DAL TERRITORIO


Prato: su La Nazione la seconda serie delle cartoline storiche dei negozi del centro DAL TERRITORIO

In partenza la seconda parte dell’iniziativa “cartoline storiche” promosse da QN La Nazione Prato e Confcommercio per raccontare l’identità della città attraverso le immagini  e le storie delle sue imprese.

Sedici le cartoline dei negozi storici con rare immagini d’epoca che saranno distribuite in abbinamento gratuito al quotidiano dal 14 novembre all’8 dicembre e che, insieme alle 16 foto pubblicate nei mesi di giugno e luglio, vanno a ricostruire il tessuto commerciale pratese che è riuscito ad affrontare con successo le difficoltà del mercato.

Obiettivo dell’iniziativa è di mettere in luce la storia e il valore delle piccole e medie imprese che hanno contribuito allo sviluppo della città di Prato e, in particolare, del suo centro storico.

Prato ha un’importante tradizione imprenditoriale e commerciale e ripercorrere il passato attraverso le immagini e le testimonianze di chi ha fatto e ancora oggi fa impresa, è un esempio importante per guardare con fiducia verso il futuro.

L’evento è realizzato in collaborazione con ChiantiBanca e Comune di Prato e con il supporto di Speed, concessionaria di pubblicità del gruppo Monrif-Poligrafici Editoriale.

“Per noi è un onore – ha detto il vice direttore generale di ChiantiBanca, Mauro Focardi Olmi, intervenuto alla presentazione svoltasi giovedì 10 novembre a Prato – sostenere iniziative come questa. Ci sentiammo molto vicini a queste realtà, che si sono evolute nel tempo in mezzo ai cambiamenti”.

“La tradizione che traspare – ha concluso – è un grande valore. Ma una iniziativa del genere è utile anche perché spinge e ripensare il modo di vivere la città. Va in questo senso la nostra presenza su Prato, dove vogliamo diventare banca di assoluto riferimento”.


ChiantiBanca sulle divise della Mens Sana: e il crowdfunding ha fatto centro! DAL TERRITORIO

ChiantiBanca sarà, per la stagione 2016/2017, sulle divise – e nello specifico, sui pantaloncini – dei giocatori della Mens Sana Basket 1871. L’accordo di partnership è stato presentato il 28 ottobre a Siena e arriva a consolidare ulteriormente un legame che va avanti da tempo.

“Siamo molto contenti – spiega il presidente di Mens Sana Basket 1871, Andrea Viviani – di accogliere tra i nostri partner ChiantiBanca, una realtà solida che sta diventando sempre più presente sul territorio, nonché un’altra eccellenza che ha deciso di investire nel progetto bianco-verde. E’ l’ulteriore dimostrazione che la Mens Sana è una squadra, e una società, in grado di attrarre realtà importanti”.

La partnership per le divise è un tassello che si aggiunge a un legame – quello tra la banca e la squadra bianco-verde – che si è cucito nelle settimane e nei mesi.

E’ arrivata alla meta, ad esempio, la campagna di crowdfunding lanciata il 21 ottobre dalla Fondazione ChiantiBanca sulla piattaforma Eppela, proprio a sostegno della Mens Sana.

Quando mancano ancora poche ore (c’è tempo fino al 31 ottobre), sono stati già raccolti circa 11.500 euro, superando il tetto fissato a 10mila: la Fondazione adesso farà la propria parte, aggiungendo il proprio contributo.

“L’obiettivo minimo è stato raggiunto – aggiunge Viviani – ma un obiettivo massimo non esiste: se riusciremo ad andare più avanti, sarà tanto meglio. Questo risultato attesta ancora una volta l’attaccamento dei nostri tifosi e conferma l’abitudine di questa città a partecipare, in prima persona, agli sforzi economici delle realtà che le appartengono; e la Mens Sana appartiene alla città, soprattutto in questo momento storico”.

“Ci fa piacere – afferma il vice presidente vicario di ChiantiBanca, Claudio Corsi – che il progetto di crowdfunding abbia avuto successo: vuol dire che c’è stato un percorso di partecipazione e di corresponsabilità che va ben oltre la beneficenza. Il futuro è questo, è lo spirito di squadra”.

