La riforma / 2 DAL TERRITORIO / Primo Piano
autore: Mauro Focardi Olmi
Direttore Generale ChiantiBanca

 

L’INIZIO DEL 2019 sancirà finalmente la partenza della riforma delle banche di credito cooperativo dopo una complicata e lunga, troppo lunga, fase di preparazione.

Il perché ci fosse bisogno nelle Bcc di una riorganizzazione è molto semplice.

La motivazione è di natura esclusivamente industriale, ed è indispensabile per garantire che il sistema bancario cooperativo rimanga nel tempo una risorsa per i territori!

La crisi finanziaria mondiale, iniziata nel settembre 2008 con il fallimento della banca d’affari americana Lehman Brothers, ha, di fatto, sancito l’inizio di una nuova epoca nel mondo delle banche, poiché le nuove regole introdotte dai Regolatori per renderle più solide hanno generato una diversa impostazione nella gestione degli istituti di credito di tutto il mondo.

E forse non tutti sanno che anche le banche di credito cooperativo devono rispettare le stesse disposizioni di vigilanza internazionali alle quali sottostanno tutte le altre banche.

Queste nuove direttive hanno richiesto anche alle Bcc di dotarsi di organizzazioni complesse che però mal si conciliano con le dimensioni di queste banche. Anche le eventuali necessità di poter accedere con facilità al mercato dei capitali trovano difficoltà a essere soddisfatte per via della forma giuridica statutaria propria delle banche di credito cooperativo.

Alla situazione normativa si devono poi sommare gli effetti che la lunga crisi economica ha causato a tutte le banche italiane, che si sono viste riempire progressivamente gli attivi di un ingentissimo numero di crediti deteriorati che, oltre ad avere pesanti effetti sui conti economici, hanno bisogno di una gestione strutturata per il loro pronto recupero o per l’eventuale cessione.

Non meno importante è la necessità per le Bcc di continuare ad avere prodotti commercialmente competitivi e, per la gestione corrente, di strumenti tecnologicamente avanzati che però sono raggiungibili solo attraverso ingenti investimenti economici, ovviamente non alla portata delle singole banche di credito cooperativo.

Non affrontare queste situazioni lasciando tutto inalterato avrebbe voluto dire esporre il mondo del Credito Cooperativo a un destino incerto e pieno d’insidie, con innegabili ripercussioni negative su soci, clienti e territori, che invece attraverso la costituzione dei Gruppi Bancari saranno gestite e progressivamente risolte.

Ci sono esempi che possono aiutare a meglio comprendere lo scenario esposto.

Per rimanere in campo bancario basti pensare a quello che è accaduto alla stragrande maggioranza delle Casse di Risparmio che, non essendo riuscite a mettere a fattor comune la loro specificità, sono progressivamente scomparse incorporate dalle grandi banche nazionali o addirittura straniere.

Altri esempi, stavolta virtuosi, possiamo trovarli nel commercio dove, per non cedere alla concorrenza della grande distribuzione, alcuni operatori economici si sono consociati tra di loro – vedi piccoli supermercati o negozi di elettrodomestici – ottenendo così la possibilità di acquistare i loro prodotti a prezzi concorrenziali che gli ha permesso di rimanere competitivi sul mercato pur non perdendo la loro caratteristica di vicinanza alla clientela.

Il nascente Gruppo bancario di Iccrea, grazie alle sinergie ricavate dal mettere a fattor comune le risorse e le professionalità di 142 banche, operanti con oltre 2600 sportelli in più di 1700 comuni, porterà investimenti e risparmi di costi sino ad oggi impossibili da realizzare dei cui benefici godranno in primo luogo soci e clienti.

ChiantiBanca, attraverso l’adesione al Gruppo Bancario Iccrea, è pertanto convinta che la sua natura d’istituto al servizio delle comunità verrà rafforzata.

Perciò ben venga la Riforma che permetterà di continuare ad avere banche DEL territorio e non banche NEL territorio!

 

Mauro Focardi Olmi è direttore generale di ChiantiBanca dal 15 giugno 2017. E’ stato direttore generale della Banca Area Pratese dal novembre 2013 al luglio 2016 e vice direttore generale di ChiantiBanca per complessivi sette anni (con inizio nel dicembre 2007, quando fa il suo ingresso nel mondo di credito cooperativo, poi dal luglio 2016). In precedenza, vanta un lunghissimo percorso professionale nel mondo Abi, dove svolge mansioni apicali in tre banche: Banca Nazionale dell’Agricoltura (dal 1980 al settembre 2000), Banca Antonveneta (ottobre 2000-marzo 2007) e Banca Abn Amro (aprile-novembre 2007).