DAL TERRITORIO


In viaggio con ChiantiBanca, destinazione Vinitaly DAL TERRITORIO

Non poteva mancare la presenza di ChiantiBanca alla 53° edizione del Vinitaly, la più importante manifestazione riservata al mondo del vino che vedrà la presenza di oltre 4.200 espositori provenienti da 30 paesi e quasi 130.000 visitatori di cui 32.000 buyer esteri, che si svolgerà a Verona da domenica 7 a mercoledì 10 aprile.

Martedì 9 aprile ChiantiBanca organizzerà una gita aperta a soci, clienti e istituzioni del territorio di riferimento, con questo programma:

ore 5.45: ritrovo dei partecipanti lungostrada Circolo Arci di Fontebecci, Strada Statale 222 Chiantigiana, in prossimità Hotel Anna Siena Nord, zona uscita Siena Nord della superstrada Siena-Firenze;
ore 6.00: partenza in pullman G.T.;
ore 6.30: fermata a San Casciano, piazza Moro (rotonda via Cassia di fronte sede ChiantiBanca);
ore 7.00: fermata a Firenze casello autostradale Firenze Nord, lato Hotel the Gate;
ore 10: arrivo a Verona (ingresso e tempo libero a disposizione);
ore 17: rientro;
dalle ore 20: arrivo previsto nei vari luoghi di partenza

Costo del viaggio (pullman più biglietto di ingresso): 50 euro.

Termine ultimo di iscrizioni: venerdì 29 marzo. Per informazioni: www.chiantibanca.it e 055-8255800. Prenotazioni: info@chiantimutua.it


Il (nuovo) modello Bcc DAL TERRITORIO
autore: Augusto dell’Erba
Presidente Federazione Italiana Banche di Credito Cooperativo

 

IL 2019 È L’ANNO DI AVVIO DEI GRUPPI BANCARI COOPERATIVI, costituiti per effetto della riforma del Credito Cooperativo incardinata, principalmente, nella legge 49 dell’8 aprile 2016. “Principalmente” perché la stessa riforma ha visto, soprattutto nei mesi da settembre a dicembre 2018, alcuni specifici interventi normativi che hanno apportato ulteriori modifiche all’impianto riformatore, senza comunque stravolgerne l’essenza.

Il “cuore” della riforma – messa a punto anche grazie alla costante interlocuzione tra Federcasse e le autorità parlamentari e di vigilanza – sono pertanto i Gruppi Bancari Cooperativi a cui le singole BCC hanno già aderito. I Gruppi Bancari Cooperativi eserciteranno funzioni di “direzione e coordinamento” sulle associate, ma le BCC avranno comunque il controllo del capitale della rispettiva Capogruppo. La quota minima di capitale è stata, come è noto, innalzata al 60%. Ma, soprattutto, le BCC manterranno intatte le tradizionali caratteristiche distintive di banche cooperative e mutualistiche: la nomina degli amministratori e dei sindaci riservata (in condizioni ordinarie) all’assemblea dei soci; l’obbligo di erogare almeno il 95% dei prestiti nella propria zona di operatività; il rapporto di prevalenza con i soci; il voto capitario e la destinazione di almeno il 70% degli utili annuali alle riserve indivisibili.  

I reciproci diritti e obblighi, delle Capogruppo e delle BCC, sono articolate nel “contratto di coesione” che le BCC hanno sottoscritto dopo aver modificato lo statuto.

Questo particolare disegno riformatore (che non ha eguali in Europa, basato pertanto su base contrattuale e non partecipativa, come invece avviene nei gruppi bancari capitalistici) ha come obiettivo quello di consentire a ciascuna BCC di svolgere sempre meglio il proprio ruolo di banca di comunità. Fornendo mezzi e strumenti (pensiamo alla nascita del sistema di garanzie incrociate tra le aderenti, previsto dalla riforma ed in coerenza con le norme europee, al fine di prevenire situazioni di criticità) per fare “di più” e “meglio” il proprio mestiere. Ma senza tradire i connotati caratteristici della mutualità bancaria.

