DAL TERRITORIO


Al passo coi tempi DAL TERRITORIO
autore: Paolo Piazzini
Responsabile Direzione Comunità e Territori

La centralità dei soci nella strategia di sviluppo di ChiantiBanca, come stabilito nel Piano Strategico 2020-23, ha trovato il primo momento di attuazione nella creazione, all’interno della struttura organizzativa della Banca, della “Direzione Comunità e Territori”.

Il Consiglio di Amministrazione della Banca, nella seduta del 23 aprile, ha approvato la proposta del Direttore Generale di istituire la nuova Direzione con l’obiettivo di riportare territori e comunità al centro di ChiantiBanca, di avviare un progetto di valorizzazione e sviluppo della relazione con le comunità di riferimento, nonché di rafforzare il legame e il senso di appartenenza della compagine sociale.

Le sue principali attività saranno quelle di supportare il Consiglio di Amministrazione, il presidente e il direttore generale nelle relazioni istituzionali, gestire le relazioni con la compagine sociale (compiti finora assegnati all’ufficio Soci che viene collocato all’interno di questa Direzione), proporre le iniziative della Banca sui territori, gestire le relazioni con Fondazione e Mutua e sviluppare le iniziative a favore di soci, enti e associazioni del territorio.

Di seguito l’intervento del responsabile della nuova Direzione, Paolo Piazzini.

“Tra i nostri 27.526 soci, ce n’è uno che si chiama Ovidio, socio di ChiantiBanca da oltre 50 anni. Quando nell’agosto del 1968 fu ammesso alla compagine sociale dell’allora Cassa Rurale, ne diventò illimitatamente responsabile e non lo fece certo per una particolare condizione di conto corrente. Insieme ad Ovidio ci sono ancora una decina di soci che nel decidere di far parte della “banchina”, prima delle modifiche statutarie del 1972, misero a servizio della loro comunità tutto il proprio patrimonio, grande o piccolo che fosse.

Se nel 2020 ChiantiBanca ha creato una Direzione “Comunità e Territorio”, lo ha fatto per ripartire da lì.

Il sistema bancario sta cambiando rapidamente. Una parte dei servizi tradizionali spariranno e altri verranno intermediati da nuovi soggetti, anche non bancari. Le multinazionali del credito si presenteranno sul mercato con prodotti totalmente anonimi e spersonalizzati, e con tariffe sempre più aggressive.

Il mondo del credito cooperativo dovrà completare il processo di innovazione tecnologico per essere sempre al passo con le nuove esigenze del mercato, ma non dovrà commettere l’errore di sfidare quelle controparti su quei tavoli. Dobbiamo tornare a giocare sul nostro campo, dove non solo siamo i migliori, ma dove soprattutto gli altri non sanno e non possono giocare.

La nostra sfida sarà quella di valorizzare il carattere mutualistico della nostra attività, il senso di appartenenza al territorio. Il nostro socio deve tornare a percepire chiaramente il valore, i vantaggi e la protezione che offre far parte di una comunità.

Faremo crescere e conoscere la nostra Mutua, soprattutto sui nuovi territori dove ancora è meno diffusa, ampliando i vantaggi che offre agli associati. E’ già stato messo a disposizione un numero verde e un portale per le prenotazioni delle prestazioni sanitarie.

Cercheremo di rendere più fruibili per i soci le opportunità generate dai sodalizi con il mondo associazionistico e del terzo settore, che vengono sostenuti con contributi e sponsorizzazioni, sia dalla banca che tramite la Fondazione.

Ripenseremo al catalogo prodotti per i soci, cercando di recepire al meglio le esigenze degli stessi, con nuovi servizi o migliorando quelli in essere.

Credo che questa pandemia ci abbia insegnato che nessuno può sentirsi al sicuro, se non all’interno di un sistema efficiente, solido, ma basato sulla reciproca assistenza e sull’attenzione al sociale.

E credo che Ovidio, dopo 50 anni, chieda ancora questo alla sua banca.”


Patto di sviluppo DAL TERRITORIO
Pubblichiamo integralmente l’intervista al direttore generale Mirco Romoli uscita su la Repubblica lunedì 8 giugno 
di Maurizio Bologni

Mirco Romoli, neo direttore generale di ChiantiBanca, 27.500 soci, prima Bcc in Toscana, quinta in Italia su 136, che azienda ha trovato?

«Quella che speravo, persone e competenze capaci di interpretare il ruolo di banca del territorio. Le racconto un episodio di un mese fa. In piazza a San Casciano mi ferma un’anziana di 75 anni: “Lei è il direttore, vero? Guardi che io sono socia da 50 anni e voglio che i miei risparmi li usiate bene. Li state prestando alle aziende in difficoltà, vero? Ci conto”. È la cooperazione».

Dei dati di bilancio 2019 quale le piace di più?

«Rafforzamento patrimoniale e rientro nei parametri di sostenibilità previsti in relazione al credito deteriorato, un’operazione di equilibrio gestionale da attribuire a chi mi ha preceduto e al Cda in scadenza. Da qui siamo ripartiti varando insieme alla capogruppo Iccrea un piano industriale ambizioso ma realizzabile, con una mission che nel titolo dice molto: “persone, territori, valore”. Dovremo rivederlo dopo il lockdown ma i macro obiettivi non cambiano. E non vediamo l’ora di passare ai fatti».

