di contrada” e del “Quaderno del Magistrato”.

Possiamo proseguire menzionando il sostegno all’Associazione Culturale Music Ensemble, che ha curato la rassegna musicale e canora in occasione delle celebrazioni per Santa Caterina e che è presente da circa 20 anni sul territorio senese per promuovere l’arte di fare musica insieme.

La nostra banca, così ancorata al territorio da averne mutuato il nome, è sempre attenta alle eccellenze che lo contraddistinguono, come l’olio. Ecco dunque la sponsorizzazione del convegno sul tema “Olio 2030: cultura, identità, territorio, qualità e sviluppo sostenibile”, che si terrà a Siena in occasione del venticinquesimo anniversario dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio, nata per diffondere in tutta Italia la cultura olivicola.

Sul territorio del Chianti, vogliamo ricordare l’impegno della banca nel sostenere i volontari che da secoli partecipano alla vita sociale occupandosi degli altri: l’Arciconfraternita della Misericordia di San Casciano in Val di Pesa è stata sostenuta per l’acquisto di nuove ambulanze a servizio della comunità, ma anche supportando l’evento in cui è stato restituito il restaurato Crocifisso ligneo di Simone Martini dall’Opificio delle Pietre Dure.

A livello istituzionale ChiantiBanca ha sostenuto il Comune di San Casciano in Val di Pesa per le attività didattiche-natatorie della piscina e per quelle legate alla gestione del Museo Civico e del Teatro Niccolini, che ogni anno promuovono iniziative per gli abitanti di San Casciano e dei comuni limitrofi.

Altro rapporto istituzionale ormai consolidato nel tempo è quello con il Comune di Carmignano: ChiantiBanca ha contribuito a sostenere le attività culturali e ricreative patrocinate che coinvolgono gran parte dei residenti, ma anche numerosi turisti e visitatori stranieri.

Anche l’area del Tirreno, territorio di più recente sviluppo, ha visto la presenza della banca. Partendo dal sostegno all’Associazione per il centro storico di Empoli (che organizza sul territorio importanti eventi e momenti di aggregazione), si arriva alle iniziative quali quelle dell’Associazione Sportiva Zone, che gestisce un’importante palestra nel pisano. Ciò a dimostrazione di quanto ChiantiBanca sia anche attenta allo sport e supporti molte società che fanno riferimento a differenti discipline: dal calcio (Rondinella Ponte a Greve Marzocco, Unione Sportiva Pistoiese), al tennis (Tc Pistoia e Tc Poggibonsi), dalla pallavolo (ASD Volley Prato, Savino del Bene Volley Scandicci, CUS Siena, Pallavolo Bacci Campi Bisenzio), al rugby (Club sportivo Scandicci), finendo con il sostegno al basket: Virtus Siena e Pistoia Basket, unica società professionistica del panorama toscano e punto di riferimento degli appassionati non solo locali ma anche dell’intera regione.

Ilaria Camiciottoli è consigliera di amministrazione di ChiantiBanca dal maggio 2017. Vanta due lauree: Economia Aziendale e Educazione Professionale. Due anche le professioni svolte: educatrice per l’assistenza scolastica a bambini con difficoltà e titolare dell’azienda vitivinicola La Collina.
Alessia Naldini è nata a Bagno a Ripoli ma vive tra Tavarnelle Val di Pesa e Milano. Laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Firenze, imprenditrice sociale e co-founder di un’agenzia specializzata in turismo culturale e marketing territoriale, dal 2017 è membro del Consiglio di Amministrazione di ChiantiBanca. 


Bilancio semestrale, il percorso di rafforzamento si consolida DAL TERRITORIO / Primo Piano
autori: Cristiano Iacopozzi e Mauro Focardi Olmi
Presidente e Direttore Generale ChiantiBanca

CARI SOCI,

ci eravamo lasciati alla vigilia dell’Assemblea del 12 maggio – alla quale avete partecipato molto numerosi e di questo vi ringraziamo nuovamente – con una situazione che ci aveva indotto a scrivere di essere “ottimisti sul futuro di ChiantiBanca, la nostra banca”.

I mesi successivi hanno confermato il buon andamento dei conti con i principali indicatori in ulteriore miglioramento, e di questo vi diamo opportuno aggiornamento.

La raccolta complessiva, al 30 giugno 2019, è cresciuta di oltre 130 milioni rispetto a fine 2018, arrivando, in settembre, a sfiorare una crescita di circa 200 milioni.