“D’altronde – conclude – la banca si è mossa fin dai primi momenti in cui si rianimava la partecipazione della città intorno a questa squadra: siamo un soggetto non svolge solo attività creditizia ma che, come è scritto nel nostro statuto, svolge anche un’attività di coesione sociale e operazioni come questa sono l’essenza della coesione sociale”.


ChiantiBanca alla Partita della Pace con i bimbi più sfortunati DAL TERRITORIO

Qui sotto il servizio del TGT relativo alla presenza di ChiantiBanca, con il suo direttore generale Andrea Bianchi, alla recente Partita della Pace allo Stadio Olimpico Roma.

Prima del match una partita fra bambini provenienti dalle zone terremotate e migranti in case famiglia: grazie a Unitalsi e, appunto, a ChiantiBanca.

 


Il presidente Bini Smaghi ai 300 anni del Chianti Classico: “Noi e il territorio” DAL TERRITORIO

Trecento anni dalla pubblicazione del Bando di Cosimo III de’ Medici, con il quale si delimitavano le zone di produzione del Chianti (oggi Chianti Classico), del Pomino, del Valdarno di Sopra e del Carmignano.

Il Consorzio Vino Chianti Classico li ha celebrati con una due giorni, sabato 24 e domenica 25 settembre, davvero degna dell’appuntamento.

Sabato, al convegno nel Salone dei 500 in Palazzo Vecchio, a Firenze, fra le iniziative anche una tavola rotonda fra i presidenti dei Consori, grandi importatori di vino stranieri, grandi portali internazionali del commercio on line.

Un talk show al quale ha partecipato anche il presidente di ChiantiBanca, Lorenzo Bini Smaghi: “Sono fondamentali la cultura e il sostegno del territorio – ha detto il presidente incalzato dal moderatore, il giornalista Luca Porro, sul ruolo delle banche – un principio in cui ChiantiBanca crede assolutamente”.

“Il settore bancario – ha proseguito il presidente Bini Smaghi – sta vivendo un periodo di profonda ristrutturazione. Ma spesso aggregare significa portare altrove il cervello. Noi di ChiantiBanca, al contrario, vogliamo che il cervello rimanga nel Chianti, anche se abbiamo obiettivi che si allargano a tutta la regione”.

Operativamente ha ricordato che, in ambito agricolo e vitivinicolo, “continueremo a sostenere il territorio, non solo con finanziamenti a 12 mesi ma anche con durate molto superiori, addirittura fino a 80 mesi: per far questo, però, c’è bisogno di conoscere il produttore, le aziende, il territorio. C’è bisogno di conoscerne la storia e la cultura”.

“Per quanto ci riguarda, nel primo semestre del 2016 – ha tenuto a ricordare (nel settore agricolo abbiamo registrato un aumento del 6% degli impieghi rispetto allo scorso anno. E in termini di sofferenze) per parlare di un tema ormai sulla bocca di tutti – il vitivinicolo ne ha portate un numero inferiore rispetto alle media: ciò vuol dire che il settore (contrariamente a quanto avvenuto in passato in cui non è stato considerato per quanto avrebbe meritato) si è guadagnato grande attenzione e fiducia in termini di investimenti, seppur con tutte le attenzioni del caso”.

“ChiantiBanca – ha concluso Bini Smaghi – vuol continuare a essere banca del territorio, consapevole che allargare gli orizzonti significa rafforzarsi nei territori di origine: nel settore bancario “diversificare” è fondamentale perché fare banca “mono settore” è un rischio che non possiamo correre”.


Chianti e futuro: un territorio che ha retto meglio alla crisi. Gli esiti del convegno DAL TERRITORIO

“Il Chianti si colloca nell’area più dinamica della regione, un’area che nel corso di questa crisi ha perso meno del resto della Toscana (che, ricordiamolo, ha perso meno del resto del paese), anzi secondo alcune nostre stime il Chianti avrebbe avuto un comportamento addirittura migliore di quello della Toscana centrale, avendo registrato addirittura aumenti del PIL dopo la caduta iniziale del 2009”.

Una situazione a tinte abbastanza confortanti quella dipinta da Stefano Casini Benvenuti, direttore di Irpet, che ha delinato il quadro di sviluppo del territorio chiantigiano durante il convegno organizzato mercoledì 21 settembre da ChiantiBanca, in partnership con il “Gruppo San Donato”, dal titolo “Terre di Toscana: come sta e dove va il Chianti”. Una “radiografia” della situazione socio-economica del Chianti a cura di Istat, Irpet, Unioncamere, Università di Siena, Musei del Chianti e del Valdarno.

