DAL TERRITORIO


ChiantiBanca, cena con le imprese pratesi: “Progetti solidi per crescere insieme” DAL TERRITORIO

Una ventina di imprese pratesi messe a tavola da ChiantiBanca per ascoltare i progetti di sviluppo sul territorio e magari in futuro tracciare percorsi di crescita condivisi.

Intanto una cena di presentazione, organizzata martedì nella suggestiva cornice di Villa Rospigliosi, per spiegare quali sono le strategie della banca sul territorio dopo l’incorporazione di Bcc Area Pratese.

Seduti al tavolo c’erano alcuni rappresentanti del mondo imprenditoriale pratese: da Andrea Cavicchi di Furpile Idea ad Alberto Pecci, passando per Albini e Pitigliani, Marco Mantellassi e tanti altri.

Un parterre di grande rilievo che si è potuto relazionare con il management della banca. A parlare agli imprenditori è stato direttamente il presidente Lorenzo Bini Smaghi, una figura che di per sé è garanzia dell’ambizione del progetto…

 

QUI SOTTO l’articolo pubblicato da La Nazione di Prato giovedì 21 luglio

 


20 milioni di euro per le piccole imprese toscane da ChiantiBanca DAL TERRITORIO

20 milioni di euro per il credito alle piccole imprese toscane: li mette a disposizione ChiantiBanca a condizioni particolarmente vantaggiose per finanziamenti alle imprese associate CNA in Toscana.

Lo prevede il protocollo di intesa tra CNA Toscana, ChiantiBanca, Finart CNA, Artigiancredito Toscano, firmato  martedì 19 luglio dal  presidente CNA Toscana Valter Tamburini, da Mauro Focardi Olmi vicedirettore generale di ChiantiBanca, dal  presidente Finart CNA Stefano Betti e dal direttore  Artigiancredito Toscano Paolo Pasqualetti.

Con la firma di questo protocollo ChiantiBanca si impegna a costituire un apposito “Plafond Finanziamenti” al fine di erogare finanziamenti a medio/lungo termine, oppure per liquidità, ma anche per progetti di investimento, alle imprese associate alla CNA in Toscana alle migliori condizioni di mercato garantendo risposte in tempi brevi.

La CNA, grazie alla sua società di mediazione creditizia Finart CNA, iscritta all’OAM, curerà l’informazione e la consulenza nei confronti dei propri associati dell’offerta di prodotti e/o servizi messi a disposizione da ChiantiBanca; questa a sua volta agirà individuando condizioni di tasso d’interesse rapportate al rischio creditizio dell’impresa associata.

L’iter procedurale prevede che l’impresa attraverso il supporto di Finart CNA presenti richiesta di finanziamento assistito dalla garanzia di Artigiancredito Toscano (ACT, il consorzio fidi dell’artigianato), direttamente ad ACT oppure a ChiantiBanca. Del resto ChiantiBanca opera stabilmente da anni con Artigiancredito Toscano il principale consorzio fidi di riferimento del sistema artigiano regionale per il rilascio di garanzia.

Sia per le operazioni di impiego che per quelle di raccolta, ChiantiBanca avrà come base di riferimento i tassi vigenti sui mercati monetari e finanziari al momento dell’erogazione e/o dell’investimento.

La crisi estremamente pesante che dura ormai da 8 anni, la pressione fiscale, l’insufficienza di interventi volti a sostenere gli investimenti, la capacità produttiva, la qualificazione e la competitività delle piccole imprese toscane, non consentono all’artigianato e alla piccola impresa toscana, che forse hanno superato la fase più acuta della crisi, di riprendersi.  In questa situazione il rapporto con le banche si conferma importante, anzi dirimente, per la maggior parte delle imprese.

Il credito è fondamentale per far ripartire gli investimenti delle piccole imprese toscane, condizione essenziale per la ripresa soprattutto quando molte banche stanno scegliendo di non voler più curare questo mondo.

La CNA Toscana ha scelto la collaborazione con questo istituto bancario soprattutto per la sua serietà, per la patrimonializzazione  e per le sue caratteristiche che dimostrano che la loro scelta strategica non è speculativa, ma interessata alla tutela del territorio e delle microimprese toscane.

In questi momenti di grande difficoltà per l’accesso al credito, il protocollo di intesa tra CNA Toscana, ChiantiBanca, Finart CNA mette a disposizione degli imprenditori una nuova possibilità per finanziare i propri progetti.


