Primo Piano


Cambiare senza tradire: i vantaggi per le bcc senza snaturare i valori che le rendono uniche DAL TERRITORIO / Primo Piano
autore: Cristiano Iacopozzi
Presidente ChiantiBanca
 

VORREI PARTIRE con un ringraziamento, a Soci e Clienti della nostra banca che, anche nel corso del 2018, ci hanno riservato la loro fiducia: non possiamo non ricordare che, dall’insediamento del nuovo Consiglio di Amministrazione espressione della lista “Fedeltà alla storia ed alla cooperazione”, avvenuto nel maggio dello scorso anno, la base sociale si è ampliata, passando da
26.300 a 27.000 unità (aspetto che fa di ChiantiBanca una delle principali banche di  credito cooperativo a livello nazionale) e che il numero di clienti è a sua volta aumentato, salendo da 105 a 107mila.

Poi una domanda: perché questa newsletter e perché in formato telematico?

Uno dei tanti e positivi elementi distintivi delle nostre bcc (solo per elencarne alcuni: la mutualità prevalente, l’essere banche di territorio, la relazione privilegiata con le comunità locali, l’erogazione di parte dell’utile di bilancio a fini di beneficienza e mutualità, e certamente la lista non è esaustiva delle caratteristiche che sono specifiche del mondo del credito cooperativo) è senza dubbio costituita dalla presenza di un legame differente e speciale con la propria base sociale.

Riteniamo che il rapporto con i propri stakeholder (soci, clienti, famiglie, comunità di territorio) non possa passare solo dall’incontro annuale – l’assemblea per l’approvazione del bilancio – ma richieda una comunicazione più estesa e frequente nel tempo. Per questo, nasce la newsletter ChiantiBanca, la cui finalità, nelle intenzioni del Consiglio di Amministrazione chiamato per tempo a guidare la nostra bcc, è quella di tenere costantemente informati soci, clienti, famiglie, su quella che è l’evoluzione dell’attività sociale.

Proprio per questo motivo, occorre dedicare alcune considerazioni all’imminente riforma del movimento del credito cooperativo che, dal 2019, porterà alla costituzione delle capogruppo nazionali Iccrea Banca e Cassa Centrale Banca, oltre che della capogruppo Raiffesen per le  banche rurali dell’Alto Adige.

A tal proposito, va rilevato come la riforma non snaturi quelli che sono i caratteri tipici e peculiari delle banche di credito cooperativo: secondo le norme di vigilanza (Disposizioni di Vigilanza Banca d’Italia, circolare 285, parte III, capitolo 5) “l’ordinamento disciplina le bcc come intermediari caratterizzati dalla finalità mutualistica e da un’operatività circoscritta ai territori di insediamento. La democraticità di funzionamento dell’organizzazione è assicurata dai limiti di partecipazione del socio e dal principio del voto capitario. La finalità lucrativa è esclusa dai limiti rigorosi alla distribuzione di utili e dal principio di indivisibilità del patrimonio”.

L’imminente riforma, che porterà ChiantiBanca ad affiliarsi al Gruppo Bancario Cooperativo (GBC) promosso da Iccrea Banca, di gran lunga il più numeroso a livello nazionale, manterrà intatta la ragion d’essere tipica delle bcc, ben indicata nei loro Statuti, che subiranno solo piccole modifiche che non ne stravolgeranno gli elementi fondativi, a cominciare dal principio della cooperazione mutualistica e della finalità a contribuire a generare il bene comune, inteso come progresso inclusivo.

In tale direzione si è mosso anche il recente intervento normativo dello scorso luglio, che ha apportato alcune modifiche all’impianto della riforma varata a suo tempo con la legge n.49/2016. Spicca in primo luogo l’affermazione, nel nuovo testo legislativo, secondo cui le capogruppo, nello svolgimento della loro azione di controllo, coordinamento e direzione, debbano agire non solo nel rispetto delle finalità mutualistiche, ma anche del carattere localistico delle banche di credito cooperativo.

Viene poi previsto un apposito processo di consultazione delle BCC aderenti al Gruppo da parte delle capogruppo, con la finalità di definire strategie, politiche commerciali, raccolta del risparmio ed erogazione del credito, nonché riguardo al perseguimento delle finalità mutualistiche.

Infine, oltre a rafforzare i presidi di autonomia per le bcc collocate nelle classi di rischio migliori, si innalza al 60% la quota di capitale minimo di ogni singola capogruppo che dovrà essere detenuto dalle bcc appartenenti a quel gruppo (limite derogabile con decreto della Presidenza del Consiglio, solo per motivi legati alla necessità di preservare la stabilità bancaria).