Un momento di approfondimento molto interessante, nel quale è stato “tastato” in maniera molto approfondita il polso a un territorio che, come area di analisi, è stato esteso a undici comuni: San Casciano, Tavarnelle, Greve in Chianti, Barberino Val d’Elsa, Bagno a Ripoli, Impruneta, Monteriggioni, Castelnuovo Berardenga, Castellina in Chianti, Radda in Chianti, Gaiole in Chianti.

Hanno partecipato al seminario, coordinato da Ferdinando Berti (presidente Associazione “Capanna Europa”), Bianca Maria Martelli (già Direttrice Istat Toscana e Umbria), Alessandro Valentini (Direttore Istat Centro Italia), Sabina Giampaolo (Istat Toscana), Tommaso Rondinella (Istat Toscana), Riccardo Perugi (Responsabile Ufficio Studio Unioncamere), Maria Pia Maraghini (Docente Università degli Studi di Siena), Nicoletta Matteuzzi (Coordinatrice Musei del Chianti e del Valdarno). E, appunto, Stefano Casini Benvenuti, direttore Irpet.

A introdurre i lavori il presidente di ChiantiBanca, Lorenzo Bini Smaghi, che ha ricordato come “in questo territorio abbiamo le nostre radici, ma ci stiamo espandendo (Prato, Pistoia, Arezzo, Pisa, Livorno) con l’ambizione diventare sempre più una banca ragionale, punto di riferimento di tutta la Toscana”.

“Dobbiamo ringraziare – ha sottolineato Bini Smaghi – chi ha fatto scelte importanti e lungimiranti nel passato, e mi riferisco alla fusione fra la banca di San Casciano e quella di Monteriggioni che ha portato alle successive scelte aggregative: senza quel tipo di decisione, ancora oggi avremmo tante piccole entità che non avrebbero potuto mai porsi con la stessa ambizione che ha oggi ChiantiBanca”.

“In Toscana – ha concluso Bini Smaghi – c’è domanda di una “buona banca”, che sia vicina al territorio – e quindi in primis a soci e clienti – erogando servizi anche di tipo non bancario (guardando a noi penso ad esempio a ChiantiMutua). Vogliamo essere vicini a tutte le realtà dei territori in cui operiamo, convinti che espandersi – secondo il principio della diversificazione – significa esser ancor più d’aiuto anche al territorio dove siamo nati e cresciuti. Più ci espandiamo e meno limiti abbiamo”.

Lo stesso Casini Benvenuti, nel corso del suo intervento, ha evidenziato la strategicità di questo messaggio, ovvero di aprirsi per mantenersi e sviluppare: “Le caratteristiche strutturali dell’area l’hanno certamente avvantaggiata. Si tratta infatti di un’area molto aperta agli scambi internazionali, con un saldo commerciale largamente positivo (più del resto della Toscana) e con una forte attrattività turistica”.

“Inoltre – ha concluso – un altro elemento che spiega la maggiore solidità del sistema è legato alla sua multisettorialità; le specializzazioni prevalenti spaziano infatti in molti settori dell’industria, mentre nel terziario prevalgono le attività legate alla residenza e soprattutto al turismo. Vi è inoltre un numero interessante di imprese che anche lungo questa crisi sono riuscite ad aumentar occupazione e fatturato”.

Molto interessanti anche gli interventi di Istat e di Unioncamere. Secondo Unioncamere, “i dati relativi alla nati-mortalità imprenditoriale evidenziano, per l’area del Chianti, hanno avuto un andamento negativo durante tutto il triennio (- 0,2% nel 2013, -0,2% nel 2014, -0,3% nel 2015). L’ultimo dato annuale positivo risale dunque al 2012 (+0,5%), spinto soprattutto dai comuni di Bagno a Ripoli e di Monteriggioni, ovvero quelli che risentono positivamente della vicinanza con Firenze e Siena”.