Lei arriva a febbraio, poi il lockdown. Come lo ha affrontato?

«Se vogliamo trovare un elemento positivo della pandemia, è che ci ha imposto un cambiamento rapido senza pesare sulla produttività. Abbiamo messo in smart working il 25% del personale, il 70% è stato coinvolto in attività di formazione a distanza, abbiamo così ridotto del 37% la forza lavoro presente negli uffici e spostato in un giorno 30 persone a rafforzare l’area fidi dove solitamente lavorano in 20».

Ma neppure in questa circostanza le banche sono sfuggite all’accusa di inefficienze e ritardi. Come replica?

«Che una cosa è la garanzia di Stato, altro la valutazione di merito creditizio che neppure in questa circostanza le banche possono eludere. Noi abbiamo cercato di giocare d’anticipo, aggiornato il modello di servizio per raggiungere meglio pmi e famiglie, già da metà marzo iniziato a contattare la clientela per offrire la moratoria di rate e anticipi di fatture, avviato misure di sostegno al bisogno di liquidità erogando credito a casi urgenti anche nelle more dei meccanismi statali e in attesa delle garanzie. In numeri: 2.700 domande di credito garantito per un importo totale superiore ai 50 milioni, 2.000 hanno già ottenuto l’erogazione, alle altre i soldi stanno arrivando in questi giorni. Bocciato solo un 5%».

Quanti mutui avete sospeso?

«Per 900 milioni di capitale, il 25% del quale sospeso autonomamente dalla Banca sebbene i casi non rientrassero in quelli a cui il Cura Italia concedeva in quel momento la tutela».

Banche nel mirino anche nella fase 2: file, disservizi, disguidi.

«Da mesi i colleghi lavorano anche il sabato e la domenica. Mai chiusa una filiale, rafforzato il contact center, le visite in banca avvengono su appuntamento ma non rimandiamo mai indietro nessuno, in giugno faremo altri passi verso la normalità, forse riaprendo le casse».

Ora serve far ripartire l’economia.

«La preoccupazione è forte, il Pil avrà un crollo verticale, settori come il turismo si riprenderanno solo nel 2021 e il rischio da scongiurare è che, dopo le crisi sanitaria e economica, esploda una drammatica crisi sociale. Dal 2008 banche e imprese sono uscite rafforzate e, insieme alle istituzioni, dovranno saper far tesoro dell’esortazione del governatore di Bankitalia Visco ad unirsi in un patto per lo sviluppo. Ho grande fiducia nel negli imprenditori toscani. Insieme possiamo reagire al monito di Papa Francesco: peggio di questa crisi c’è solo sprecarla».


Il modello ChiantiMutua DAL TERRITORIO
autore: Giancarlo Landini
Presidente Fondazione Santa Maria Nuova

Da alcuni anni ChiantiMutua sta assicurando il suo sostegno alla “Fondazione Santa Maria Nuova Onlus”. Come Presidente della Fondazione sono molto riconoscente per il rapporto continuativo che la Mutua di ChiantiBanca ha voluto mantenere con noi.

La Fondazione Santa Maria Nuova, nata nel 2015 per volontà della Azienda Sanitaria di Firenze, è deputata alla conservazione del patrimonio artistico di Santa Maria Nuova attraverso la gestione del suo percorso museale e alla valorizzazione della storia sanitaria ed artistico-architettonica dell’ospedale. Ma la Fondazione ha anche un’altra finalità che è quella di mettere in rapporto l’Azienda Sanitaria con il proprio territorio e quindi con gli altri ospedali della area fiorentina: San Giovanni di Dio e Santa Maria Annunziata e dopo la creazione della Azienda USL Toscana Centro anche con gli ospedali di Empoli, Prato e Pistoia.

ChiantiBanca e ChiantiMutua, molto attente al territorio, sono il partner ideale per la nostra organizzazione, costantemente impegnata nel sostegno ad una rete di strutture sanitarie che copre una parte importante della Toscana. La “Fondazione Santa Maria Nuova” va quindi vista come una cerniera fra gli ospedali fiorentini e il loro territorio e ChiantiMutua, collaborando con noi, svolge appieno le finalità per la quale è stata costituita: essere vicina ai cittadini del territorio.

Nella emergenza COVID-19, la presenza della Fondazione Santa Maria Nuova è stata cruciale per gli ospedali. Ha saputo raccogliere le donazioni fatte e metterle a frutto immediatamente acquisendo macchinari indispensabili (ventilatori ed ecografi) e DPI, quando all’inizio ve ne era carenza. E’ stato un innegabile successo.

Nell’emergenza coronavirus, pur con grandi difficoltà, gli ospedali hanno retto bene la prova. Si è creata subito una collaborazione multidisciplinare ed anche multiprofessionale con gli infermieri che ha permesso di trattare efficacemente i pazienti e i tassi di mortalità non sono stati particolarmente elevati, anche se il tributo pagato dalle persone anziane è stato alto. I nostri ospedali, che erano organizzati per curare malati cronici riacutizzati, si sono trasformati in pochi giorni in ospedali in grado di trattare pazienti infettivi acuti con un netto aumento dei letti di intensiva e subintensiva che ci ha dato la possibilità di superare la crisi.

