Dopo BCC Pistoia, fusione anche con Bcc Area Pratese DAL TERRITORIO

Prosegue con coerenza il progetto di aggregazione bancaria multiterritoriale intorno a ChiantiBanca:
a soli 10 giorni di distanza dall’intesa con BCC Pistoia prende il via un nuovo progetto di fusione che coinvolge anche
la BCC Area Pratese.

I Consigli di Amministrazione di ChiantiBanca Credito Cooperativo,  di BCC Banca di Pistoia e di BCC Area Pratese riunitisi il 2 ottobre 2015, hanno approvato il progetto di fusione per incorporazione in ChiantiBanca di Banca di BCC Pistoia e BCC Area Pratese.

Sarà quindi inviata richiesta in Banca d’Italia per l’avvio del relativo iter autorizzativo; successivamente toccherà alle assemblee dei soci delle tre banche dare il via libera definitivo all’operazione.

L’aggregazione prevede un progetto industriale ad elevata valenza strategica per la regione, grazie alla complementarietà delle banche coinvolte.

La banca risultante dalla fusione sarà, quanto a dimensioni, il primo credito cooperativo in Toscana e la terza BCC a livello nazionale.

Operare in un’area geografica più estesa ed al contempo essere più radicati è il presupposto per diversificare i rischi, agire efficacemente sul territorio, perseguire la missione mutualistica e localistica tipica di una vera BCC nell’attuale contesto caratterizzato da una crescente globalizzazione. Allargare i propri confini significa infatti conseguire la solidità necessaria ad operare nel credito, offrendo sostegno alle famiglie, alle imprese, alle associazioni del territorio.

Muovendosi in tale direzione, la “nuova” ChiantiBanca sarà in grado di investire nello sviluppo delle economie locali dei territori di riferimento con maggior forza. Grazie ad una dotazione patrimoniale di oltre 310 milioni di euro, sarà una banca estremamente solida, che potrà operare nelle province di Siena, Firenze, Arezzo, Pistoia, Prato e Pisa con una rete di oltre 50 filiali distribuite in 26 comuni della Toscana.

Con una base clienti da subito superiore ai 100.000 e quasi 25.000 soci, la raccolta complessiva stimata ammonterebbe a circa 3,5 miliardi di euro e gli impieghi alla clientela ad oltre 2,6 miliardi di euro.

Il Piano Industriale di fusione prevede anche investimenti in tecnologia (atm evoluti, web-app, nuovo internet banking, ecc), ammodernamento delle filiali per circa 10 milioni di euro nel periodo 2016 – 2018.

Per i soci, pronto un pacchetto di vantaggi concreti ed esclusivi cui si affianca ChiantiMutua, una realtà già solida (con oltre 7.000 soci e 400 strutture convenzionate) che offre accesso agevolato ai servizi socio-sanitari.