DAL TERRITORIO


Prima seduta del nuovo Cda di ChiantiBanca eletto il 10 aprile DAL TERRITORIO

Si è tenuta oggi, lunedì 11 aprile, la prima seduta del nuovo Consiglio di Amministrazione di ChiantiBanca, eletto domenica 10 aprile dall’assemblea dei soci.

Che ha registrato un’affluenza eccezionale, con un dato finale che parla di 3.100 votanti fra l’auditorium “Niccolò Machiavelli” della direzione generale di San Casciano e, in videoconferenza, l’auditorium “Giuseppe Burrini” presso la sede legale di Fontebecci (Monteriggioni).

Prima riunione ufficiale quindi per il neo presidente Lorenzo Bini Smaghi. Insieme a lui il direttore generale Andrea Bianchi, Claudio Corsi (vice presidente vicario), Stefano Mecocci (vice presidente), Mauro Fusi, Aldemaro Becattini, Leonardo Viciani, Niccolò Calamai, Alberto Marini, Massimo Brogi.

Presenti anche, per il Collegio sindacale, il presidente Enzo Barbucci e i membri effettivi Fabrizio Fusi e Marco Galletti.

Nella foto, da sinistra seduti Mecocci, Brogi, Corsi, Bini Smaghi, Bianchi, Calamai,  Fabrizio Fusi, Barbucci. Da sinistra in piedi: Mauro Fusi, Becattini, Marini, Viciani, Galletti.


Incorporazione Prato-Pistoia, i soci dicono sì. Bini Smaghi presidente DAL TERRITORIO

I soci di ChiantiBanca, riuniti oggi in assemblea a San Casciano (e in videoconferenza presso la sede legale di Monteriggioni) hanno approvato il bilancio 2015, che chiude con un utile di oltre 7 milioni e permette la distribuzione di un dividendo del 2%, in aumento rispetto a quello dell’anno precedente, che verrà messo in pagamento entro la fine del mese di aprile.

Hanno anche eletto il nuovo consiglio di amministrazione che risulta composto da Lorenzo Bini Smaghi (presidente), Claudio Corsi (vice presidente vicario), Stefano Mecocci (vice presidente), Mauro Fusi, Aldemaro Becattini, Leonardo Viciani, Niccolò Calamai, Alberto Marini, Massimo Brogi, nomine che saranno confermate dal primo Cda che si svolgerà domani mattina. Rinnovato anche il Collegio Sindacale e il Collegio dei Probiviri.

“Mi sento onorato per la fiducia accordatami dai soci di ChiantiBanca – ha dichiarato Lorenzo Bini Smaghi – Una realtà alla quale da sempre la mia famiglia è vicina e che rappresenta un valore per il nostro territorio”.

“Si tratta di un impegno civile e personale – ha ribadito -che intendo svolgere con la massima dedizione in difesa dell’autonomia della banca e dei valori della cooperazione, tanto più in un passaggio così delicato come l’attuale per l’intero mondo del credito cooperativo. Valuteremo le conseguenze della riforma e decideremo nell’interesse dei soci, del territorio e dei clienti”.

In sede di assemblea straordinaria i soci hanno approvato la fusione per incorporazione di Banca di Pistoia Credito Cooperativo e Banca Area Pratese Credito Cooperativo. Anche le assemblee pratese e pistoiese hanno fatto altrettanto.

ChiantiBanca, già prima banca di credito cooperativo in Toscana e una delle principali realtà del credito cooperativo nazionale, potrà così contare su una rete di 52 sportelli, con oltre 450 dipendenti e più di 24.700 soci. Il patrimonio supererà i 310 milioni, costituito per oltre l’80% da riserve indivisibili, con indici di solidità ampiamente al di sopra dei requisiti minimi regolamentari e della media del sistema bancario.

“ChiantiBanca – ha detto il direttore generale Andrea Bianchi – si rafforza nel posizionamento competitivo sul territorio regionale e nella capacità di conseguire performance economiche attraverso la maggiore diversificazione dei rischi e la realizzazione di economie di scala. Potremo offrire servizi bancari ancora migliori ai soci e a tutta la clientela”.

Nel prossimo luglio, con il perfezionamento dell’operazione di incorporazione, il consiglio di amministrazione di ChiantiBanca sarà integrato da due consiglieri di espressione dei soci di Banca di Pistoia e di due consiglieri espressione dei soci di Banca Area Pratese.