Evitati gli esuberi dopo l’incorporazione  di Banca di Pistoia e Bcc Area Pratese DAL TERRITORIO

E’ stato raggiunto l’accordo tra ChiantiBanca e le organizzazioni sindacali per la gestione degli esuberi individuati dopo l’incorporazione, da parte di ChiantiBanca, di Bcc Pistoia e di Bcc Area Pratese. L’intesa, sottoscritta il 13 luglio presso la Direzione generale di ChiantiBanca a San Casciano Val di Pesa, apre la possibilità a 50 dipendenti di beneficiare del Fondo di solidarietà del Credito cooperativo per anticipare l’età pensionabile per un massimo di cinque anni.

ChiantiBanca garantirà almeno sette accessi all’anno e le ulteriori richieste saranno valutate in base alle disponibilità economiche che l’azienda individuerà anno per anno. Se ChiantiBanca scorporerà l’attività bancaria, secondo quanto consentito dalla legge di riforma del credito cooperativo, sarà interessato il Fondo di solidarietà dell’Associazione bancaria Italiana.

L’accordo è stato firmato da tutte le parti sindacali, cosa non comune in Toscana negli ultimi accordi fatti da Bcc che stanno effettuando operazioni di integrazione, a dimostrazione del clima fattivo e collaborativo che si è creato.

“Si tratta – ha commentato Andrea Bianchi, Direttore generale di ChiantiBanca – di esodi volontari senza nessun licenziamento e senza traumi, come la Banca aveva detto fin dall’inizio di voler fare. E’ un processo di razionalizzazione responsabile che ChiantiBanca, con una efficace sinergia fra management e dipendenti, sta conducendo per darsi un futuro di banca regionale”.

Inizialmente la Banca aveva indicato in 35 le eccedenze di personale risultanti dalle due incorporazioni. Le sedi centrali delle due banche incorporate, infatti, non sono state mantenute. La trattativa si è svolta dapprima su base regionale, poi ad aprile le segreterie nazionali dei sindacati del credito hanno chiesto l’avvio della procedura in sede nazionale, primo caso del genere per una vertenza che riguarda una Bcc. Ma a metà maggio si è dovuto prendere atto che anche la trattativa nazionale era fallita.

Soltanto dopo il perfezionamento dell’incorporazione delle due Bcc condotta da ChiantiBanca attraverso un attento processo di integrazione organizzativa e di gestione del personale che ha visto la chiusura delle Direzioni generali delle due Bcc con la ricollocazione di circa 75 dipendenti nella rete sportelli e nella Direzione generale a San Casciano, il clima tra le parti si è disteso.

“E’ apparso chiaro – ha proseguito Bianchi – che la richiesta di ChiantiBanca di accedere al Fondo di solidarietà per evitare gli esuberi e consentire nei prossimi anni anche un importante turnover del personale fosse la strada giusta da percorrere. Anche i due incontri che, con il Presidente, abbiamo avuto nei mesi scorsi con i dipendenti hanno confermato una comunanza di intenti tanto più importante in un momento in cui stiamo decidendo lo scorporo dell’attività bancaria. Prospettiva accolta con favore dai dipendenti stessi, perché rappresenta una grande opportunità per il futuro senza impatti occupazionali. La Banca conferma, una volta di più, di voler costruire un progetto serio, concreto, e che darà opportunità sia a chi lavora già in ChiantiBanca sia, perché no, a nuovi assunti”.

Con un protocollo separato, ChiantiBanca e sindacati hanno inoltre ampliato la tutela per i dipendenti che non hanno un contratto a tempo indeterminato.


ChiantiBanca incontra gli imprenditori pistoiesi DAL TERRITORIO

Quando si sta bene di solito ci si capisce anche meglio. Forse è anche per questo che il management di ChiantiBanca ieri ha organizzato un pranzo nella splendida cornice di Villa Giorgia con alcuni rappresentanti del mondo imprenditoriale pistoiese (fra gli altri c’erano Francesco Mati della Mati Piante, Vannino Vannucci della Vannucci Piante e Antonio Caso del Materassificio Montalese).

Un pranzo per spiegare che cosa intende fare la banca sul territorio dopo l’incorporazione, definitiva dal 1° luglio, della Banca di Pistoia, ennesima tappa di un processo aggregativo che nelle intenzioni di ChiantiBanca dovrà trasformare l’istituto nella banca della Toscana…

Qui sotto l’intero servizio, a firma di Leonardo Biagiotti, su La Nazione-Pistoia di martedì 19 luglio

 


Agricoltura: nuovo accordo ChiantiBanca e Fidi Toscana DAL TERRITORIO

Un nuovo sostegno al settore dell’agricoltura toscana, grazie a un accordo fra ChiantiBanca e Fidi Toscana.