Gli impieghi, al netto dei recuperi su sofferenze e inadempienze probabili, hanno mantenuto i livelli di fine 2018 e questo può essere considerato un risultato soddisfacente in considerazione dell’andamento incerto dell’economia italiana.

Anche gli obiettivi commerciali sono stati generalmente raggiunti o superati: meritano una citazione particolare i risultati conseguiti sui prodotti legati alla gestione di risparmio, previdenza, piccoli finanziamenti, conti correnti e welfare.

Ci fa piacere evidenziare come questo sia stato possibile anche grazie alla nuova struttura organizzativa della “Rete Commerciale” – presentata proprio nello scorso numero della newsletter – che ci permette di avere una maggiore proattività verso la clientela, attuale e potenziale.

Altro importante obiettivo che dovevamo perseguire con decisione riguardava la necessità di diminuire il costo del credito, risultato da ottenere sia attraverso la diminuzione degli NPL netti che puntando alla riqualificazione del portafoglio creditizio: ebbene la chiusura al 30 giugno ha evidenziato rilevanti progressi su questi indicatori che hanno reso possibile un’ulteriore discesa del Texas ratio e del NPL ratio mantenendo – o migliorando a seconda dei comparti – le coperture del portafoglio deteriorato rimanente.

Detto che anche i profili di liquidità e di patrimonializzazione continuano a mantenersi al di sopra dei requisiti regolamentari, sottolineiamo inoltre che, sempre al 30 giugno, la somma algebrica riveniente dal marcato contributo del portafoglio titoli di proprietà, dalla robusta diminuzione del costo del credito e dal miglioramento del margine di intermediazione ha permesso, nonostante un aumento dei costi imputabili a operazioni straordinarie di sistema, il conseguimento di un solido utile.

Se questo andamento sarà confermato, e i mesi di luglio e agosto fanno ben sperare in proposito, la banca avrà a disposizione le risorse necessarie per porre in essere, entro la fine del 2019, un’importante diminuzione del portafoglio deteriorato senza avere impatti negativi sull’utile atteso.

Attraverso questa operazione, che anticiperebbe di ben due anni quando previsto dal Piano industriale quinquennale, potremo consolidare il nostro percorso di rafforzamento, proponendosi sul mercato come attore di riferimento per i territori di competenza.

Nel frattempo, prosegue il percorso di integrazione della nostra Bcc all’interno del gruppo Iccrea, che ha preso avvio lo scorso 4 marzo. Il funzionamento del gruppo consentirà, nel tempo, a ChiantiBanca di continuare a svolgere al meglio il proprio ruolo di banca locale al servizio del territorio, beneficiando di un ampliamento nella gamma di prodotti e servizi offerti, al fine di accrescere il soddisfacimento delle esigenze di soci e clienti. 

Del resto, anche nel corso del 2019 abbiamo fatto fino in fondo la nostra parte di banca locale: a tutto agosto avevamo sostenuto circa 900 mila € di iniziative sui territori di riferimento, erogando il nostro sostegno per attività culturali, sportive, di supporto al terzo settore (in questa newsletter troverete un intervento delle consigliere Ilaria Camiciottoli e Alessia Naldini sulle nostre sponsorizzazioni e in particolare sulle iniziative sostenute da maggio a luglio).

Continueremo ad essere sempre al fianco dei territori, preservando il ruolo e la funzione di banca locale: solo salvaguardando le specificità uniche del credito cooperativo, potremo sempre presidiare le comunità locali e preservare la funzione mutualistica che costituisce un unicum nel panorama bancario e che consente alla cooperazione di credito di svolgere un ruolo centrale per l’economia toscana e del Paese.

Cari Soci, riteniamo come la fiducia che avete riposto in noi e nella vostra banca, stia dando i frutti desiderati: tutto ciò restando una vera Banca Cooperativa – come siamo ben orgogliosi di essere – che per noi vuol dire essere, prima di tutto, una “Banca del Territorio”.

Un caloroso saluto.

Cristiano Iacopozzi è Presidente ChiantiBanca da maggio 2017. Laurea in Scienze Economiche e Bancarie, è docente di Asset Allocation nella facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Siena. Dal 1993 svolge attività di formazione e di consulenza ed è autore di pubblicazioni nel mondo bancario. 
Mauro Focardi Olmi è direttore generale di ChiantiBanca dal 15 giugno 2017. E’ stato direttore generale della Banca Area Pratese dal novembre 2013 al luglio 2016 e vice direttore generale di ChiantiBanca per complessivi sette anni (con inizio nel dicembre 2007, quando fa il suo ingresso nel mondo di credito cooperativo, poi dal luglio 2016). In precedenza, vanta un lunghissimo percorso professionale nel mondo Abi, dove svolge mansioni apicali in tre banche: Banca Nazionale dell’Agricoltura (dal 1980 al settembre 2000), Banca Antonveneta (ottobre 2000-marzo 2007) e Banca Abn Amro (aprile-novembre 2007). 