Un’organizzazione che vogliamo mantenere anche per il futuro, data la carenza cronica registrata in passato di letti per acuti. E’ stato effettuato anche un intervento importante sul territorio, specie nelle RSA, che ha permesso di curare in sicurezza gli anziani all’interno delle strutture sanitarie senza doverli ricoverare, mettendo a punto una nuova organizzazione ospedale-territorio che pensiamo di poter mantenere, se saremo in grado di garantire l’incremento di mezzi e personale.

In definitiva, credo che un maggior finanziamento degli ospedali pubblici da parte dello Stato, associata ad una collaborazione virtuosa con Fondazioni e privati, sia la chiave vincente per affrontare al meglio l’assistenza non solo a livello ordinario, ma anche nelle situazioni di emergenza.


Proseguiamo il nostro cammino, al servizio delle comunità DAL TERRITORIO
autore: Cristiano Iacopozzi
Presidente ChiantiBanca
 

CARO SOCIO,

condivido questo intervento con l’intero Consiglio di Amministrazione, a cui rivolgo parole di sincero ringraziamento per la lealtà e l’instancabile lavoro profuso nei tre anni di cammino comune.

Siamo stati eletti in un momento di grande difficoltà per la nostra banca: l’onda lunga della pesantissima perdita di bilancio 2016 e di un’assemblea su cui convogliarono tensioni frutto di mesi terribili che – senza possibilità di smentita – possono essere ricordati come i più complicati della storia di ChiantiBanca, ci hanno accompagnato a lungo in quella che, per molti di noi, era la prima esperienza in un Consiglio di Amministrazione di un istituto di credito.

Nella lettera a mia firma inserita nell’avviso di convocazione dell’Assemblea sociale avete trovato alcuni numeri che, in maniera specchiata e puntuale, rappresentano la crescita di ChiantiBanca nel triennio: non voglia essere un’autocelebrazione, non è mai stato nello stile del nostro Consiglio, in più la situazione del mondo creditizio in generale, e di quello cooperativo nello specifico, non consentono momenti di rilassatezza e cali di tensione.
Resta l’evidenza del sensibile miglioramento di tutti i principali indicatori di bilancio: mi preme sottolineare, facendomi anche portavoce degli altri componenti del Cda e dell’Esecutivo, soprattutto quelli che fanno riferimento alla qualità del credito, a testimonianza di come la nostra
banca abbia costruito basi solide su cui poggiare prospettive di sviluppo e ulteriore crescita.

La stessa soddisfazione arriva da ciò che esprimono gli indicatori patrimoniali e di liquidità, la crescita della compagine sociale – siamo la quinta Bcc in Italia come numero di soci, oltre 27.500 – , e naturalmente l’utile, in termini assoluti decisamente oltre le previsioni, e in progressivo
miglioramento dal 2017 a oggi.

Crediamo di aver lavorato al meglio delle nostre possibilità, pronti a metterci in gioco in qualsiasi momento e rivedendo le nostre posizioni quando le risposte non erano in linea con le previsioni.

Abbiamo ascoltato qualsiasi ragionevole richiesta: impensabile assecondarle nella loro totalità ma è soprattutto di fronte al rifiuto che ci abbiamo messo la faccia, presidiando e assistendo i territori secondo i valori che un credito cooperativo non deve mai dimenticare.

Lo abbiamo fatto anche grazie alla collaborazione di tutti i nostri compagni di viaggio: chi ci ha sostenuto senza alcun interesse personale bensì per il puro piacere di contribuire alla crescita della banca e chi ci ha criticato, anche duramente, rappresentando uno stimolo a fare sempre di
più e sempre meglio; i nostri dipendenti, meritevoli di un convintissimo applauso collettivo per come hanno saputo muoversi in mezzo a mille difficoltà; Fondazione ChiantiBanca e ChiantiMutua, importantissimi nella quotidianità per sostenere i territori e impreziosire il valore di far parte della comunità di ChiantiBanca.
Abbiamo il desiderio che il nostro percorso prosegua: per questo ci siamo ripresentati al giudizio dei Soci quasi in blocco (undici consiglieri su tredici), rinnovando la voglia di mettersi al vostro servizio. Siamo certi che, solo unendo le forze, la nostra banca giocherà un ruolo di primo
piano nelle prossime partite che il mondo della cooperazione dovrà affrontare.

A nome di tutto il Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale, Ti saluto con affetto.

Cristiano Iacopozzi è Presidente ChiantiBanca da maggio 2017. Laurea in Scienze Economiche e Bancarie, è docente di Asset Allocation nella facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Siena. Dal 1993 svolge attività di formazione e di consulenza ed è autore di pubblicazioni nel mondo bancario.