Ed è questa forte attenzione alla salvaguardia della mutualità bancaria che permea tutto l’impianto riformatore. Attenzione ulteriormente evidenziata dagli interventi normativi dello scorso autunno. In modo particolare, nella legge di conversione del decreto “milleproroghe” (settembre 2018) è stato previsto esplicitamente che i poteri della Capogruppo, “oltre a considerare le finalità mutualistiche, debbano altresì considerare il carattere localistico delle BCC” o che, con “atto della Capogruppo”, debba essere disciplinato un “processo di consultazione delle BCC aderenti in materia di strategie, politiche commerciali, raccolta del risparmio ed erogazione del credito, nonché riguardo al perseguimento delle finalità mutualistiche”.

Ed ancora, la legge di conversione del “decreto fiscale” (dicembre 2018) ha stabilito, per le Casse Raiffeisen dell’Alto Adige, la possibilità di optare per un IPS (Institutional Protection Scheme) in alternativa alla costituzione del Gruppo Bancario Cooperativo provinciale. Opzione che le Casse Raiffeisen hanno scelto di perseguire, avviando, con l’inizio del nuovo anno, le procedure tecniche per la costituzione del nuovo sistema di garanzia reciproca.

La stesa normativa prevede anche l’introduzione di un nuovo livello di vigilanza cooperativa sulle Capogruppo, finalizzata a verificare la coerenza delle funzioni svolte dalle stesse Capogruppo rispetto alle finalità mutualistiche e territoriali delle BCC aderenti.

La riforma del Credito Cooperativo rappresenta, pertanto, uno strumento da guardare con attenzione, sia per come si è realizzata, sia per il modello organizzativo originale che disegna (un rapporto di feedback tra Capogruppo e banche aderenti che a loro volta le controllano), e soprattutto per aver mantenuto come stella polare la difesa della mutualità e il localismo bancario.

In questo senso, credo si possa essere soddisfatti. Per aver saputo difendere, in una generale tendenza all’omologazione anche e soprattutto sul terreno della finanza, un modello di impresa che ha dimostrato non solo tutta la sua resilienza dallo scoppio della crisi, ma che è in grado di essere – esso stesso – un antidoto contro il depauperamento dei territori. Per lo sviluppo sostenibile quel tessuto di micro e piccole imprese che hanno in gran parte contribuito al progresso ed alla crescita di occupazione e reddito.
 

Augusto dell’Erba è Presidente di Federcasse (la Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali) dal 2017. Nato a Bari, avvocato civilista, è Presidente della Cassa Rurale ed Artigiana di Castellana Grotte (Bari) e della Federazione Puglia e Basilicata delle Banche di Credito Cooperativo. Componente del Comitato Esecutivo e del Consiglio nazionale dell’Associazione Bancaria Italiana, dal 2017 è Presidente del Comitato Ristretto “Piccole Banche”. Dal 2011 è Presidente del Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo. Dal 2018 è vice presidente di FeBaf, la Federazione italiana Banche Assicurazioni e Finanza.

Ecco “ChiantiBanca Famiglia”, soluzioni per tutte le età DAL TERRITORIO

UNA FAMIGLIA, UNA BANCA. Questa la filosofia che ci ha spinto a creare la nuova linea dei prodotti destinati alla famiglia, pronti a soddisfare le esigenze di tutte le età.

L’abbiamo chiamata “ChiantiBanca Famiglia” – evocando il prodotto già esistente “ChiantiBanca Imprese”, ovviamente destinato a tutt’altro target di clientela – perché raggruppa una serie di servizi che saranno messi a disposizione di ciascun componente del nucleo familiare: a ognuno ciò che serve, in sostanza.

E quindi: conti correnti, sistemi di pagamento e carte di debito e credito; mutui casa e prestiti personali; tutela del risparmio e investimenti; polizze vita, casa e auto; prodotti dedicati ai più giovani (piccoli compresi).