 


Restare noi stessi DAL TERRITORIO / Primo Piano
autore: Giuseppe Maino
Presidente Iccrea Banca

CARI SOCI DI CHIANTIBANCA,

è iniziata l’era dei Gruppi Bancari Cooperativi. 

Il Gruppo Iccrea è operativo dal 4 marzo scorso e con l’Assemblea dei Soci del 30 aprile si è dato una nuova governance eleggendo il Consiglio di Amministrazione che, per la prima volta, prevede la presenza di cinque consiglieri indipendenti, ovvero esterni al nostro mondo. Tutti loro, insieme ai dieci rappresentanti delle Banche aderenti, saranno impegnati per tre anni in un lavoro di strutturazione e organizzazione non facile, ma determinante per costruire le basi di un solido futuro per una parte importante del Credito Cooperativo nazionale.

Ci attende un lavoro lungo che comporterà razionalizzazioni, investimenti, realizzazione di sinergie e progetti che, nel giro di qualche anno, dovranno ridisegnare l’attività sia della Capogruppo sia delle Banche aderenti. L’obiettivo primario è quello di creare una struttura consolidata ed efficiente, capace di fornire prodotti e servizi efficaci alle Bcc aderenti, affinché possano operare nei propri territori ancor meglio di quanto fatto sino ad oggi.

Ci sono obiettivi sfidanti da perseguire per onorare gli impegni verso la Vigilanza Europea, ma soprattutto per accrescere la nostra redditività e quindi consolidare i patrimoni. Solo così potremo far fronte alle stringenti garanzie richieste dalle direttive nazionali ed europee per fare Banca in un mercato che ha visto evolvere le sue necessità finanziarie, pur in un contesto di grandi difficoltà economiche. Per dare alle Bcc aderenti l’opportunità di operare al meglio in un mercato in trasformazione, riducendo al minimo l’impatto delle direttive conseguenti, sarà fondamentale il ruolo di direzione, coordinamento e controllo del Gruppo con i suoi investimenti comuni e la sua capacità di esprimere importanti sinergie.

Seppur impegnati in questo complesso lavoro operativo, credo sia importante non dimenticare alcune caratteristiche e valori propri del nostro essere Banche Cooperative.

Credo di poter affermare che sul mercato non ci sono modelli con cui confrontarci: il nostro è un Gruppo speciale perché è composto da Banche speciali. Qualsiasi tentativo di omologazione dovessimo prendere in considerazione non potrà che dare frutti negativi e potrebbe persino portarci all’estinzione. Dobbiamo e vogliamo restare noi stessi, fare leva su quelle che storicamente sono le nostre forze: il localismo, la relazione e i valori umani che sottendono il nostro modo di fare banca.

Non possiamo e non dobbiamo dimenticare la nostra storia e le ragioni profonde per cui siamo nati e ci siamo evoluti negli anni. I principi ispiratori che sono alla base della nostra responsabilità sociale (art. 2 dei nostri Statuti) devono guidarci anche nell’era dei Gruppi Bancari. Essere Banche Locali non vuol dire essere meno importanti, vuol dire anzi avere piena coscienza del nostro ruolo e una profonda conoscenza della nostra tradizione, del nostro territorio e della nostra gente. La dimensione importante la garantirà la Capogruppo, consolidando le attività delle Banche aderenti e fronteggiando per loro, attraverso adeguati investimenti, le incombenze della Vigilanza e le sfide della concorrenza.

Realizzare un Gruppo performante ed efficiente sarà impegnativo e richiederà qualche anno di lavoro, ma la vera sfida sarà farlo mantenendo sempre in evidenza i nostri valori: l’attenzione al territorio e alle persone.

Per fare impresa in modo produttivo e garantire al contempo la nostra missione sociale sui territori avremo bisogno del coinvolgimento di tutti, affinché Capogruppo e singole Banche viaggino sempre con convinzione nella stessa direzione. Il nostro è un progetto entusiasmante che impone certamente un grande cambiamento per svilupparsi, ma che offre anche una grande opportunità: quella di disegnarci da soli il nostro futuro. E come spesso accade l’opportunità comporta anche una grande responsabilità, quella di farlo al meglio. 