Istat infine, in una analisi che ha parlato di demografia, economia e istruzione, ha ricordato che “i territori del Chianti sono a prevalenza rurale di conseguenza i livelli di istruzione risultano spesso più bassi rispetto a quelli dei capoluoghi. La percentuale di giovani di 30-34 anni in possesso di un titolo universitario oscilla tra il 13,8% di Gaiole in Chianti e il 25,5% di Impruneta a fronte della media Toscana del 24%. La situazione è relativamente migliore con riferimento alla popolazione adulta (25-64 anni) in possesso di diploma o laurea, la cui incidenza oscilla tra il 52,3% di Gaiole in Chianti e il 59,6% di Impruneta a fronte della media toscana del 56,4%. Fanno eccezione Castelnuovo Berardenga e Bagno a Ripoli che presentano livelli di istruzione decisamente superiori alla media regionale (31% e 63% rispettivamente per i due indicatori)”.

QUI PUOI SCARICARE TUTTE LE SLIDE DEI RELATORI DEL CONVEGNO


SERVIZI TELEVISIVI SUL CONVEGNO

TGT ITALIA 7, MERCOLEDI’ 21 SETTEMBRE

TG38 DI RTV 38, MERCOLEDI’ 21 SETTEMBRE


ChiantiBanca a sostegno della nascita del “nuovo” Centro Pecci di Prato DAL TERRITORIO

E’ fissato per l’ormai prossimo 16 ottobre 2016 il Grand Opening del nuovo Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, dopo il completamento dell’avveniristico ampliamento a forma di navicella spaziale dell’architetto Maurice Nio e la riqualificazione dell’edificio originario di Italo Gamberini.

Il Centro Pecci sarà l’unica istituzione pubblica dedicata all’arte contemporanea in Italia, e una tra le poche in Europa, a inaugurare un nuovo edificio nel decennio 2010-2020.

Fondato nel 1988 — prima istituzione in Italia con una sede costruita ex novo per esporre, collezionare, conservare, documentare e diffondere le ricerche artistiche più avanzate — il Centro Pecci si appresta a diventare un punto di riferimento internazionale per la sperimentazione dei molteplici linguaggi artistici contemporanei.

La sua mission, infatti, è quella di indagare tutte le discipline della cultura contemporanea, toccando anche cinema, musica, perfoming arts, architettura, design, moda e letteratura, cercando al contempo di avvicinare il più possibile l’arte alla società.

A questo scopo il nuovo Centro, oltre a spazi espositivi più che raddoppiati, ha a disposizione anche l’archivio e la biblioteca specializzata, che conta un patrimonio di oltre 50.000 volumi, il teatro all’aperto, un cinema/auditorium, uno spazio performativo all’interno delle gallerie, un bookshop, un ristorante, un bar/bistrot.

Un luogo non solo espositivo ma il più versatile e trasformabile possibile, basato sulla sperimentazione e la ricerca, puntando a una relazione dinamica con il suo pubblico e divenendo un luogo particolarmente attivo con il prolungamento dell’apertura alla sera, quando alle mostre si affiancano performance, concerti e proiezioni, ma anche conferenze, laboratori e corsi per adulti.

Importante in questo senso, prima tra le istituzioni pubbliche italiane, la creazione di un dipartimento di ricerca teso a costruire le basi teoriche delle varie iniziative e a sviluppare in modo ampio le attività educative.

Nell’occasione della riapertura del Centro Pecci (nelle foto la conferenza stampa di presentazione), al quale la Regione Toscana ha attribuito il compito di coordinamento e fulcro regionale dell’arte contemporanea, una serie di eventi e mostre collaterali saranno presenti nella città di Prato e sul territorio, coinvolgendo Firenze, Pisa, Vinci.

La fine del mondo – Prologo porterà opere della Collezione Pecci in prestigiose istituzioni culturali toscane mentre Contemporary Tuscany traccerà, per la prima volta, un percorso di arte urbana nell’area pratese. E ancora: La Torre di Babele, iniziativa dei galleristi toscani in uno spettacolare edificio di archeologia industriale; TU35 / 2016 dedicata ai giovani artisti toscani emergenti; Icastic for Pecci nella Camera di Commercio della città e, al Fabbricone, i progetti del recente concorso per il Parco Centrale di Prato, che ha visto la partecipazione dei migliori architetti e paesaggisti internazionali.

La Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana è lo strumento appena nato, istituito dal Comune di Prato e sostenuto dalla Regione Toscana, per gestire il Centro Pecci. La mostra La fine del mondo e il programma del Grand Opening sono realizzati con il contributo di Terna, ChiantiBanca, Publiacqua, ASM, Unicoop Firenze, con il sostegno di Prohelvetia e con la sponsorizzazione tecnica di Menabrea e Untitled Association. Media coverage Sky Arte HD.