Verso l’assemblea DAL TERRITORIO

Prosegue la raccolta delle deleghe per esercitare i propri diritti nel corso dell’Assemblea ordinaria dei soci indetta per il giorno 25 giugno (prima convocazione) e per il giorno 26 giugno (seconda convocazione), entrambe alle ore 17.30 (QUI l’avviso di convocazione).

Si ricorda che il Consiglio di Amministrazione, in ragione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 e dei conseguenti provvedimenti normativi di ogni ordine e grado, ha previsto che l’Assemblea si svolga senza presenza fisica dei soci e quindi esclusivamente tramite il conferimento di delega e relative istruzioni di voto al Rappresentante Designato, che il CdA ha individuato nel notaio Marcello Focosi (ricordiamo che, ai sensi dell’art. 25 dello Statuto sociale, hanno diritto di esercitare il diritto di voto solo i soci che risultino iscritti nel Libro Soci almeno novanta giorni antecedenti la data di prima convocazione dell’Assemblea).

Questi punti all’ordine del giorno previsti:

  • Bilancio al 31.12.2019: deliberazioni inerenti e conseguenti;
  • Destinazione del risultato d’esercizio: determinazioni;
  • Politiche e prassi di remunerazione e incentivazione ai sensi dell’art. 30 dello Statuto Sociale e delle Disposizioni di Vigilanza emanate in materia;
  • Informativa in tema di “Attività di rischio e conflitti di interesse nei confronti di soggetti collegati alla Banca”;
  • Determinazione dei compensi per i componenti del Consiglio di Amministrazione, del Comitato Esecutivo e del Collegio Sindacale e delle modalità di determinazione dei rimborsi spese sostenute per l’espletamento del mandato;
  • Elezione dei componenti il Consiglio di Amministrazione;
  • Elezione del Presidente e degli altri componenti il Collegio Sindacale;
  • Elezione del Presidente e degli altri componenti il Collegio dei Probiviri;
  • Comunicazioni della Presidenza.

Ricordiamo che i Soci possono ritirare il modulo di delega e il modulo per le istruzioni di voto nelle sedi e negli orari stabiliti dal calendario predisposto dal Consiglio di Amministrazione (QUI il calendario). Inoltre, in area riservata del sito www.chiantibanca.it è possibile trovare tutte le informazioni utili relative all’Assemblea 2020 (QUI la lista delle candidature per l’elezione al Consiglio di Amministrazione, al Collegio Sindacale e al Collegio dei Probiviri)

Per eventuali chiarimenti, è possibile contattare – oltre che il Rappresentante Designato (055 2337351 o mfocosi@notariato.it) – anche il numero verde di ChiantiBanca (800171212, nei giorni e negli orari di apertura degli sportelli) o all’indirizzo di posta elettronica assemblea@chiantibanca.it


Eurozona e localismo DAL TERRITORIO
autore: Roberto Frosini
Direttore Federazione Toscana Bcc

SIAMO ORAMAI ENTRATI PIENAMENTE NEL TEMPO DEI GRUPPI BANCARI COOPERATIVI  disegnati dalla riforma del 2016 e, per quanto riguarda il Gruppo Iccrea, è trascorso poco più di un anno dall’ingresso di una nuova governance, che ha riguardato in primis il vertice del Consiglio di Amministrazione e a seguire la struttura del top management.

Ma oggi un qualsiasi “scritto” non può non iniziare rammentando le circostanze straordinarie che in questi mesi hanno caratterizzato la vita di tutti noi, legate ad un’emergenza sanitaria che ci ha costretto a comportamenti che mai avremmo immaginato di dover assumere.

Nell’era della rivoluzione digitale, della robotica e delle biotecnologie, in sintesi nell’era in cui pareva che la tecnologia avesse conferito all’uomo un potere quasi assoluto, un semplice virus ha sostanzialmente “bloccato” il mondo, o perlomeno la gran parte di esso.

E insieme ad una penosa scia di dolore e ad immagini che resteranno scolpite nella memoria collettiva, gli effetti conseguenti alle inevitabili forme di restrizione dell’attività economica e sociale che sono state adottate dalle Autorità, pongono delicati interrogativi sul futuro prossimo venturo.

Ciò a maggior ragione in Italia, tra i paesi più duramente colpiti, che già si trovava in una situazione difficile in epoca ante-virus; basti pensare che per il 2020 era prevista una crescita del PIL dello 0,5%, il rapporto deficit/PIL intorno al 2% e quello debito/PIL al 134%, dati che ponevano il nostro Paese tra quelli meno virtuosi dell’eurozona. La pandemia da Covid determinerà una caduta del prodotto che si stima possa aggirarsi intorno al 9% per l’anno in corso e interventi di spesa del Governo per circa 80 miliardi di euro, il che porterà l’indebitamento netto al 10% e il rapporto debito/PIL nei pressi del 160%.

In Toscana le prime previsioni dell’IRPET scontano una decrescita a due cifre, anche e soprattutto per il rilievo che nella nostra regione hanno da sempre avuto i flussi turistici, oggi sostanzialmente inesistenti.