Chianti Classico Marathon: ChiantiBanca sarà main partner DAL TERRITORIO

ChiantiBanca sarà main partner, insieme al Consorzio Vino Chianti Classico, della “Chianti Classico Marathon”, corsa podistica su tre percorsi (maratona, mezza maratona, short trail di 11 km) che si svolgeràil prossimo 5 giugno fra Mercatale, Panzano in Chianti, Badia a Passignano.

Quattro le amministrazioni comunali organizzatrici (San Casciano Val di Pesa, Tavarnelle Val di Pesa, Barberino Val d’Elsa, Greve in Chianti) insiemen gruppo podistico “storico” come la Podistica Valdipesa.

E’ nata così una iniziativa che, al suo “anno zero”, riprende una corsa che a cavallo fra gli anni Settanta e Novanta fece la storia a Mercatale.

Una corsa che si misurerà con un pubblico di appassionati, di podisti, che arriveranno con un obiettivo molto semplice: rendere, ancora una volta di più il territorio chiantigiano “attrattivo”. Un altro piccolo volano per l’economia.:

L’Abbazia di Badia a Passignano, le nuove Cantine Antinori al Bargino, il borgo di Panzano in Chianti, i crinali di Bibbione, di Montefiridolfi, di Campoli. E ancora Mercatale, le vigne e le olivete di Tavarnelle…

Correre nel mezzo del Chianti Classico sarà un sogno per tanti: speriamo che lo realizzino e che arrivino nel nostro territorio, rimanendo magari qualche giorno a godersi le sue bellezze.


ChiantiBanca e Chianti Classico: fra super Galli Neri e Vinitaly DAL TERRITORIO

Prosegue la collaborazione fra ChiantiBanca e Consorzio Vino Chianti Classico: l’istituto di credito infatti è main sponsor per l’anno di festeggiamenti (il 2016) che celebra ricorrenza del bando di Cosimo III de’ Medici, che nel 1716 individuò la prima Doc della storia nel territorio a cui oggi fa capo il Gallo Nero.

Fra le tante iniziative, da alcuni giorni uno dei grandi Galli Neri che saranno visibili negli otto Comuni del Chianti Classico, in vista della tappa del Giro d’Italia del 15 maggio, fa bella mostra di sé al centro della piazza davanti alla direzione generale di San Casciano.

Un segno ulteriore di come ChiantiBanca senta forte il legame con il mondo dell’agricoltura e del vino, che rappresenta anche, dal punto di vista commerciale, uno dei settori di maggiore sviluppo (è di pochi giorni fa l’uscita di tutta una serie di prodotti dedicati al mondo vitivinicolo denominati “Perbacco”).

Inoltre (e sempre in questo contesto), da domenica 10 aprile a mercoledì 13, uno stand di ChiantiBanca troverà posto all’interno dello stand del Consorzio al Vinitaly di Verona: insomma, la banca “sbarca” anche all’interno della piùgrande rassegna enologica d’Italia.


Chianti Banca nuovo istituto Tesoriere del Comune di Sesto F.no DAL TERRITORIO

Dal 1° aprile 2016 il nuovo istituto Tesoriere del Comune di Sesto Fiorentino sarà Chianti Banca – Agenzia di Sesto Fiorentino in via Gramsci, 543. La selezione è avvenuta attraverso bando pubblico e il servizio avrà durata quinquennale.

L’agenzia osserva questi orari: dal lunedì al venerdì 8:30-13:30 e 14:30-15:45 (prefestivi fino alle ore 12:00)

Ecco le nuove coordinate: conto corrente bancario 137900 – Intestato a Tesoreria Comunale IBAN IT 44 L 03599 01800 000000137900 (Cassa Centrale Banca – Credito Cooperativo del Nord Est spa).


Vino, finanziamento e promozione: convegno a San Casciano DAL TERRITORIO

Finanziamento e promozione del vino toscano in primo piano domani al convegno “I nuovi sostegni finanziari per la viticoltura toscana” (14.30, auditorium Machiavelli ChiantiBanca, piazza Arti e Mestieri 1 San Casciano), l’appuntamento targato ChiantiBanca in collaborazione con Business Strategies, tutto dedicato alle opportunità per il comparto vino regionale.