In sintesi, CAMBIARE SENZA TRADIRE può rappresentare un’efficace sintesi per descrivere la riforma che farà entrare ChiantiBanca a far parte del GBC: potremo beneficiare dei vantaggi legati all’istituzione dello “Schema di Garanzie Incrociate” che permetteranno alle singole bcc di mettere in sicurezza i risparmi della propria clientela, senza perdere quello che è il carattere mutualistico e localistico e l’attenzione ai bisogni dei territori e delle comunità, che da sempre caratterizzano la nostra banca e l’intero mondo del credito cooperativo.

 

Cristiano Iacopozzi è Presidente ChiantiBanca da maggio 2017. Laurea in Scienze Economiche e Bancarie, è docente di Asset Allocation nella facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Siena. Dal 1993 svolge attività di formazione e di consulenza ed è autore di pubblicazioni nel mondo bancario.

 

 


Vinceremo la nuova sfida: le banche locali si imporranno anche sul mercato globale DAL TERRITORIO / Primo Piano
autore: Roberto Frosini
Direttore FTBCC

 

PARTIAMO DA UN PUNTO FERMO: anche con la Riforma dell’aprile 2016, che si appresta ad essere definitivamente attuata con la partenza del Gruppo Bancario Cooperativo, le bcc manterranno la loro autonomia giuridica e la forma societaria di cooperative a mutualità prevalente, ispirate quindi al principio “una testa, un voto” e regolate da limiti alla distribuzione di dividendi e alla divisibilità delle riserve.

Le bcc continueranno perciò a rappresentare nel nostro Paese l’unica tipologia di banche con queste peculiari caratteristiche, ossia di fatto l’unica alternativa concreta all’impresa bancaria capitalistica fondata sullo scopo di lucro. È la cosiddetta “biodiversità” del credito cooperativo, che ne sostanzia l’identità e la ragion d’essere.

Questa è la premessa, per così dire “ideologica”, affinché le bcc possano conservare il loro ruolo storico di “banca locale”, ovvero quello di banche vicine alle famiglie e alle piccole imprese di un territorio e della comunità che su di esso vive e lavora.

La banca locale è quella che non disperde valore dal luogo in cui opera, perché reinveste su quel territorio le risorse finanziarie che esso produce sotto forma di risparmi; è la banca, quindi, che non fa scelte di convenienza, ad esempio quella di investire laddove esistano le migliori condizioni di mercato, ma fa le scelte che sono funzionali alla crescita della comunità di cui è espressione, perché nasce, cresce, vive e si sviluppa con quella comunità.

Ma, nell’era della globalizzazione, dove capitali e imprese si spostano e si organizzano su dimensioni di vasta scala, ci sarà ancora bisogno di banche di comunità che fanno della relazione diretta con il cliente ed il socio il loro plusvalore imprenditoriale?

La nostra risposta non solo è SI’, ma addirittura ANCORA DI PIU’, perché nella competizione globale che supera i confini statuali, sono i singoli territori ad essere i protagonisti della competizione, con le loro intelligenze, capacità e istituzioni, a cominciare da quelle di tipo bancario. Certo è che questa competizione tra soggetti locali nell’arena senza confini della dimensione globale determina la necessità di procurarsi gli strumenti per combattere ad armi pari e consentire quindi al proprio territorio di non rimanere ai margini dei processi di sviluppo e di creazione di valore che si sviluppano su scala planetaria.

In questo senso, la Capogruppo prevista dalla Riforma ha un compito fondamentale, ovvero quello di valorizzare ulteriormente le caratteristiche delle bcc come banche locali tramite la messa a disposizione di prodotti e servizi che sono normalmente disponibili sul mercato globale. Le bcc, pur conservando radici fortemente ancorate alla tradizione, saranno quindi al contempo perfettamente in grado di servire la loro clientela con un catalogo di offerta adeguato alle esigenze dettate dall’incalzante modernità.

Tradizione e innovazione, questi sono i due capisaldi rispetto ai quali la banca locale è chiamata a confrontarsi e sui quali legittimerà in futuro la sua funzione. L’appartenenza al Gruppo Bancario Cooperativo è, in definitiva, la condizione con la quale realizzare questo mix virtuoso di tradizione e innovazione.

Siamo di fronte a una nuova sfida per le bcc: quella di rimanere banche locali guardando al mercato globale e, come tutte le sfide che il credito cooperativo ha affrontato nei 130 anni della sua storia, sarà affrontata e vinta.