Nell’arco di un paio di mesi l’Unione Europea, pur criticata da più parti, ha assunto decisioni che erano impensabili fino a poco tempo fa, ad esempio la sospensione del Patto di stabilità e la moratoria sulla disciplina degli aiuti di Stato. Allo stesso modo la BCE sta intervenendo pesantemente sui mercati a sostegno delle emissioni governative e ha messo in atto operazioni a tassi negativi che presumibilmente rappresenteranno uno dei fattori più rilevanti di ricavo nei conti economici 2020 delle banche (ad esempio le operazioni TLTRO III).

Nel momento in cui scriviamo non sappiamo se l’Italia ricorrerà ai fondi del MES – prestiti a 10 anni a tassi prossimi allo 0 senza condizionalità per finanziare spese sanitarie – oppure agli altri strumenti che sono stati resi parimenti disponibili – fondo SURE per il sostegno all’integrazione dei redditi e nuovi prestiti BEI –, così come non sappiamo quale sarà l’effettiva disponibilità di denaro e le modalità di intervento del nuovo Recovery Fund immaginato dalla Comissione europea – sussidi a fondo perduto e prestiti –, ma in questa fase non si può disconoscere all’Europa un vitalismo tante volte auspicato e finora scarsamente perseguito, che fa presumere un punto di svolta nella politica continentale.

Difficile dire cosa potrà accadere in Italia alla luce della situazione che si è generata; la speranza è che si possa trattare di una crisi a “V”, dove a una rovinosa caduta iniziale subentra una forte ripresa della domanda e della produzione. Certo è che a un dato momento, presumibilmente quando termineranno gli interventi straordinari della BCE e della Commissione europea, occorrerà fare i conti con i mercati dando segnali concreti di sostenibilità del nostro debito.

Tutto questo non può non avere effetti anche sull’andamento delle Bcc e dei Gruppi ai quali esse aderiscono.

Già prima della pandemia non mancavano motivi di attenzione per il sistema bancario: la dinamica dei tassi d’interesse, che riduce lo spread ai minimi termini; il livello dei costi operativi in rapporto ai volumi lavorati; gli investimenti necessari per adeguare il modello di business all’incedere dell’evoluzione tecnologica; infine, per le Bcc, l’avvio dell’operatività dei Gruppi bancari, con le sue profonde ripercussioni organizzative.

È stato detto più volte: per le Bcc passare dopo 130 anni di completa autonomia, giuridica e gestionale, alla direzione e coordinamento di una società Capogruppo non sarebbe stato semplice.

E la pandemia non ha certo favorito il progressivo adeguamento delle Bcc alle nuove metriche di comportamento che l’appartenenza a un Gruppo comporta, tant’è che ad esempio Iccrea ha dovuto rivedere le proiezioni economico-finanziarie del primo vero e proprio piano industriale di Gruppo, che abbraccia un arco temporale che arriva al 2023. Un piano particolarmente “sfidante” che mira a importanti recuperi di redditività agendo sia sul lato dei costi che su quello dei ricavi.

Il lavoro delle Bcc è reso poi particolarmente complicato dalla circostanza di essere considerate banche “significant” ai sensi dell’art. 40 del Regolamento BCE n° 468\2014, in quanto appartenenti a Gruppi che hanno le previste caratteristiche di significatività. Tutti ci stiamo accorgendo cosa ciò comporti, in sintesi soggiacere ad oneri regolamentari ed organizzativi immaginati dalla Banca Centrale Europea per banche di ben diversa dimensione e complessità.

Per questo motivo la Federazione Toscana ha chiesto ufficialmente a Federcasse di farsi portavoce del disagio correlato a questa nuova condizione cui le Bcc sono soggette, al fine di ottenere interventi normativi ad hoc da parte delle competenti autorità.

In ogni caso una modifica dell’attuale assetto nato con la Riforma del 2016 non sarà certamente semplice da ottenere. Per questo, pur continuando a stimolare Federcasse nella ricerca di possibili soluzioni a questo problema, occorre concentrarsi sulla messa a regime dei Gruppi bancari.

In tal senso dicevamo all’inizio che Iccrea, da un anno a questa parte, ha una nuova governance ed un nuovo management, cui certamente hanno contribuito le Bcc toscane con la loro Federazione. Era infatti sentita l’esigenza di una maggiore capacità d’ascolto dei problemi che le Bcc rappresentavano e, al contempo, era altrettanto sentita la necessità di una svolta organizzativa che recuperasse coerenze di compiti e funzioni.

La strada intrapresa va nella giusta direzione ed oggi Iccrea è considerata dalle Bcc aderenti un riferimento stabile, capace di proiettarle con i suoi prodotti e servizi nell’arena globale conservando la dimensione e vocazione locale che da sempre le caratterizza.

Chiantibanca partecipa attivamente a questi processi e si conferma una delle realtà più dinamiche e meglio gestite del Gruppo Iccrea.

Al Consiglio di Amministrazione e al nuovo direttore un sentito ringraziamento e un augurio sincero di buon lavoro per l’immediato futuro.


