Salvaguardiamo il “piccolo” DAL TERRITORIO / Primo Piano
autore: Cristiano Iacopozzi
Presidente ChiantiBanca
 

IL CORPO INTERMEDIO è un ente sociale privato elevato a coadiuvare la missione dello Stato… cooperando proporzionalmente al servizio dei soggetti più deboli”.

La citazione – Giuseppe Toniolo (1899) – rappresenta un utile punto di partenza per fissare la direttrice da seguire nell’attività di ChiantiBanca e nel processo di riforma che ha investito il nostro movimento negli ultimi anni.

Come è noto, lo scorso 4 marzo, ha preso avvio il Gruppo Cooperativo Iccrea, il più esteso come dimensioni e il più ampio come numero di Bcc aderenti, 142. Siamo agli inizi di una sfida impegnativa per tutti: l’obiettivo di irrobustire il credito cooperativo, con strumenti come lo schema di garanzie incrociate, e la creazione di un gruppo di banche affiliate a una capogruppo – avente funzione di direzione, coordinamento e controllo – rappresenta un passaggio di estrema delicatezza.

La sfida che ha ora di fronte il credito cooperativo è quella di attuare compiutamente una Riforma che presenta caratteri di assoluta originalità, ma in un contesto normativo europeo e a fronte di modelli di vigilanza accentrati che non contemplano l’esistenza di gruppi bancari di natura partecipativa “al servizio” di banche di territorio cooperative tenute a perseguire finalità mutualistiche. Banche che sono – contemporaneamente – azioniste, garanti, clienti delle banche Capogruppo.

Cresce pertanto la consapevolezza che, in gioco, non c’è solo la credibilità acquistata negli anni dalle nostre banche di comunità al servizio esclusivo dei territori dei quali sono espressione, ma anche il rischio di una malcelata omologazione verso modelli di impresa “estranei”, che snaturerebbe l’essenza delle Bcc e, in ultima analisi, la loro stessa capacità di stare sul mercato.

È importante salvaguardare la capacità di operare delle piccole banche, tipicamente specializzate nel finanziamento delle imprese minori. Solitamente l’attività degli intermediari di dimensioni ridotte risente fortemente della pressione esercitata dall’innovazione tecnologica, che innalza l’efficienza operativa ma comporta alti costi fissi, e dagli obblighi normativi che rappresentano un onere particolarmente gravoso. Inoltre, ha messo in evidenza come la riforma del credito cooperativo miri a coniugare l’obiettivo di preservare il valore della mutualità con quello di superare gli svantaggi della piccola dimensione in ambito bancario.

Nel panorama dell’industria bancaria le Bcc continuano a rivestire un ruolo fondamentale, in qualità di banche di relazione per eccellenza e nel finanziamento dell’economia locale nel corso della lunga crisi economica da cui ancora il nostro Paese stenta a riprendersi completamente. Le Bcc si sono confermate istituti di riferimento per importanti settori dell’economia italiana che hanno continuato a sostenere nonostante il mutato scenario economico che si è delineato nella seconda metà del 2018.

Centrale continua ad essere il presidio della “differenza mutualistica” che fonda il favor costituzionale e legittima lo speciale regime fiscale delle Bcc. L’”accumulazione indivisibile”, derivante sostanzialmente dall’obbligo per le nostre banche di destinare almeno il 70% degli utili alla riserva legale, è fondamentale per sostenere l’irrobustimento patrimoniale e finanziario mediante il progressivo accantonamento patrimoniale di una rilevante quota di ricchezza prodotta dalle banche del Sistema, che deve rimanere correlata ai territori da cui tale ricchezza deriva. Tale accumulazione, che rappresenta il principale strumento di capitalizzazione per le Bcc, è valorizzata dal Legislatore con una detassazione che attua con avvedutezza il favor dell’art. 45 della Costituzione.

Se il cambiamento è essenzialmente cambia-mente, questo deve essere il nostro primo esercizio.

Ora che i Gruppi Bancari Cooperativi sono avviati, che il riassetto organizzativo è in gran parte compiuto, che la transizione si va definendo, occorre dare stabilità. Per poter correre, serve un terreno solido dove poggiare i piedi e su cui far leva per darsi slancio. Di correre e di slancio certamente il credito cooperativo ha ancora bisogno.

Occorre consolidare e mantenere integri i valori tradizionali del nostro movimento, a cominciare dalla mutualità e dal concetto di banca al servizio dei territori, dei soci, dei clienti.

ChiantiBanca ha sempre svolto con impegno e dedizione queste funzioni e continuerà a farlo con l’umiltà e la serietà che da sempre ci contraddistinguono, con l’unico fine di rafforzare la nostra presenza sul territorio e servire al meglio soci e clienti. Il Consiglio di Amministrazione che rappresento si impegnerà per preservare i valori che i fondatori del movimento ci hanno lasciato e faremo di tutto per mantenere vivo un principio quanto mai attuale, ovvero “La nostra banca è differente”.

 

Cristiano Iacopozzi è Presidente ChiantiBanca da maggio 2017. Laurea in Scienze Economiche e Bancarie, è docente di Asset Allocation nella facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Siena. Dal 1993 svolge attività di formazione e di consulenza ed è autore di pubblicazioni nel mondo bancario.