Silvana Ballotta, Ceo della società fiorentina che cura l’internazionalizzazione di oltre 500 griffe enologiche del settore, farà il punto sulla misura Ocm Vino Promozione, tra scenari e prospettive future.

A seguire, verranno presentati gli strumenti Ismea per l’accesso al credito (Gerardo Di Pietro) e l’offerta finanziaria riservata da ChiantiBanca al settore vitivinicolo (dal responsabile Green Banking Federico Rossi Ferrini).

In rappresentanza della Regione Toscana, il responsabile politiche comunitarie regionali per la competitività delle imprese agricole ed agroalimentari, Roberto Pagni, presenterà il Programma di Sviluppo Rurale (PSR) 2014-2020.

Le conclusioni saranno a cura del sindaco di San Casciano Massimiliano Pescini.


Beni sequestrati alla mafia: incontro con gli studenti DAL TERRITORIO

Si è tenuta presso l’Auditorium “Machiavelli“ di ChiantiBanca, sabato 5 marzo, un’interessante iniziativa che ha coinvolto i giovani studenti delle scuole dell’Istituto Comprensivo di San Casciano e dell’istituto Comprensivo di Impruneta.

Il tema sviluppato è stato “Impariamo che gestire beni confiscati alla mafia è davvero… un’impresa. La scuola incontra due imprese speciali”, manifestazione promossa da Libera Associazione Onlus “Emanuela Loi” di Sant’Andrea in Percussina, presidio nato nel comune di San Casciano nel 2011 che si occupa dei vari aspetti riguardanti la legalità, contrasto e lotta alla mafia.

Graditissimi ospiti  i rappresentanti di due Cooperative: Le Terre di Don Peppe Diana  Libera Terra di Castel Volturno, in provincia di Caserta (rappresentata da Massimo Rocco), e la Cooperativa sociale Libera-Mente di Partinico Cinisi, in provincia di Palermo (rappresentata da Francesco Costantino e Elena Ciracolo).

Presenti anche Sergio Serges responsabile regionale per i beni confiscati alle mafie, Grazia Mariani formatrice per il settore agro mafie, don Andrea Bigalli referente regionale di Libera, Marco Poli dirigente scolastico scuola di San Casciano, Silvia Bertone dirigente scolastico di Impruneta, Chiara Molducci assessoredel Comune di San Casciano. A introdurre il dibattito e moderatore, Massimo Torricelli membro di Libera Onlus “Emanuela Loi” Sant’Andrea in Percussina.

Gli studenti sono stati molto attenti ai vari interventi che si sono alternati, esperienze di vita e lavoro di recupero dei beni mobili, immobili e aziende confiscate. E’ stato rilevato anche, come esempio positivo, quello del Comune di Tavarnelle, che qualche mese fa ha assegnato quattro appartamenti confiscati alla criminalità organizzata a famiglie bisognose.

Sono stati inoltre mostrati anche dei video sullo svolgimento dei lavori all’interno delle cooperative. A fine presentazione sono stati gli studenti a fare le domande. Del tipo: dato che la mafia è forte, quando confiscate i beni, non avete paura che qualcuno vi faccia del male? Nel casertano le parole di don Peppe Diana le usate ancora come modello di vita? Di notte i campi sono lasciati liberi senza guardie? Cosa vi ha spinto a intraprendere questo cammino? Da dove è nata l’idea di formare le cooperative?

E ancora: visto il fenomeno dell’immigrazione, oggi c’è qualche immigrato che viene ad aiutarvi? Preferite aiutare le persone che hanno subito attacchi di mafia o aumentare la produzione? Come ci si sente quando si fa qualcosa per ostacolare la mafia?

Al termine i presenti hanno potuto gustare la squisita mozzarella de “Le terre di don Peppe Diana”.


Bail-in: tutto esaurito all’incontro in Camera di Commercio a Prato DAL TERRITORIO

Auditorium della Camera di Commercio di Prato completamente esaurito, venerdì 4 marzo, per l’incontro sul tema “bail-in” e risparmio delle famiglie, organizzato da Banca Area Pratese e ChiantiBanca.