Dragon Boat 2016: “quelli di ChiantiBanca” remano lungo l’Arno DAL TERRITORIO

Un gruppo che “voga”per un fine comune: è la definizione molto scarna ma alquanto efficace del Dragon Boat, una disciplina sportiva diffusa in tutto il mondo,che prevede gare su imbarcazioni standard lunghe 12.66 mt e larghe 1.06 mt,con la testa e la coda di drago.

Anche quest’anno al Dragon Boat di Firenze, organizzato dalla Canottieri Comunali sabato 10 settembre, la squadra di ChiantiBanca (in foto) ha risposto “presente” con grande entusiasmo.

A “sfidarla” Officina Profumo SMN, Lilly e i Vagabondi, A Tutto Oil & Gas, Marinai d’Arno, Arnodragons, DragonFlog.

 

IL VIDEO (EQUIPAGGIO CHIANTIBANCA IN “ACQUA  2”)

 

 

Un modo per divertirsi, per fare gruppo: la disciplina sportiva del Dragon boat è infatti un esempio di una strategia di “team building”,cioè di come costruire un gruppo affiatato.

E ChiantiBanca, che pone su quest’ambito (da sempre) grande attenzione, non poteva certo mancare a questa splendida… “remata in Arno”! Nelle foto li vedete, entusiasti e felici, alla partenza: sarebbe curioso vedere le stessa foto… all’arrivo! Buon Dragon Boat a tutti… .

 

 


ChiantiBanca sulle maglie della Robur Siena per la stagione 2016/2017 DAL TERRITORIO

Ci sarà anche ChiantiBanca sulle maglie della Robur Siena, impegnata nella stagione calcistica di Lega Pro, girone A. Sono state presentate ieri (9 settembre), infatti, nella sala stampa dello stadio “Artemio Franchi” di Siena, le nuove divise della squadra per la stagione 2016/2017.

Il main sponsor della società sarà Tenute Piccini, azienda vinicola del territorio che si è legata alla squadra con un contratto triennale di sponsorizzazione. Come secondo sponsor, sulla maglia, ci sarà appunto ChiantiBanca, mentre sul retro si troverà il logo di Teknoship, la società che opera nel campo delle forniture tecniche e riparazioni navali di proprietà della famiglia del presidente della Robur, Anna Durio.

Con la scelta di sponsorizzare la squadra bianconera ChiantiBanca conferma ancora una volta il legame con la comunità senese e con la città. “Chiantibanca è sempre stata accanto a tutto ciò che valorizza il territorio non solo sul piano delle dinamiche economiche, ma anche di quelle sociali” ha affermato il vice presidente vicario, Claudio Corsi.

“Banche come la nostra – ha aggiunto Corsi – sono completamente collegate al territorio e noi abbiamo intenzione di restare collegati testa e piedi alla Toscana, in un meccanismo di coerenza. Inoltre, abbiamo accettato questa proposta anche per un altro aspetto: non c’è un solo sponsor. La cooperazione e la partnership con altri riflettono in maniera univoca e coerente l’idea di questa banca: le cose si fanno insieme, perché solo così si riesce a guardare al bene comune”.

 La Robur torna, quindi, alla maglia “storica” a strisce verticali bianche e nere, perché “vogliamo dare un segnale di rinnovamento, consapevoli che questa scelta si inserisce comunque, con le sue caratteristiche, in quelle che sono le pagine di storia del Siena” ha spiegato l’amministratore delegato della società, Federico Trani.

“Questo è un giorno particolare per la Robur e per la città – ha detto il responsabile marketing della squadra, Vincenzo Federico, introducendo la presentazione – perché finalmente una piazza blasonata come la nostra torna ad avere uno sponsor di maglia, grazie anche a due realtà davvero importanti per il territorio che hanno creduto, fin dal primo momento, in noi e nel progetto della Robur Siena”.

 La nuova maglia debutterà mercoledì 14 settembre, nel turno infrasettimanale casalingo contro la Lupa Roma.