Progetto di bilancio 2019: utile di oltre 11 milioni DAL TERRITORIO

Il Consiglio di Amministrazione di ChiantiBanca ha approvato il progetto di bilancio 2019 chiuso con un utile netto di 11,090 milioni, il più alto mai fatto registrare dalla banca e il primo dall’adesione al Gruppo Bancario Iccrea. Il progetto di bilancio 2019 sarà sottoposto all’approvazione dell’Assemblea annuale dei Soci che si terrà venerdì 26 giugno (in seconda convocazione) con una modalità del tutto eccezionale a fronte dell’emergenza Covid-19: lo svolgimento dei lavori avverrà senza presenza fisica dei soci, che avranno la possibilità di esprimere il voto esclusivamente conferendo delega al Rappresentante Designato, individuato nel notaio Marcello Focosi (sul sito www.chiantibanca.it la documentazione e le istruzioni di svolgimento assembleare).

Fra i punti all’ordine del giorno della prossima Assemblea anche l’elezione delle nuove cariche sociali (Consiglio di Amministrazione, Collegio Sindacale e Collegio dei Probiviri): sempre su www.chiantibanca.it la lista delle candidature.

Tornando ai numeri di bilancio, a ulteriore testimonianza degli importanti risultati e del livello di solidità raggiunti, va registrato il notevole miglioramento del profilo creditizio, con il rientro del Texas Ratio e del Gross Npl Ratio nei parametri di sostenibilità previsti dalla Capogruppo; contestualmente, continuano ad aumentare le coperture del credito deteriorato (62,44% sulle sofferenze, 47,80% sul dato complessivo degli Npl) e prosegue la risalita dei coefficienti patrimoniali: Cet1 capital ratio 11,61% e Total capital ratio 13,69%. Da evidenziare, inoltre, la sensibile crescita del patrimonio netto (199,2 milioni, 13,2 in più rispetto al bilancio 2018) e l’incremento dei soci di oltre cinquecento unità (attualmente sono oltre 27.500, quinta Bcc in Italia come numero).

“L’utile di bilancio 2019 va decisamente oltre le previsioni anche grazie al contributo di componenti favorevoli non ricorrenti rappresentate dall’utile da negoziazione titoli – le parole del presidente Cristiano Iacopozzi – ma è ciò che esprimono tutti gli indicatori patrimoniali e di liquidità, oltre che la riqualificazione del portafoglio creditizio, a testimoniare come ChiantiBanca sia una realtà sana, con basi solide e prospettive sempre più incoraggianti, continuando a esprimere una vicinanza marcata nei territori di riferimento: in termini di credito erogato e di sostegno a iniziative, istituzioni, enti, associazioni culturali e sportive (oltre un milione erogato sui territori, 440 gli eventi sostenuti), grazie anche all’impegno condiviso con Fondazione ChiantiBanca e ChiantiMutua. Per tutto questo voglio esprimere il più grande ringraziamento al personale dipendente, esempio di attaccamento all’Azienda, oltre che a soci e clienti”.

Nella foto: Cristiano Iacopozzi, presidente ChiantiBanca


In prima linea contro il male DAL TERRITORIO

Finanziamenti a privati, Pmi e aziende ma anche sostegno a strutture sanitarie in prima linea nell’emergenza Covid-19 e donazioni – tramite Fondazione e Mutua – ai soggetti più fragili nei confronti del male del momento. Ecco le iniziative dove ChiantiBanca è scesa in campo per servire territorio e comunità di riferimento. 

DECRETO “CURA ITALIA” 

SOSPENSIONE MUTUI. Andando oltre il decreto Cura Italia, ChiantiBanca offre la possibilità di sospensione mutui fino al 30 settembre, totalmente o per la sola quota capitale con iter di istruttoria semplificato: è quello che viene riservato ai privati che non possono o non vogliono ricorrere all’art. 54 (ex legge Gasparrini) e dimostrino che la richiesta di sospensione è legata all’emergenza coronavirus. 

Per beneficiare della sospensione (scarica il modulo), il cliente non dovrà essere classificato tra le posizioni deteriorate della banca al 17 marzo 2020 e, alla stessa, data il finanziamento non presenti rate scadute. 

La platea dei potenziali destinatari viene allargata anche a lavoratori autonomi e professionisti per operazioni non inerenti la propria attività e a enti e associazioni che non svolgono attività di impresa (condomini, parrocchie e associazioni senza attività di lucro). 

Il modello di sospensione mutui deve inviato direttamente alla propria filiale di riferimento, via mail (clicca qui

MICRO IMPRESE E PMI. Nel dar corso alle disposizioni previste dall’art. 56 del Decreto Legge n. 18/2020, ChiantiBanca si è fatta parte attiva – pur in assenza di una prescrizione normativa – contattando, tramite pec, tutti i clienti che possono potenzialmente avvalersi delle misure governative citate, inviando la modulistica necessaria per usufruire dei benefici previsti (in caso di mancato ricevimento o se interessati, scarica il modulo). 

Le richieste, per beneficiare di quanto previsto dall’art. 56 del Decreto Legge 18/2020, dovranno pervenire alla banca tramite la casella pec finanziamenti@pecchiantibanca.it 

INIZIATIVE CONTRO IL VIRUS 

CARITAS DIOCESANE. Sul conto corrente con IBAN IT94 X086 7338 0500 2000 0207 963 vengono raccolte donazioni destinate alle Caritas diocesane dei territori di competenza della banca. Il primo segnale arriva dalla Fondazione ChiantiBanca, che ha stanziato 5.000 euro. 