La linea “ChiantiBanca Famiglia”, a cui sarà abbinata un’importante campagna pubblicitaria che abbraccerà tutti i nostri territori di riferimento, sarà presto disponibile nelle nostre filiali. Vi aspettiamo.

Nel frattempo, godetevi un’anticipazione grafica.

 

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Il territorio, la nostra forza: anche nel 2018 al servizio delle comunità DAL TERRITORIO
Consiglio di Amministrazione ChiantiBanca

 

QUASI NOVECENTOMILA EURO MESSI A SERVIZIO DEL TERRITORIO NEL CORSO DEL 2018, da “vera” banca delle comunità, rispettando lo spirito mutualistico e la vicinanza alla gente – la missione che mai deve venire meno –, valorizzando le eccellenze e sostenendo economia e iniziative, nel segno della tradizione e non solo, perché il legame è differente davvero, non solo a parole, e il rapporto con chi ci esprime fiducia – giorno dopo giorno – rimane unico e continua a rappresentare un elemento distintivo, oltreché un vantaggio competitivo, che mai dovremo disperdere.

Non abbiamo trascurato alcun settore, perché il ruolo di un credito cooperativo è quello di distribuire democraticamente, senza distinzioni élitarie, che mai ci apparterranno. Abbiamo destinato risorse nello sport e sostenuto il sociale; la cultura è uno dei nostri fiori all’occhiello – Claudio Abbado diceva che “la cultura è un bene primario come l’acqua” –, non ci siamo dimenticati di chi – nobilmente – dedica il proprio tempo al sostegno altrui; ci siamo lasciati avvolgere dalla musica e riservato grande attenzione ai giovani perché in troppi “parlano dei giovani ma non parlano ai giovani”, come ricordava Giovanni XXIII.

E soprattutto siamo stati vicini ai territori dove sviluppiamo la nostra missione, noi banca di credito cooperativo presente in sette delle dieci province della Toscana. Di seguito, una rapida carrellata di alcune sponsorizzazioni che abbiamo erogato nel 2018, territorio per territorio.

Il rapporto che ci lega a doppio filo con l’amministrazione comunale di San Casciano è una reciproca soddisfazione che va avanti da anni: un vanto la nostra presenza nel valorizzare le bellezze del Museo Civico e contribuire alla realizzazione del cartellone teatrale del Niccolini. Ci fa piacere ricordare anche la sponsorizzazione del Chianti Economic Forum, che ha alzato il sipario lo scorso anno e diventerà certamente un imperdibile appuntamento annuale dove convergere eccellenze economiche e politiche per “analizzare e immaginare il futuro del sistema Chianti”. Anche il mercato di Natale del comitato fiorentino della Croce Rossa Italiana ci ha visto orgogliosamente presenti: ha raccolto fondi per il sostentamento di 400 famiglie segnalate dal Comune di Firenze.

Di tutto di più anche spostandosi nell’area Siena/Arezzo. Con le associazioni di categoria il feeling è massimo, così come con le diciassette contrade e con il Magistrato a cui abbiamo riservato – a ciascuno di loro – un contributo per l’editoria. Abbiamo speso energie, senza restare mai senza fiato, per restare vicini alle massime (e non solo) espressioni sportive cittadine, siamo stati attori protagonisti, in totale accordo con l’amministrazione comunale di Siena, per la realizzazione del “Mercato nel Campo e Villaggio di Natale”, svoltosi alla Fortezza Medicea, e collaborato con l’Accademia Musicale Chigiana, una presenza che il nobilita il territorio. Non potevamo non affiancare – nomen omen – il Consorzio del vino Brunello di Montalcino nella manifestazione che ha dato il là alla nuova annata di un’eccellenza che tutto il mondo invidia.