Il Gruppo Bancario Iccrea deve sempre ricordarsi che sono le Banche ad essere al centro del grande progetto di Gruppo e che la sua, oltre che una posizione di direzione, coordinamento e controllo deve esser soprattutto una posizione di servizio verso le BCC. 

Le Banche a loro volta devono essere coscienti che i nuovi vincoli derivanti dallo stare in Gruppo sono necessità comuni che permettono di ottenere benefici trasversali, ma impongono anche una responsabilità maggiore. Per questo ciascuna BCC aderente avrà delle obbligazioni supplementari rispetto al passato. Se sino ad oggi rispondeva solo alla propria Compagine Sociale e ai propri Clienti, domani dovrà avere la consapevolezza che i propri risultati, siano essi positivi o negativi, incideranno anche su tutte le componenti del Gruppo. Questo è l’effetto del consolidamento, ma soprattutto delle Garanzie reciproche a cui il Contratto di Coesione ci vincola.

Ecco gli impegni che ci propone il nostro tempo, impegni che porteranno a progetti e riorganizzazioni, in grado di assicurare, con un modello diverso e più consono ai tempi attuali, un futuro luminoso al Credito Cooperativo Italiano, così come lo è stato il passato nei primi 130 anni della sua storia.

 

Giuseppe Maino, è laureato in ingegneria civile al Politecnico di Milano. E’ presidente di Iccrea Banca dal 7 marzo 2019. Dal 1° luglio 2017 è presidente della Bcc Milano, la più grande della Lombardia. E’ vice presidente della Federazione Lombarda delle banche di credito cooperativo. Dal 2018 è consigliere di amministrazione dell’Associazione Bancaria Italiana. Fra i suoi tanti incarichi in società ed enti del movimento cooperativo, anche la presidenza della Bcc di Carugate – luogo di nascita – dal 2002.

Bella da gustare DAL TERRITORIO / Primo Piano
autore: Bruno Bruchi
Fotografo e scrittore

NON SONO UN ESPERTO DI ECONOMIA, ma un fotogiornalista innamorato della mia terra e un eno-gastronomo che si gode i suoi frutti, pertanto mi permetto di parlare della provincia dove sono nato dal mio punto di vista, che non è quello prettamente dell’analisi economica.

Probabilmente la fortuna di questo territorio, sicuramente tra i più belli e desiderati d’Italia, è stata quella di essere tagliato fuori dalle grandi vie di comunicazione, niente autostrada, di ferrovia non ne parliamo, figuriamoci un aeroporto. Questa situazione, che può sembrare un problema a lungo andare, ha invece preservato un territorio intatto dal punto di vista paesaggistico e poco antropizzato, tanto che la campagna è ancor oggi quella raffigurata nei “fondo oro” dei maestri senesi del Trecento, nonché custode di un inestimabile patrimonio artistico.

Infatti la fa da padrone il turismo con oltre 1.200 agriturismi e ben quattro sono i siti che l’Unesco ha riconosciuto come Patrimonio Mondiale dell’Umanità: Siena, la Val d’Orcia, San Gimignano e Pienza. Italiani e stranieri hanno scelto spesso questa provincia, ma negli anni il turismo internazionale ha assunto un ruolo decisivo con una spesa che si attesta sui 400 milioni.

In agricoltura la parte del leone la fa la vitivinicoltura con le sue numerose DOC e DOCG. Alcuni dei vini più ambiti nel mondo si producono qui: Brunello di Montalcino, Nobile di Montepulciano, Chianti Classico e Vernaccia di San Gimignano che ha ottenuto la DOC, primo vino italiano, nel 1966. 

Questa combinazione favorevole tra bellezza e integrità del territorio fa sì che molti produttori siano in conversione al biologico o al biodinamico e penso che nel prossimo futuro si andranno a costituire veri e propri distretti del bio. Stessa cosa succede nel grano, terra vocata la nostra per il recupero di molte varietà di grani antichi, anche questi sempre più figli di un’agricoltura organica, che diventeranno pane, pasta, dolci tipici e altre prelibatezze.

Chi pensa a una buona bistecca pensa alla chianina e il nome ovviamente viene dalla Val di Chiana con allevamenti bradi di gran livello, dove pascola fin dai tempi degli Etruschi. Mentre una succulenta carne è sicuramente quella del maiale di Cinta Senese, una razza autoctona molto rustica, raffigurata già nel 1338 da Ambrogio Lorenzetti in un famoso affresco conservato nel Palazzo Comunale di piazza del Campo che, partita da qui, ha convinto moltissimi produttori di tutta la Toscana al recupero di grandi appezzamenti di bosco per il suo pascolo.