Garanzia Compresa Agricoltura è un prodotto innovativo finalizzato ad incentivare lo sviluppo e il rilancio delle imprese agricole del territorio regionale.

ChiantiBanca mette a disposizione del settore finanziamenti per il capitale circolante e per i nuovi investimenti avvalendosi della preziosa collaborazione della finanziaria regionale da sempre a fianco delle imprese toscane.

I finanziamenti saranno chirografari a 5 anni e a 7 anni e ipotecari a 10 e 15 anni con tassi molto vantaggiosi per le imprese con spread che vanno dal 2,50% al 3,95% con il costo della garanzia già compreso.

“Anche con questa nuova iniziativa – sottolinea il Direttore Generale di Fidi Toscana Italo Romano – Fidi Toscana manifesta la propria capacità innovatrice a sostegno del futuro delle imprese toscane”. “Grazie alla partnership strategica con ChiantiBanca le imprese agricole toscane accederanno più facilmente al credito senza pagare direttamente il costo della garanzia”.

“Sono particolarmente felice di presentare questo accordo perché rappresenta ciò che vogliamo rappresentare per il sistema economico regionale da ora in poi. Fidi ha avviato un nuovo corso – conclude Romano – e si candida infatti a intercettare in maniera dinamica le esigenze delle aziende toscane che si devono confrontare necessariamente con un quadro economico complesso e complicato”.

Dando alcuni numeri, il direttore generale di ChiantiBanca Andrea Bianchi ricorda che “il credito erogato da ChiantiBanca alle aziende agricole e alimentari ha superato, nel 2015, i 150 milioni di euro, per un totale di quasi 1.800 aziende clienti servite”.

“Una banca toscana in terra di Toscana – conclude Bianchi – non può non avere, fra i suoi punti di riferimento, quello delle eccellenze agro-alimentari: il sostegno alle imprese che operano in questo settore è infatti uno dei cardini della nostra attività”.

 


Scandicci mette a tavola 300 imprese e premia le migliori DAL TERRITORIO

La VII edizione di Imprese a Tavola e “Premio Campioni d’Impresa” si sono svolte martedì 5 luglio a Scandicci,  presso piazza della Resistenza.

L’ormai consolidato evento scandiccese ha riconfermato il successo degli anni precedenti con la grande partecipazione alla cena annuale di circa 300 imprenditori dell’area scandiccese e dei comuni limitrofi.

Per questa edizione è stato modificato il sistema di premiazione delle imprese, sostituendo il Premio Acciaiolo e Confesercenti con il “Premio Campione di Impresa”.

Il premio si sostanzia in un riconoscimento a tutte quelle imprese che, attraverso il loro legame e la loro propensione ad investire sullo sviluppo del territorio, hanno contribuito a determinarne il benessere, la tenuta economica e la crescita sociale.

Queste PMI costituiscono, a tutti gli effetti, un patrimonio che la Fondazione Sviluppo Urbano intende valorizzare all’interno di sistemi economici locali che devono imparare sempre più a competere in un modo e in una dimensione globale.

L’iniziativa è stata promossa dalla Fondazione Sviluppo urbano di Confesercenti in collaborazione con l’amministrazione comunale e ChiantiBanca, che ha confermato l’impegno di banca del territorio vicina alle imprese, nei momenti importanti e nell’affrontare le esigenze quotidiane.

Per giungere a selezionare le imprese che sono state premiate, definendo criteri e motivazioni delle scelte, la Fondazione Sviluppo Urbano ha promosso la costituzione di un apposito Comitato al quale hanno preso parte Fondazione Sviluppo Urbano, Confesercenti e Comune di Scandicci.

Sei, complessivamente, le imprese premiate con l’individuazione di specifici riconoscimenti: Premio Storia e Territorio a Merceria Trinari e Pasqualetti, Premio Start Up a Musicromia di Sereni Matteo, Premio Green a Agriosteria del Frantoio, Premio Successo PMI a SABA srl, Premio Scandicci nel mondo a Savino Del Bene S.P.A, Premio Made in Scandicci a Arizzi Maria e Figli.