Sperando di essere di buon auspicio per la salvezza in serie A dell’Empoli, con cui siamo compagni di viaggio da anni, a Pistoia abbiamo sposato il “progetto-sport”, volano di grandi soddisfazioni del territorio in molteplici espressioni: andiamo a canestro col Pistoia Basket, facciamo gol con la Pistoiese, sentiamo pronunciare spesso (a favore) la formuletta “game/set/match” con il Tennis Club e ci siamo messi a correre con l’Atletica Pistoia, a cui abbiamo associato anche il nome per un matrimonio che – a giudicare dai risultati straordinari di chi ben comincia – promette scintille. E’ stato messo il timbro anche su manifestazioni di rilevanza nazionale (due per tutte: Arts&Crafts e Business Market Day) e addirittura di respiro internazionale: bellissimo vederci fra i top sponsor del Pistoia Blues Festival, da quarant’anni punto di riferimento del fior fiore della musica mondiale.

Anche a Prato abbiamo spaziato senza limitazioni: sociale, sport, associazionismo, giovani, volontariato e chi più ne ha più ne metta. Ci piace sottolineare il “Campionato di giornalismo”, l’iniziativa, diventata ormai un “classico”, condivisa con il quotidiano La Nazione e aperta a molte scuole della città: piccoli cronisti crescono, insomma. Pavoniere e Tennis Club Prato sono strutture che ci vedono presenti – al Golf fino addirittura a personalizzare una buca –, con la Confartigianato Imprese è nato un rapporto che definire importante è riduttivo. Il premio Margherita Bandini Dati, organizzato dai coordinamenti per l’imprenditoria femminile di Rete Imprese Prato, focalizza l’attenzione sui casi di successo o di longevità professionale: premia valori che condividiamo e per questo l’abbiamo sostenuto senza indugi.

E poi Firenze. Con le associazioni di categoria il rapporto è ormai consolidato. Abbiamo battezzato eventi di straordinaria attrazione come la Fiera di Scandicci e i dieci seminari organizzati nel mese di novembre dedicati alla fatturazione elettronica. Proseguendo: dici Firenze e pensi alla Fiorentina. ChiantiBanca ha sostenuto il Centro coordinamento Viola Club, cuore vitale del tifo viola, andando oltre una “semplice” sponsorizzazione bensì marcando la nostra presenza su gadget e iniziative. Come quella – altro settore, ma una partecipazione altrettanto invidiabile – che conduce al Florence Dance Festival, uno degli eventi più attesi dell’estate fiorentina, tra danza, musica e teatro: quando la tradizione diventa contemporaneità.


Sulla strada giusta DAL TERRITORIO
autore: Mauro Focardi Olmi
Direttore Generale ChiantiBanca

 

CARI SOCI, questo numero della newsletter mi fornisce l’opportunità di comunicarvi alcune anticipazioni sui risultati conseguiti da ChiantiBanca nel 2018.

Prima di addentrarmi nei numeri, permettetemi di ringraziarvi, anche a nome di tutto il personale dipendente, per la fiducia che avete concretamente dimostrato nei confronti della nostra Banca.

A prescindere dai risultati raggiunti nell’esercizio appena concluso, che non volendo essere autoreferenziale mi limiterò solamente a esporre, siamo molto contenti di come sia migliorata la percezione nei nostri confronti sia nei territori dove operiamo che più in generale dal contesto esterno, e questo ad appena due anni da “quel” marzo 2017.

Questa ritrovata fiducia nei confronti di ChiantiBanca, oltre ovviamente a gratificarci, crediamo significhi che la strada intrapresa, attraverso una serie di cambiamenti, alcuni dei quali anche difficili, sia quella giusta e ci motiva a fare ancora meglio per il futuro.

Le anticipazioni che avevamo fornito nel corso dell’assemblea del 16 dicembre scorso sono state confermate e in taluni casi migliorate.

Cercherò di rappresentarvi un quadro d’insieme il più esaustivo possibile attraverso una sintetica esposizione dei principali aggregati, ricordando che il bilancio completo 2018 sarà sottoposto alla vostra approvazione nella prossima assemblea.