SOSTEGNO A STRUTTURE SANITARIE. Stanziato un contributo di 30.000 euro a favore della Fondazione Santa Maria Nuova Toscana Centro e del Policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena, entrambi in prima linea nella lotta contro l’emergenza coronavirus. La donazione, a cui si aggiungono i 10.000 euro stanziati da ChiantiMutua, sarà destinata all’acquisto di strumentazione e materiali sanitari da distribuire in vari ospedali dei territori su cui ChiantiBanca è presente. 

BCC E CR IN CAMPO CONTRO IL VIRUS. Al pari di tutte le aziende del credito cooperativo, la nostra banca sposa l’iniziativa “#Terapie intensive contro il virus. Le BCC e le CR ci sono”, lanciata dalle Capogruppo del settore con il supporto di Federcasse per sostenere le Unità di terapia intensiva e sub-intensiva degli ospedali e l’acquisto di apparecchiature mediche in coordinamento con il Ministero della Salute. Questo l’Iban del conto corrente dedicato: IT84W0800003200000800032006. 


La prova  più difficile DAL TERRITORIO
autore: Mauro Pastore
Direttore Generale Gruppo Bancario Iccrea

PENSANDO A QUANDO CHIANTIBANCA mi ha chiesto di scrivere questo articolo, poco più di quattro settimane fa, la sensazione che ne ricavo è che il mondo fosse un luogo completamente diverso. Ci siamo ritrovati, nel volgere di pochi giorni, in una situazione tanto drammatica quanto imprevedibile: un’emergenza sanitaria globale con una conseguente crisi economica e finanziaria dagli esiti ancora difficili da valutare. Terminata la fase dell’emergenza sanitaria, ad oggi in lieve miglioramento ma ancora molto complessa, dovremo affrontare una crisi economica gravissima, che nessuno di noi ha mai vissuto prima. Di certo, a soffrirne di più saranno le famiglie e le piccole e micro imprese che rappresentano il segmento principale della clientela delle Bcc. 

Ecco perché, oggi più che mai, sento il dovere di richiamare tutte le componenti del Credito Cooperativo ad una prova difficile di grande responsabilità e molta abnegazione. 

Una prova impegnativa, delicatissima, data l’importanza che il nostro lavoro quotidiano riveste per questo grande Paese. Le imprese, soprattutto, ma anche le famiglie italiane hanno un enorme bisogno che le banche continuino a fornire i propri servizi e il proprio supporto. Ne hanno bisogno oggi e, ancora di più, ne avranno bisogno quando avremo superato, speriamo il prima possibile, l’attuale emergenza sanitaria. 

Sono certo che le Banche di Credito Cooperativo, come dimostra la loro storia ultra centenaria, sapranno fare la loro parte in modo encomiabile. Già oggi molte Bcc, compresa la vostra, ancora prima delle misure del Governo, hanno approntato iniziative di sostegno alle famiglie ed imprese con difficoltà economiche. 

ChiantiBanca è una delle più grandi Bcc tra quelle che hanno aderito al Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea. Opera su uno dei territori tradizionalmente più dinamici e produttivi dal punto di vista del comparto agroalimentare e dell’accoglienza turistica che rappresentano due grandi eccellenze italiane. E in tal senso, do una grande importanza ai temi della sostenibilità, della “green economy” che ritengo rappresentino una formidabile leva per tutte le Bcc ma in particolare per quelle come la vostra che operano su territori a forte vocazione turistica. Sono temi che meriteranno un specifico approfondimento. 

La presenza del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea, oggi ancora di più, è dunque essenziale per rafforzare la capacità di azione delle Bcc. Le economie dei territori avranno ancora più bisogno di banche che riescano a rispondere alle esigenze espresse principalmente dalle famiglie e dalle PMI, soprattutto quelle che per la loro dimensione non sono intercettate dai grandi gruppi. Imprese che rappresentano il tessuto imprenditoriale fondamentale del nostro sistema Paese. 

Pur nella difficile situazione economica che ci attende, e forse a maggior ragione, per poter rispondere in modo efficace alle complesse sfide che si prospettano di fronte a noi, occorre essere realisti e concreti: l’attività caratteristica delle BCC, ovvero raccogliere denaro e prestare denaro, ha una redditività decisamente più bassa rispetto al passato poiché i tassi sono al minimo storico. Ci troviamo in una situazione in cui il margine di intermediazione, che è la nostra tipica fonte di ricavo, ha subito e subirà delle contrazioni: è naturale che in questo contesto alcune delle leve che ci hanno caratterizzato dovranno essere modificate. Occorrerà incrementare i ricavi da servizi, con specifico riferimento a quelli ulteriori rispetto ai servizi legati alla sola intermediazione e dobbiamo riuscire necessariamente a ridurre i costi. 