Imprese premiate da Sandro Fallani Sindaco di Scandicci, Nico Gronchi Presidente Fondazione Sviluppo Urbano, Ugo Cardella Presidente Confesercenti Scandicci e da Paolo Piazzini Vicedirettore generale di ChiantiBanca.


La fusione con Banca di Pistoia  e Bcc Area Pratese è operativa DAL TERRITORIO

Nasce la grande-ChiantiBanca. Da venerdì 1 luglio è diventata infatti ufficialmente operativa la fusione per incorporazione in ChiantiBanca di Bcc Area Pratese e Banca di Pistoia. Una banca forte e radicata nel territorio toscano, che proprio in questi giorni ha superato i 3 miliardi di euro di raccolta complessiva.

Il percorso, iniziato con il piano industriale definito dai rispettivi consigli di amministrazione alla fine del 2015, è passato per l’approvazione delle tre assemblee dei soci il 10 aprile scorso. Il 20 maggio è avvenuta la firma ufficiale dell’atto di fusione.

Venerdì 1 luglio si è tenuta la prima riunione del nuovo Consiglio di Amministrazione di ChiantiBanca che comprende anche i rappresentanti di Pistoia e Prato: è composto dal presidente Lorenzo Bini Smaghi, dai vicepresidenti Claudio Corsi e Stefano Mecocci, dagli amministratori Mauro Fusi (indipendente), Aldemaro Becattini, Leonardo Viciani, Niccolò Calamai, Alberto Marini, Massimo Brogi. Da Pierpaolo Pantanelli e Emilio Bertini (espressione della Banca di Pistoia), Marco Giusti e Fabrizio Pagliai (espressione della Bcc Area Pratese). Sindaci revisori: Enzo Barbucci, Marco Galletti, Fabrizio Fusi. Direttore Generale è Andrea Bianchi.

“In Toscana – ha dichiarato il Presidente Lorenzo Bini Smaghi – ci sono grandi opportunità di sviluppo per ChiantiBanca. Siamo già forti e ben radicati nel territorio regionale, ma possiamo crescere e consolidarci ancora. La condizione è mantenere la “testa” in Toscana, seguire un progetto industriale valido e coerente, attento nel preservare la nostra missione e i nostri valori. Rigoroso nel rispetto dei parametri di solidità e degli obbiettivi di efficienza e redditività. La scelta di autonomia che stiamo compiendo va proprio in questa direzione”.

Per quanto riguarda la fusione, dal punto di vista tecnico nelle scorse settimane sono stati compiuti tutti i passaggi fondamentali, come l’allineamento del sistema operativo a quello utilizzato da ChiantiBanca, l’invio ai soci e ai clienti di Pistoia e Prato delle variazioni che li riguardano.

“Un risultato – ha sottolineato il Direttore generale Andrea Bianchi – raggiunto grazie anche al lavoro del personale delle tre banche che si è prodigato per ridurre al minimo i disagi, in particolare per i clienti delle due banche incorporate. In tempi brevissimi tutti potranno beneficiare degli stessi vantaggi e degli stessi servizi. ChiantiBanca è da sempre un interlocutore importante per famiglie e imprese. Da oggi lo saremo ancora di più: ci rafforziamo, diventiamo più competitivi e questo vuol dire poter offrire servizi bancari ancora migliori”.

Da lunedì 4 luglio quindi, alla riapertura, in ogni filiale ChiantiBanca, 52 in totale in Toscana, soci e clienti troveranno ad attenderli una… banca unica.
Una  banca solida (un Cet1 oltre il 13%), efficiente (un Cost/Income in calo previsto sotto il 50%), redditizia (un ROE previsto in crescita all’8% nel quinquennio), radicata sul territorio (oltre 100 mila clienti) e con forte potenziale di sviluppo (verranno aperte filiali ad Pisa, Livorno e Arezzo). E con il “cervello” in Toscana.


ChiantiBanca ha ricevuto il Premio Europeo “Lorenzo il Magnifico” DAL TERRITORIO

A ritirarlo è stato il vicepresidente di ChiantiBanca, Stefano Mecocci, nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio: ChiantiBanca è stata infatti premiata dall’Accademia Internazionale Medicea (con il patrocinio di Comune di Firenze e Regione Toscana) con il Premio Europeo Lorenzo Il Magnifico.

Insieme a ChiantiBanca il premio è stato assegnato a Cristina Acidini, Paolo Conticini, Caffè Storico Letterario Giubbe Rosse, Gianni De Magistris, Hoshimo Tsuji, Mohammed Jamei Masjed, Andrej Kadluczka, Alfredo Lowenstein, Majid Mollanoroozi, Antonio Possenti, Chiara Taigi.