ChiantiBanca ha conseguito nel 2018 un utile netto di esercizio che supera i 4,5 milioni di euro, oltre il doppio dell’anno precedente e ben al di sopra del budget previsto.

Importante aggiungere che questo utile è stato conseguito nonostante siano state portate a termine una serie di operazioni virtuose per rafforzare gli indicatori della banca ma indubbiamente onerose dal punto di vista economico. Tra le più significative si evidenziano la riduzione del portafoglio deteriorato, l’incremento delle percentuali di copertura degli NPL e l’accesso al fondo esodi di alcuni dipendenti.

L’abbattimento di quasi un terzo del portafoglio deteriorato, con una diminuzione in valore assoluto di oltre 200 milioni, è stato ottenuto attraverso la cessione di 180 milioni di sofferenze – in prevalenza ipotecarie – e con un’azione di recupero per oltre 50 milioni, in parte vanificato da ulteriori ingressi nel portafoglio NPL di nuove posizioni per 30 milioni.

Le coperture del portafoglio creditizio sono cresciute rispetto al passato esercizio posizionandosi al 59,6% per le sofferenze, al 31,1 % per le inadempienze probabili e al 15,4% per i past due in confronto rispettivamente al 58,0%, 27,4% e 8,3% del 31dicembre 2017.

Gli indici di solidità patrimoniale, nonostante l’entrata in vigore del più rigoroso principio contabile IFRS9, sono migliorati portandosi all’11,45% di CET1 e al 14,00% di TCR contro rispettivamente all’11,10% e 13,60% di fine 2017 calcolati con i vecchi principi contabili.

La raccolta complessiva ha invertito la tendenza dello scorso anno tornando a crescere. L’incremento complessivo ammonta a circa l’1,2%, con il 4,6% di aumento del comparto gestito.

Gli impieghi alla clientela, al netto delle cessioni e dei recuperi sul portafoglio NPL, sono rimasti sui livelli di fine 2017, ciò sta a significare che nel 2018 ChiantiBanca ha sostituito integralmente i pagamenti di rate e i rimborsi degli affidamenti erogando nuovo credito a famiglie e imprese per circa 230 milioni.

A comprova del continuo supporto che ChiantiBanca fornisce a famiglie e imprese si segnala che nei primi due mesi del 2019 gli impieghi a clientela sono cresciuti di quasi 10 milioni rispetto al 31 dicembre 2018.

In miglioramento rispetto a fine 2017, o comunque ben oltre i limiti regolamentari, gli indicatori di liquidità LCR e NSFR.

Le importanti ristrutturazioni effettuate sulla Rete Commerciale hanno permesso di conseguire considerevoli miglioramenti anche in questo settore dove, ad esempio, il numero dei clienti e dei conti correnti sono cresciuti in modo deciso rispetto al 2017 e sempre sostenuti sono risultati gli incrementi del credito al consumo, delle carte, degli home banking e delle polizze assicurative.

Questi in grande sintesi sono stati i principali risultati conseguiti da ChiantiBanca nel 2018, numeri che certificano il lavoro fatto in questi 24 mesi ma che non ci fanno certo abbassare la guardia consapevoli che ancora molto c’è da fare.

Resta ancora prioritario ridurre il costo del rischio sul portafoglio creditizio, tuttora troppo alto e che vanifica una parte rilevante dei ricavi conseguiti dalla banca, e incrementare la proattività commerciale al fine di andare sempre più incontro alle esigenze della nostra clientela.

Proprio su questi due obiettivi si sono concentrati i maggiori interventi organizzativi partiti nell’ultima parte del 2018 o previsti nei primi mesi del 2019.

Nel prossimo numero della newsletter mi soffermerò su questi nuovi interventi organizzativi.

A presto.