Anche il formaggio pecorino ovviamente rientra tra i grandi prodotti, nessuno esce da Pienza senza un pezzo di “cacio” stagionato nella cenere, in grotta, nelle vinacce o in ogni altro modo che lo renda unico e goloso. E infine il prezioso e versatile olio extravergine d’oliva, ottenuto dalle cultivar Frantoio, Correggiolo, Leccino e Moraiolo: ottimo come condimento a crudo di verdure, pinzimonio e bruschette, in cottura è ideale per la preparazione dei tradizionali piatti della gastronomia senese in particolare a base di legumi oppure come ingrediente gustoso per zuppe.

Ovviamente la provincia di Siena non è solo agricoltura. Lo sviluppo del settore farmaceutico e dei vaccini negli ultimi anni ha fatto sì che nascesse un vero e proprio polo, intorno al quale gravitano i più grandi scienziati e ricercatori da tutto il mondo, con ovviamente un indotto sempre più in crescita.

Ma anche alcune industrie della Val d’Elsa, dopo anni difficili, stanno ripartendo brillantemente, vedi il settore dei camper, del movimento merci, delle macchine per l’edilizia, degli strumenti di precisione.

L’Università degli Studi di Siena è un ateneo statale fondato nel 1240 con le Scuole di Medicina e Diritto, attestandosi come una delle più antiche università italiane ed europee che ancor oggi attrae molti giovani: gli studenti sono circa 16mila. Senza scordarsi il Santa Maria della Scala, antico ospedale sulla via Francigena, millenario simbolo di accoglienza e di umanità, nonché contenitore di sublimi opere artistiche, essendo attualmente polo museale e culturale. 

Quindi Siena, città chiusa nel suo scrigno medioevale e poco avvezza alla banalità, può più di altre province superare le crisi con la bellezza, l’eleganza, il genio e la bontà dei prodotti delle sue terre, sopravvivendo anche a momenti difficili. La differenza la fanno gli uomini e le donne che devono essere lungimiranti imprenditori, aperti al mondo e alle nuove tecnologie, senza dimenticare quello imparato fin da piccoli, ovvero che il bello e il buono non è cosa da poco.

 

Bruno Bruchi, fotografo pubblicitario ed editoriale, da anni collabora con le maggiori case editrici e riviste italiane ed internazionali. Particolarmente noti sono i suoi volumi a soggetto paesaggistico, artistico, architettonico, ed enogastronomico. Molte delle sue campagne realizzate in ambito pubblicitario hanno ottenuto premi e riconoscimenti a livello internazionale.

Rinnovata la filiale di Tavarnelle: il taglio del nastro Primo Piano

Lavori a tempo di record (poco più di due mesi) e, durante il cantiere, massima attenzione a soci e clienti con l’installazione (per la prima volta nel Chianti) di una sede mobile.

Martedì 5 maggio si è inaugurata, in via Palazzuolo a Tavarnelle, la rinnovatissima filiale di ChiantiBanca, realizzata secondo il moderno “concept” scelto dalla banca per i suoi sportelli.

Che si sviluppa secondo una nuova concezione che punta a valorizzare i servizi di consulenza e di relazione con il cliente, ed a semplificare e velocizzare le normali operazioni di prelievo e versamento.

Un mix di nuova tecnologia, attenzione alle esigenze del cliente, comfort. In uno spazio aperto, trasparente, che ricorda più un luogo di incontro e di intrattenimento che non una tradizionale filiale bancaria.

Già attiva da alcuni giorni, la rinnovata sede ha accolto soci e clienti per un brindisi augurale e per mostrare il nuovo volto.

Al taglio del nastro, che ha fatto seguito alla benedizione dei locali eseguita dal parroco della chiesa di Santa Lucia al Borghetto don Franco Del Grosso, il sindaco di Tavarnelle David Baroncelli, il comandante della Stazione dei carabinieri Giuseppe Cantarero e i vertici di ChiantiBanca: il presidente Claudio Corsi, il vicepresidente vicario Stefano Mecocci, il direttore generale Andrea Bianchi.

Venerdì 8 maggio alle 18.30 secondo taglio del nastro in un’altra importantissima filiale, quella di Fontebecci (Siena): interamente rinnovata secondo gli stessi concetti, per un’idea di banca che guarda con entusiasmo al presente e al futuro.

 



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