 


Incontro Cna a Siena. Bini Smaghi: “Vicini alle imprese e testa in Toscana” DAL TERRITORIO

“Territorio è una parola cardine: bisogna conoscerlo, saperne monitorare e ascoltare meglio degli altri le esigenze, fornendo in tempo reale risposte concrete, con servizi e prodotti specifici che si distinguano da quelli più “generici” offerti dalle banche non territoriali”.

Con queste parole il presidente di ChiantiBanca, Lorenzo Bini Smaghi, ha sintetizzato il ruolo di intermediazione delle banche territoriali durante la tavola rotonda organizzata ieri (giovedì 23 giugno) dalla Cna di Siena.

L’appuntamento – condotto dalla giornalista di SkyTg24, Federica De Sanctis e intitolato “Una nuova finanza per le piccole imprese” – ha visto un’ampia e interessata partecipazione e un dibattito serrato a tre voci, con il presidente di Cna Siena, Fabio Petri, e il segretario nazionale della Cna, Sergio Silvestrini, protagonisti al fianco di Bini Smaghi.

Al centro del dibattito, appunto, il mondo delle piccole e medie imprese, vera ossatura imprenditoriale del territorio e più in generale del sistema Italia, e gli strumenti possibili o ipotizzabili per sostenerle nell’attività quotidiana, compresa quella dell’accesso al credito. Evitando, come ha sottolineato Bini Smaghi, che siano proprio i piccoli imprenditori, insieme all’economia reale, “a pagare il prezzo di un sistema bancario non efficiente che è entrato in fibrillazione al primo scossone”.

“E’ necessario un cambio di passo e di metodo che riavvicini il sistema del credito alle imprese: la fase di caduta libera della crisi è terminata, ma senza adeguati strumenti finanziari la ripresa sarà lenta e complicata” ha esordito, a tal proposito, Petri auspicando un cambiamento di mentalità e di approccio in cui “si passi dalla valutazione del rischio per le imprese alla valutazione dei loro progetti”.

Per stimolare la ripresa economica che sta dando seppur timidi segnali positivi, Cna e ChiantiBanca hanno ribadito, anche ieri, un impegno comune: lavorare insieme per far maturare vere e proprie proposte di sostegno alle micro e piccole imprese.

“Riqualifichiamo il rapporto banche-imprese, con soluzioni alternative di finanziamento come la cosiddetta finanza di prossimità e il crowdfunding” ha ipotizzato il presidente di Cna Siena, Petri.

Mentre Bini Smaghi ha confermato l’impegno comune a “cercare una soluzione che consenta al piccolo imprenditore di presentare un bilancio solido avendo così accesso ai capitali, in modo da innescare un circuito virtuoso: entro breve tempo attiveremo un programma sperimentale che potrebbe diventare un modello”.


Il Cda di ChiantiBanca presenta a Banca d’Italia istanza di way out DAL TERRITORIO

Il Consiglio di Amministrazione di ChiantiBanca ha presentato in data 13 giugno 2016 a Banca d’Italia istanza di way out, consentita dalla legge di riforma del Credito Cooperativo alle banche con patrimonio superiore ai 200 milioni di euro.

E’ stata contestualmente inviata relativa comunicazione ai soci ChiantiBanca i quali, in una Assemblea da convocare in autunno, saranno chiamati a decidere in merito a questa fondamentale scelta strategica, anche sulla base dei risultati delle analisi e valutazioni di vantaggi e svantaggi che saranno condotte in questi mesi.

Tale istanza rappresenta un elemento di continuità rispetto alla nostra storia, che ci ha portati ad essere la prima banca di credito cooperativo in Toscana e la terza a livello nazionale, ed è in piena coerenza col sentiero di crescita autonoma seguito con successo finora.

Il Consiglio di Amministrazione si impegna a vagliare con cura ed estremo scrupolo ogni aspetto operativo, occupazionale e legale in modo da rappresentare ai soci, entro la fine dell’anno, il quadro il più possibile corretto e fedele delle opportunità e dei rischi inerenti ai due scenari dettati dalla riforma del Credito Cooperativo.

L’unico  obiettivo è quello di continuare a far crescere la banca per essere una protagonista dell’economia toscana, cogliendo le opportunità dello sviluppo territoriale e mantenendo inalterato il radicamento alle comunità.



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