 

 
Mauro Focardi Olmi è direttore generale di ChiantiBanca dal 15 giugno 2017. E’ stato direttore generale della Banca Area Pratese dal novembre 2013 al luglio 2016 e vice direttore generale di ChiantiBanca per complessivi sette anni (con inizio nel dicembre 2007, quando fa il suo ingresso nel mondo di credito cooperativo, poi dal luglio 2016). In precedenza, vanta un lunghissimo percorso professionale nel mondo Abi, dove svolge mansioni apicali in tre banche: Banca Nazionale dell’Agricoltura (dal 1980 al settembre 2000), Banca Antonveneta (ottobre 2000-marzo 2007) e Banca Abn Amro (aprile-novembre 2007). 

 


#ChiantiTesi si presenta all’università di Siena DAL TERRITORIO

Si terrà lunedì 18 marzo, alle 17, nell’aula magna Franco Romani, la presentazione della prima edizione di #ChiantiTesi, premio di laurea magistrale promosso da Chianti Economic Forum e ChiantiBanca volto a sostenere, analizzare e valorizzare lo sviluppo dell’economia del Chianti.

Saranno valutate tesi di laurea discusse negli Anni Accademici 2017/2018 e 2018/2019.

Gli argomenti di interesse, su cui dovranno svilupparsi gli elaborati sono i seguenti:
• Internazionalizzazione delle PMI
• Politiche pubbliche per la promozione dell’innovazione imprenditoriale
• Politiche pubbliche per la promozione e lo sviluppo del capitale umano
• Analisi di economia o management su distretti industriali, rurali e biodistretti
• Mercato del credito e accesso ai finanziamenti per le PMI
• Strumenti finanziari per l’internazionalizzazione e/o l’innovazione
• Governance dell’innovazione in contesti rurali

I due migliori elaborati riceveranno un riconoscimento di 2.500 euro (primo premio) e 1.000 euro (secondo premio).

La Giuria, presieduta da Cristiano Iacopozzi, presidente di ChiantiBanca e docente presso la Scuola di Economia e Management dell’Università di Siena, sarà così composta:
Claudio Boido, dipartimento Studi Aziendali e Giuridici, Università degli Studi di Siena;
Andrea Ciani, presidente del Chianti Economic Forum e docente presso l’Institute for Competition Economics, Università Heinrich-Heine di Düsseldorf;
Giorgia Giovannetti, docente di Economia presso l’Università degli Studi di Firenze e l’Istituto Universitario Europeo;
Alessandro Petretto, professore Emerito di Economia Pubblica, Università degli Studi di Firenze;
Maurizio Pompella, dipartimento Studi Aziendali e Giuridici, Università degli Studi di Siena;
David Rinaldi, Chianti Economic Forum e docente di Governance Economica Europea all’Università Libera di Bruxelles.

E’ possibile presentare la candidatura a info@chiantieconomicforum.org entro il 15 luglio 2019.

Per ulteriori informazioni: www.chiantieconomicforum.org

 

Nella foto: Ilaria Camiciottoli, consigliera di amministrazione di ChiantiBanca


Chianti, basta la parola DAL TERRITORIO
autore: Cesare Peruzzi
Direttore Toscana24 – Il Sole 24 Ore

 

AGRICOLTURA E MANIFATTURA: potrebbe essere questo lo slogan che riassume il successo economico del Chianti, un’area dove il reddito medio è stabilmente più alto della media regionale toscana (32mila euro) e la disoccupazione si mantiene a livelli fisiologici (6%). Il nome Chianti è un marchio tra i più conosciuti e apprezzati a livello internazionale non solo per il vino e l’olio, che ovviamente molto hanno contribuito alla diffusione del brand legato a uno dei territori più amati nel mondo, grazie a un circolo virtuoso che dai prodotti riverbera sul territorio e da questo sulle imprese che vi operano e, dunque, di nuovo sui prodotti.

“Considerata la forza del brand Chianti, il territorio è un valore aggiunto di cui ogni impresa beneficia, indipendentemente dal settore di attività, sia nell’enologia che nella manifattura”, sottolinea Andrea Ciani, presidente del Chianti Economic Forum, associazione senza scopo di lucro nata nel 2018.

