Cambiare senza tradire: i vantaggi per le bcc senza snaturare i valori che le rendono uniche DAL TERRITORIO
autore: Cristiano Iacopozzi
Presidente ChiantiBanca
 

VORREI PARTIRE con un ringraziamento, a Soci e Clienti della nostra banca che, anche nel corso del 2018, ci hanno riservato la loro fiducia: non possiamo non ricordare che, dall’insediamento del nuovo Consiglio di Amministrazione espressione della lista “Fedeltà alla storia ed alla cooperazione”, avvenuto nel maggio dello scorso anno, la base sociale si è ampliata, passando da
26.300 a 27.000 unità (aspetto che fa di ChiantiBanca una delle principali banche di  credito cooperativo a livello nazionale) e che il numero di clienti è a sua volta aumentato, salendo da 105 a 107mila.

Poi una domanda: perché questa newsletter e perché in formato telematico?

Uno dei tanti e positivi elementi distintivi delle nostre bcc (solo per elencarne alcuni: la mutualità prevalente, l’essere banche di territorio, la relazione privilegiata con le comunità locali, l’erogazione di parte dell’utile di bilancio a fini di beneficienza e mutualità, e certamente la lista non è esaustiva delle caratteristiche che sono specifiche del mondo del credito cooperativo) è senza dubbio costituita dalla presenza di un legame differente e speciale con la propria base sociale.

Riteniamo che il rapporto con i propri stakeholder (soci, clienti, famiglie, comunità di territorio) non possa passare solo dall’incontro annuale – l’assemblea per l’approvazione del bilancio – ma richieda una comunicazione più estesa e frequente nel tempo. Per questo, nasce la newsletter ChiantiBanca, la cui finalità, nelle intenzioni del Consiglio di Amministrazione chiamato per tempo a guidare la nostra bcc, è quella di tenere costantemente informati soci, clienti, famiglie, su quella che è l’evoluzione dell’attività sociale.

Proprio per questo motivo, occorre dedicare alcune considerazioni all’imminente riforma del movimento del credito cooperativo che, dal 2019, porterà alla costituzione delle capogruppo nazionali Iccrea Banca e Cassa Centrale Banca, oltre che della capogruppo Raiffesen per le  banche rurali dell’Alto Adige.

A tal proposito, va rilevato come la riforma non snaturi quelli che sono i caratteri tipici e peculiari delle banche di credito cooperativo: secondo le norme di vigilanza (Disposizioni di Vigilanza Banca d’Italia, circolare 285, parte III, capitolo 5) “l’ordinamento disciplina le bcc come intermediari caratterizzati dalla finalità mutualistica e da un’operatività circoscritta ai territori di insediamento. La democraticità di funzionamento dell’organizzazione è assicurata dai limiti di partecipazione del socio e dal principio del voto capitario. La finalità lucrativa è esclusa dai limiti rigorosi alla distribuzione di utili e dal principio di indivisibilità del patrimonio”.

L’imminente riforma, che porterà ChiantiBanca ad affiliarsi al Gruppo Bancario Cooperativo (GBC) promosso da Iccrea Banca, di gran lunga il più numeroso a livello nazionale, manterrà intatta la ragion d’essere tipica delle bcc, ben indicata nei loro Statuti, che subiranno solo piccole modifiche che non ne stravolgeranno gli elementi fondativi, a cominciare dal principio della cooperazione mutualistica e della finalità a contribuire a generare il bene comune, inteso come progresso inclusivo.

In tale direzione si è mosso anche il recente intervento normativo dello scorso luglio, che ha apportato alcune modifiche all’impianto della riforma varata a suo tempo con la legge n.49/2016. Spicca in primo luogo l’affermazione, nel nuovo testo legislativo, secondo cui le capogruppo, nello svolgimento della loro azione di controllo, coordinamento e direzione, debbano agire non solo nel rispetto delle finalità mutualistiche, ma anche del carattere localistico delle banche di credito cooperativo.

Viene poi previsto un apposito processo di consultazione delle BCC aderenti al Gruppo da parte delle capogruppo, con la finalità di definire strategie, politiche commerciali, raccolta del risparmio ed erogazione del credito, nonché riguardo al perseguimento delle finalità mutualistiche.

Infine, oltre a rafforzare i presidi di autonomia per le bcc collocate nelle classi di rischio migliori, si innalza al 60% la quota di capitale minimo di ogni singola capogruppo che dovrà essere detenuto dalle bcc appartenenti a quel gruppo (limite derogabile con decreto della Presidenza del Consiglio, solo per motivi legati alla necessità di preservare la stabilità bancaria).

In sintesi, CAMBIARE SENZA TRADIRE può rappresentare un’efficace sintesi per descrivere la riforma che farà entrare ChiantiBanca a far parte del GBC: potremo beneficiare dei vantaggi legati all’istituzione dello “Schema di Garanzie Incrociate” che permetteranno alle singole bcc di mettere in sicurezza i risparmi della propria clientela, senza perdere quello che è il carattere mutualistico e localistico e l’attenzione ai bisogni dei territori e delle comunità, che da sempre caratterizzano la nostra banca e l’intero mondo del credito cooperativo.

 

Cristiano Iacopozzi è Presidente ChiantiBanca da maggio 2017. Laurea in Scienze Economiche e Bancarie, è docente di Asset Allocation nella facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Siena. Dal 1993 svolge attività di formazione e di consulenza ed è autore di pubblicazioni nel mondo bancario.