Per ChiantiBanca si è peraltro trattato del quinto incontro sul tema dopo i tre organizzati a Siena, San Casciano e Scandicci, e quello allestito assieme a Bcc di Pistoia nelle scorse settimane

A incontrare soci, clienti e risparmiatori, raccontando nel dettaglio le modifiche introdotte dall’1 gennaio 2016 dalla nuova normativa europea (il cosiddetto “bail-in” o risoluzione interna), che tanto ha fatto discutere in questi mesi, il direttore generale di Banca Area Pratese Mauro Focardi Olmi, il direttore generale di ChiantiBanca Andrea Bianchi e Cristiano Iacopozzi (docente di Asset Allocation all’Università di Siena).

Una partecipazione eccezionale, che ha ribadito la centralità di questi argomenti nella vita quotidiana delle persone. Con i relatori che hanno dato risposta alle tante domande: a quelle arrivate nei giorni precedenti a una casella di posta elettronica appositamente attivata; e a quelle poste direttamente da chi, presente in platea, ha voluto chiarimenti e approfondimenti.

L’incontro si è dunque articolato prevalentemente intorno alla nuova normativa europea e alle regole che sottostanno al cosiddetto “bail-in”, oltre che sui parametri e gli indici necessari e utili a valutare la solidità di una banca. In primis il CET 1 RATIO.

L’obiettivo era, infatti, quello di fare chiarezza rispetto a un tema di stringente attualità e, allo stesso tempo, fornire indicazioni utili per favorire delle scelte consapevoli da parte dell’investitore per perseguire una corretta allocazione dei risparmi.

E’ stata anche l’occasione per parlare della fusione fra ChiantiBanca e Banca Area Pratese (insieme a Bcc Pistoia) che sarà votata nelle prossime settimane dalle rispettive assemblee dei soci.

Con le stesse banche (è intervenuto anche il presidente di Banca Area Pratese Roberto Molinelli) che, in armonia con quanto espresso da alcuni interventi in platea, si sono dette a più riprese convinte che l’operazione garantirà maggiori prospettive e un maggior radicamento sui territori di competenza. Inteso come concessione di credito a imprese e famiglie e come vicinanza alle attività sociali e associative.

Da Montalcino a Siena, dal Chianti Fiorentino a Firenze, all’Empolese, alla Piana. Fino a Prato, Pistoia, il comprensorio del cuoio e, nel futuro prossimo, Pisa, Livorno e Arezzo. Per un progetto di banca regionale che mira a dare risposte rapide e concrete ai bisogni dei toscani.

 LA FOTOGALLERY DELL’INCONTRO IN CAMERA DI COMMERCIO A PRATO


A Poggibonsi nasce l’Emporio della Solidarietà. ChiantiBanca c’è DAL TERRITORIO

Un Emporio per la solidarietà: aprirà i battenti questo sabato, il 27 febbraio, a Poggibonsi (in via Montenero 32) anche grazie al sostegno di ChiantiBanca.

Si tratta di un vero e proprio minimarket dedicato alle famiglie in difficoltà economica che potranno trovare, in forma gratuita, prodotti di prima necessità. All’interno dell’emporio, infatti, i prodotti disponibili avranno un valore espresso in punti e potranno essere ritirati tramite una card ricaricabile.

L’Emporio – che nasce sull’esempio di esperienze realizzate in altre città italiane – è il primo di questo genere nella provincia di Siena e apre, in via sperimentale, appunto a Poggibonsi, nel cuore della Valdelsa. Rappresenta il frutto più “maturo” dell’intenso lavoro di rete di “Valdelsa Con Te” che ha coinvolto in questi anni oltre quindici soggetti tra associazioni, istituzioni dei cinque Comuni e Fondazione Territori Sociali Altavaldelsa per combattere il disagio e sostenere le tante famiglie in difficoltà.

“Per la nostra comunità – ha detto, presentandolo, il sindaco di Poggibonsi, David Bussagli – è uno strumento ulteriore per aiutare e sostenere le persone fragili. Il nostro è un territorio solidale e inclusivo, sempre impegnato ad ascoltare e a ricercare soluzioni e percorsi per affrontare nuovi disagi e marginalità. L’Emporio nasce con questo spirito, come risposta concreta ai bisogni emersi”.

Il progetto “Valdelsa con Te”, in cui si inserisce la sperimentazione dell’Emporio, gode del finanziamento di ChiantiBanca (oltre che di quello della Regione Toscana) nel pieno spirito mutualistico e di coesione sociale che caratterizza l’istituto di credito cooperativo.