Non è un caso, insomma, se qui siano cresciute realtà aziendali come Antinori e Carapelli, ma anche Laika o, per ricordare uno degli ultimi investimenti, Celine che a Radda ha installato una fabbrica con 200 occupati. La cura della terra, le cui radici sono molto lontane, ha prodotto la bellezza e, soprattutto negli ultimi vent’anni, l’efficienza agricola del territorio. E la “capacità di fare le cose bene” sviluppata con la mezzadria ha contribuito a far crescere un know how diffuso che è stato decisivo per l’affermarsi di alcuni settori manifatturieri, come il legno-mobile (da cui ha avuto origine il distretto della camperistica) o la pelletteria, grazie alla contaminazione del polo fiorentino della moda.

Non è sempre stato così. A cavallo degli anni 70-80 del secolo scorso, il Chianti ha vissuto una trasformazione fondiaria originata dalla caduta del prezzo del vino e dall’abbandono delle terre per effetto della migrazione verso le città e le zone più industrializzate del Paese. Le proprietà terriere troppo frammentate e la mancanza di una politica commerciale favorirono lo spopolamento dell’area e l’abbandono delle case coloniche. La legge regionale degli anni 60, che di fatto ingessa l’urbanistica e impedisce la trasformazione degli edifici rurali storici, fece il resto. Ma ebbe il pregio d’impedire lo stravolgimento del tessuto abitativo che, infatti, di lì a poco, grazie al rilancio del prodotto-vino per merito di alcuni imprenditori illuminati, Piero Antinori in testa, divenne un simbolo di bellezza e di qualità.

E’ da quel momento che, con il rilancio del vino di fascia alta, la scoperta dell’olio per arricchire la cucina più apprezzata, e la valorizzazione dei borghi e dei casali veicolati nell’immaginario collettivo globalizzato al top dell’eccellenza mondiale del vivere bene, il nome Chianti raggiunge il suo attuale posizionamento. Dagli anni 90, insomma, si è innescato quel processo positivo che ha visto decollare da una parte le attività agricole di qualità, dall’altra affermarsi aziende e gruppi manifatturieri in settori diversi, come moda, elettronica e caravan, creando un mix di agricoltura e manifattura, di aziende artigiane e industriali, che ha spinto anche la crescita del terziario e dei servizi, fenomeno confermato dal consolidamento di un istituto di credito cooperativo come ChiantiBanca, oggi la più grande Bcc toscana, che ha da poco aderito al gruppo cooperativo nazionale Iccrea.

Per Giovanni Manetti, presidente del Consorzio Chianti Classico, “gli ottimi risultati del 2018 mostrano come la qualità complessiva dei vini della denominazione sia riconosciuta dalla critica e dal consumatore. Questo è il frutto di un percorso che si fonda su un’attenzione alla produzione maturata negli ultimi 20 anni. Adesso la sfida sta nel proseguire in piena continuità con questa tensione verso la qualità e il prossimo passo sta nel concentrare l’impegno di tutti i produttori nell’affinare il lavoro in vigna e in cantina, mirando a una produzione più rispettosa della natura, che possa esaltare ancora di più i caratteri di territorialità”.

La nuova sfida, insomma, si chiama rispetto dell’ambiente e circolarità dell’economia. E per mantenere le sue eccellenze (e svilupparne di nuove) il Chianti dovrà vincerla.

 

Cesare Peruzzi, nato a Firenze, sposato, due figli, è direttore responsabile di Toscana24, giornale online del Sole 24 Ore. Giornalista professionista dal 1979. Ha lavorato nei settimanali Il Mondo e Panorama ed è stato inviato del quotidiano romano Il Messaggero e per oltre 25 anni del Sole 24 Ore, per il quale ha aperto l’ufficio di corrispondenza in Toscana nel 1987.

ChiantiBanca brinda con BuyWine DAL TERRITORIO

ChiantiBanca è stata main sponsor di BuyWine, evento promosso e organizzato da PromoFirenze in collaborazione con la Regione Toscana.