Il Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea, grazie anche all’intenso lavoro di ristrutturazione organizzativa, avviato con il piano di trasformazione industriale recentemente approvato dal Consiglio di Amministrazione di ICCREA, sarà in grado di fornire il supporto necessario a ChiantiBanca e alle altre Bcc aderenti per poter perseguire detti obiettivi, affinché non solo non diminuisca, ma semmai possa aumentare il ruolo delle Bcc sullo sviluppo dell’economia dei territori. 

Il Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea sta lavorando per poter essere, sempre di più, un valore dal punto di vista patrimoniale, del know how, di strumenti e prodotti innovativi e dell’analisi dei dati. Il Gruppo può dunque rendere le singole Bcc più efficienti, liberando risorse economiche e professionali da dedicare all’attività commerciale e al sostegno quotidiano al territorio. 

La nostra sfida comune è, dunque, quella di valorizzare e rendere conciliabili le due grandi anime del Credito Cooperativo che sono quelle di banche presenti sul territorio con una fortissima valenza locale, insieme alla contestuale esistenza di un gruppo bancario che le rafforza e dà loro maggiori opportunità, sia sotto il profilo degli investimenti che di quello più strettamente commerciale. E beninteso, la Bcc, pur se è inserita in un contesto più ampio, rimarrà il punto di riferimento per la comunità, i soci ed i clienti. 

Colgo questa occasione di essere ospitato nella vostra rivista per fare i miei migliori auguri al nuovo direttore Mirco Romoli, che ha fatto, tra le altre cose, una bella esperienza tra le file di ICCREA e saprà pertanto essere artefice del naturale rapporto tra una buona bcc inserita in un buon gruppo bancario cooperativo, valorizzando il reciproco apporto. Caro Mirco, hai iniziato in un momento davvero complesso, ma potrai contare su di noi. 

In questo momento di grave difficoltà del nostro Paese abbiamo una grande responsabilità. E lo sforzo di tutti noi servirà a valorizzare appieno tutto il potenziale che la nostra storia di banche di territorio è in grado di esprimere. Il Credito Cooperativo e Chianti Banca ancora una volta dimostreranno di rappresentare una grande risorsa per l’Italia.

Mauro Pastore è Direttore Generale di Iccrea Banca, la capogruppo del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea, da giugno 2019. Proviene dalla Bcc di Roma, dove ha ricoperto il ruolo di Direttore Generale dal 2010. Laureato in Economia e Commercio, in precedenza è stato Direttore Generale della Federazione delle BCC di Lazio Umbria Sardegna.


Assemblea sociale rinviata di due mesi, da decidere le modalità DAL TERRITORIO

IN CONSEGUENZA a quanto previsto dall’art. 106 del Decreto Legge 18/2020 che regola le norme in materia di svolgimento delle assemblee di società alla luce dell’emergenza nazionale Covid-19, l’assemblea ordinaria dei soci di ChiantiBanca – prevista per mercoledì 29 aprile in prima convocazione – subirà uno slittamento, essendo stati prorogati di 60 giorni (da 120 a 180) i termini di convocazione. In sostanza, la nuova data della prima convocazione dovrà essere fissata entro il 29 giugno e l’assemblea svolgersi entro il mese successivo. 

Accogliendo le istanze del settore bancario e, più in generale del mondo delle imprese, il legislatore – al fine di consentire la tenuta delle assemblee in condizioni di massima sicurezza ed evitare le condizioni connesse a presenze e affollamento di partecipanti in luoghi ristretti – ha inoltre previsto: 

  • la tenuta dell’assemblea anche con modalità video e modalità di voto per via elettronica o corrispondenza anche se non espressamente previsto dagli Statuti; 
  • … la presenza fisica dei soci, ove sia cessata l’emergenza Covid-19; 
  • la possibilità, anche in via esclusiva, di prevedere per l’assemblea la figura del “rappresentante designato” (ex art. 135-undecies del TUF). Si tratta di un rappresentante nominato da ogni banca che riceve dai soci le deleghe con istruzioni di voto su tutte o alcune delle proposte all’ordine del giorno e ne esprime la volontà in assemblea. 

Con riguardo alle banche che, alle prossime assemblee, hanno all’ordine del giorno le nomine delle cariche sociali, così come lo è ChiantiBanca, è stato posto il tema se lo spostamento della convocazione potesse produrre effetti sulle candidature presentate o, più in generale, sul procedimento elettorale. 

A tale riguardo, la Capogruppo Iccrea ritiene che le candidature presentate, ai sensi del Regolamento elettorale e nei termini stabiliti dal Consiglio di amministrazione, restano valide. Allo stesso tempo, l’articolo 106 del D.L. 18/2020, che nulla dispone al riguardo, non incide sui procedimenti elettorali avviati in base alle norme statutarie e regolamentari applicabili: peraltro i termini non sono modificabili, anche a causa delle attività che, nell’ambito del procedimento elettorale, sono di competenza di soggetti diversi, come la Commissione elettorale e la Capogruppo. 

Infine, è previsto che amministratori e sindaci “scadono alla data dell’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo all’ultimo esercizio della loro carica” (art. 2383 c.c.); pertanto, gli esponenti rimangono in carica con pieni poteri sino alla prossima assemblea. 



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