In carcere per oltre 24 anni da innocente: la storia di Giuseppe DAL TERRITORIO

Le Glorie Viola (con il suo punto di riferimento Moreno Roggi) e la Caritas della Diocesi di Firenze (con il suo direttore Alessandro Martini), con il sostegno di ChiantiBanca (con il vice presidente vicario Stefano Mecocci).
Tre realtà che hanno fatto “squadra” per aiutare per sostenere ed aiutare Giuseppe Gulotta (in foto il secondo da sinistra), un cittadino certaldese con una incredibile storia alle spalle.

 

E’ la storia di un duplice omicidio che lo ha portato in carcere per oltre 24 anni, che va avanti ormai da 40 anni (dal 1976) e che, nonostante alla fine lo abbia visto scagionato per non aver commesso il fatto, ancora non registra un risarcimento da parte dello Stato italiano.
Una mancanza di risarcimento che, per uno come Giuseppe, vuol dire difficoltà quotidiane: rifarsi una vita dopo aver perso tutto non è certo semplice.
“Nei giorni scorsi – racconta Moreno Roggi, anima e punto di riferimento delle Glorie Viola – ho letto la storia di Giuseppe. L’ho voluto conoscere, avvertendo anche ChiantiBanca e Caritas che mi sarebbe piaciuto fare, insieme, qualcosa per lui”.
“Oggi – conclude Roggi – ci siamo incontrati per essere subito operativi. E’ incredibile che lo Stato italiano non riesca nel cercare almeno di riparare a un’enorme ingiustizia commessa nei suoi confronti. Il nostro impegno è quindi quello a dare un piccolo aiuto pratico ma anche a non far scendere l’attenzione sulla sua storia”.
Una storia iniziata nel 1976 e che lo stesso Giuseppe (affiancato dal suo avvocato, Pardo Cellini) ripercorre: “In quell’anno vengono uccisi due carabinieri nella caserma di Alcamo Marina, in Sicilia. Una persona fa, fra gli altri, anche il mio nome. Vengo costretto, sotto tortura, a firmare una confessione: avevo 18 anni e 6 mesi. Appena posso parlare con un Magistrato dico subito che quello che avevo scritto mi era stato estorto, ma nessuno mi crede”.
Giuseppe rimane in carcere per due anni e tre mesi. Poi inizia la serie di ricorsi e gradi di giudizio: nel frattempo, scarcerato, si trasferisce a Certaldo: “Qui conosco quella che diventerà mia moglie, che aveva già tre figli, un quarto nasce dalla nostra unione. Mi metto anche a lavorare in proprio, come pavimentatore e piastrellista”.
Poi, però, nel 1990 la mazzata della Cassazione: ergastolo. Giuseppe va in carcere, a San Gimignano. Ci resterà fino al 2012, ottenendo via via i benefici di legge consentiti.
“Nel 2007 – racconta ancora – una trasmissione della Rai parla del duplice omicidio di Alcamo Marina, dicendo che i presunti colpevoli sono stati tutti assolti. Io, che ero ancora in carcere per quello, cerco di mettermi in contatto con la Rai per dire che…no, io sono rinchiuso. Intanto si affaccia sul web una persona che dice di sapere come si sono svolti per davvero i fatti”.
E’ la chiave di volta. La Procura di Trapani riprende in mano quel fascicolo ingiallito dal tempo: ci si accorge che questa persona e Giuseppe, pur non conoscendosi e interrogati separatamente, raccontano la stessa storia.
“Difficile ripercorrere tutti i passaggi – dice Giuseppe – ma il finale è quello che conta. Nel febbraio del 2012 vengo assolto per non aver commesso il fatto”.
Quasi 25 anni di carcere per un qualcosa che non ha commesso. Il minimo che si aspetta è uno Stato italiano che almeno provi a limitare il danno che ha commesso. Ma da allora sono passati quattro anni, e niente si è mosso.
Intanto però le difficoltà del dover ricominciare a vivere non mancano: nasce da qui l’idea di Glorie Viola e Caritas (con il sostegno di ChiantiBanca) di dare un piccolo supporto a Giuseppe. Sperando ovviamente che, prima possibile, giustizia sia fatta fino in fondo.



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