BuyWine è la più importante iniziativa commerciale del settore vitivinicolo organizzata nella nostra regione: giunta alla nona edizione, la manifestazione, andata in scena l’8 e il 9 febbraio alla Fortezza da Basso di Firenze, ha messo di fronte 215 produttori toscani – selezionati tramite bando regionale – con importatori di tutti il mondo (40 Paesi rappresentati).

 

 


Nell’auditorium ChiantiBanca una “tre-giorni” di vitivinicolo: esperti a confronto DAL TERRITORIO

Si svolgerà da mercoledì 27 febbraio a venerdì 1° marzo, nell’auditorium ChiantiBanca di San Casciano in Val di Pesa, il seminario dal titolo “Gestire l’invisibile, microbiologia dall’uva alla bottiglia: esperienze a confronto fra ricerca e operatori”.

Il Seminario sarà rivolto a tutte le aziende e gli operatori del settore vitivinicolo: non un “semplice” evento formativo ma un’occasione di scambio di esperienze e un confronto su problematiche pratiche tra gli addetti al settore e ricercatori che svolgono la loro attività prevalentemente in aziende vitivinicole di tutta Italia.

Sul sito www.agriforfuture.it/microbiologiaevino/ il programma completo.


Con #ChiantiTesi si valorizzano le competenze degli studenti (e del territorio) DAL TERRITORIO

Dalla partnership fra ChiantiBanca e Chianti Economic Forum nasce #ChiantiTesi, prima edizione del premio di laurea magistrale pensato per sostenere, analizzare e valorizzare lo sviluppo dell’economia del Chianti.

Il premio intende promuovere e premiare capacità e competenze di studenti appena laureati che possano rappresentare una risorsa per il tessuto economico del Chianti.

Con #ChiantiTesi, Chiantibanca e Chianti Economic Forum – associazione che promuove il confronto fra vari attori economici che hanno a cuore lo sviluppo del Chianti, nonché l’interazione fra università e istituzioni pubbliche – ribadiscono il forte legame con il territorio, ascoltandone i bisogni e cercando di valorizzarne le tante ricchezze.

Di assoluta eccellenza la giuria che dovrà valutare gli elaborati prodotti: il presidente è Cristiano Iacopozzi, presidente anche di ChiantiBanca e docente presso la Scuola di Economia e Management dell’università di Siena, quindi Claudio Boido, dipartimento Studi Aziendali e Giuridici dell’università di Siena, Andrea Ciani, presidente del Chianti Economic Forum e docente presso l’Institute for Competition Economics dell’università Heinrich-Heine di Düsseldorf, Giorgia Giovannetti, docente di Economia presso l’università di Firenze e l’Istituto Universitario Europeo, Alessandro Petretto, professore emerito di Economia Pubblica dell’università di Firenze, Maurizio Pompella, dipartimento Studi Aziendali e Giuridici dell’università di Siena, David Rinaldi, Chianti Economic Forum e docente di Governance Economica Europea all’Università Libera di Bruxelles.

Gli argomenti da affrontare nelle tesi di laurea che concorreranno al premio sono: internazionalizzazione delle PMI; politiche pubbliche per la promozione dell’innovazione imprenditoriale; politiche pubbliche per la promozione e lo sviluppo del capitale umano; analisi di economia o management su distretti industriali, rurali e biodistretti; mercato del credito e accesso ai finanziamenti per le PMI; strumenti finanziari per l’internazionalizzazione e/o l’innovazione; governance dell’innovazione in contesti rurali.

I due migliori elaborati riceveranno un riconoscimento di 2.500 euro (primo premio) e 1.000 euro (secondo premio).

Gli interessati possono presentare la candidatura entro il 31 luglio 2019, scrivendo a info@chiantieconomicforum.org. Per ulteriori informazioni www.chiantieconomicforum.org

 

Nella foto: Ilaria Camiciottoli, consigliera di ChiantiBanca, nel corso dell’intervento alla prima edizione del Chianti Economic Forum, organizzato nel 2018



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