Pallavolo: ChiantiBanca insieme ai Lupi di Santa Croce DAL TERRITORIO

“La Lupi Santa Croce è lieta di annunciare il raggiungimento di un accordo di partnership con ChiantiBanca, la prima banca di credito cooperativo in Toscana e una tra le più importanti realtà del credito cooperativo a livello nazionale”.

La società sportiva di pallavolo del comprensorio del cuoio, che milita nel campionato di serie A2, ha annunciato così nei giorni scorsi quello che viene descritto come “un sodalizio di grande rilievo, per il quale la società biancorossa esprime soddisfazione e apprezzamento, soprattutto poiché intrapreso con una banca sinonimo di dinamicità, efficienza e competitività nei servizi per il credito e il risparmio. Nel Comprensorio del cuoio, ChiantiBanca è divenuta un punto di riferimento per le famiglie e le imprese che operano nel territorio, grazie anche alla presenza di una filiale a San Miniato, nella frazione di San Donato”.

“La banca, inoltre – proseguono dalla società di pallavolo” insieme a ChiantiMutua, con la quale la Lupi Santa Croce stipulerà presto una convenzione, promuove iniziative di vario genere che interessano, ad esempio, gli ambiti di sanità, prevenzione, servizi per le famiglie e tempo libero. Un valore aggiunto, questo, molto apprezzato da soci e clienti, tanto da rappresentare il vero e proprio fiore all´occhiello della banca”.

“Da sempre interessata alle esigenze della comunità locale – concludono dai Lupi di Santa Croce – ChiantiBanca ha dimostrato particolare vicinanza e solidarietà nei confronti della Lupi Santa Croce riscoprendo dapprima la sua longeva e prestigiosa storia, per poi decidere di valorizzare e sostenere i suoi numerosi tesserati con un fattivo contributo. La banca seguirà quindi l´evolversi della stagione di serie A2 della squadra Kemas Lamipel Santa Croce, rimanendo al contempo attenta agli sviluppi e alle necessità di tutto il settore giovanile”.


ChiantiBanca-Ac Prato: presentata la sponsorizzazione 2016/17 DAL TERRITORIO

È stato presentato ufficialmente oggi pomeriggio, mercoledì 24 agosto, con una conferenza stampa nella sede di Ac Prato in via Tacca 29, l’accordo per la Stagione 2016/17 con ChiantiBanca.

Presenti il Presidente di Ac Prato, Nicola Radici, ed il Vice Direttore Generale di ChiantiBanca, Mauro Focardi Olmi.

Il logo di ChiantiBanca figurerà sulla maglia dei biancazzurri per tutte le gare della stagione 2016/17 come Co. Sponsor insieme al Main Sponsor, Estra.

Chianti Banca dunque andrà ad arricchire il prezioso “team” di sponsor biancazzurri insieme a Prato Feels; Orgoglio Pratese e Cardato Riciclato Pratese.

Le parole del Presidente di Ac Prato, Nicola Radici: “Ringrazio ChiantiBanca, qui rappresentata dal Vice Direttore Generale Mauro Focardi Olmi, per la collaborazione e per il continuo di un accordo molto importante. Allo stesso modo ringrazio le altre novanta aziende che sono vicine a Orgoglio Pratese. Novanta è un numero importante e sono convinto che se ChiantiBanca ha deciso di intraprendere questa strada qui con noi è merito anche loro, perché abbiamo creato una sinergia preziosa. Si tratta peraltro di una realtà bancaria da lodare, proprio perché vicina alla squadra della città. Per quanto ci riguarda abbiamo bisogno di questo tipo di supporto. La speranza ovviamente è di fare bene durante questa stagione e che in futuro l’accordo possa proseguire, come succede in Serie A con marchi storici che diventano sempre più parte della maglia”.

Le parole del Vice Direttore Generale di ChiantiBanca, Mauro Focardi Olmi: “Crediamo molto nell’essere un punto di riferimento nei luoghi in cui operiamo. Il progetto di ChiantiBanca è di “respiro” regionale, ma siamo ambiziosi proprio perché pensiamo di essere banca del territorio in ogni territorio nel quale siamo dislocati. Abbiamo deciso di proseguire il progetto, si può dire, già cominciato da due stagioni con Ac Prato che è appunto parte rilevante della città laniera. A maggior ragione abbiamo deciso di intraprendere questo percorso con l’intervento della cittadinanza stessa sul progetto, con l’avvento del Trust Orgoglio Pratese”.



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