 

Roberto Frosini, pistoiese, è direttore generale della Federazione Toscana banche di credito cooperativo, l’associazione di categoria del credito regionale, che riunisce oggi 14 bcc con quasi 300 sportelli. Laureato in Economia e Commercio presso l’Università di Firenze con una tesi sui mercati finanziari internazionali, entra – dopo 2 anni di insegnamento – nelle strutture della Federazione Toscana Casse Rurali ed Artigiane nel 1989. Dal 2016 è presidente di IRPET, l’Istituto Regionale per la Programmazione Economica della Toscana.

 


Assemblea sociale – Domenica 16 dicembre: ChiantiBanca sposa la riforma DAL TERRITORIO / Primo Piano

DOMENICA 16 DICEMBRE i soci di ChiantiBanca saranno chiamati ad approvare – in seduta straordinaria – le modifiche statutarie e il contratto di coesione che porteranno all’adesione il Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea, a cui aderiranno oltre 140 banche di credito cooperativo, andando a formare la prima banca locale d’Italia, il quarto Gruppo Bancario Nazionale per totale attivi e il terzo per numero di filiali.

Queste le caratteristiche del nuovo Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea:

– 142 bcc aderenti
– 1.738 comuni di insediamento
– 2.647 filiali
– 93,3 miliardi impieghi lordi
– 147,8 miliardi totale attivo
– 102,4 miliardi raccolta diretta
– 11,5 miliardi patrimonio netto
– 750mila soci
– 4,2 milioni clienti

La riforma del sistema credito cooperativo stabilisce che ogni banca di credito cooperativo dovrà aderire a un Gruppo Bancario Cooperativo (oltre a Iccrea, ci sarà quello nazionale di Cassa Centrale Banca – cui aderiranno un centinaio di bcc – e quello locale di Raiffeisen Bank, rappresentativa delle rurali dell’Alto Adige).

Le singole banche rimarranno titolari dei propri patrimoni e manterranno gradi di autonomia gestionale in funzione del livello di rischiosità, nell’ambito degli indirizzi strategici e degli accordi operativi concordati con la capogruppo del Gruppo Bancario Cooperativo, della quale peraltro manterranno il controllo societario detenendone la maggioranza del capitale.

La capogruppo svolgerà, quindi, un’azione di direzione e controllo in attuazione di una funzione generale di servizio, con due obiettivi: sostenere la capacità di servizio nei confronti di soci e clienti, la funzione di sviluppo dei territori e la capacità di generare reddito della bcc; garantire stabilità, liquidità e conformità alle nuove regole dell’Unione Bancaria.

La riforma del credito cooperativo, avviata nel 2016 e modificata in parte nel corso del 2018, è il risultato di un confronto fra Governo e Organi di Vigilanza, caratterizzandosi in modo coerente con i tratti distintivi del sistema, tra cui quello della mutualità bancaria.

Gli obiettivi della riforma sono:

– il miglioramento della governance complessiva del “sistema bcc”;
–  l’allocazione più efficiente delle risorse patrimoniali già presenti all’interno del sistema;
– l’apertura a capitali esterni;
–  la valorizzazione della dimensione territoriale e dell’autonomia delle singole bcc;
– la semplificazione delle filiere, eliminazione delle ridondanze, accrescimento dell’efficienza;
– la garanzia dell’unità del sistema


Nuove tecnologie e capitale umano: così continueremo a essere punto di riferimento dei territori DAL TERRITORIO / Primo Piano
autore: Mauro Focardi Olmi
Direttore Generale ChiantiBanca

 

CARI SOCI, in queste poche righe vorrei provare a raccontarvi quanto stiamo facendo per darvi un servizio sempre migliore nella continuità dell’essere Banca delle Comunità.

La nostra volontà è mantenere i Valori propri del Credito Cooperativo senza rinunciare ai vantaggi che i continui miglioramenti tecnologici stanno permettendo.

E’ indubbio come, nell’ultimo decennio, il mondo industrializzato abbia beneficiato d’innovazioni, che hanno coinvolto tutti i settori, che sono state per quantità ma soprattutto per qualità superiori a quelle avvenute nei cento anni precedenti. In particolare la crescita esponenziale delle nuove tecnologie ha rivoluzionato il modo in cui tutti noi comunichiamo.

Per ChiantiBanca, come per tutte le aziende che come noi vogliono continuare a essere espressione del territorio e delle sue comunità, la sfida è ancora più interessante perché l’obiettivo è, come premesso, quello di non rinunciare alle facilitazioni che il progresso ha concesso senza che ciò ci impedisca di rimanere nelle relazioni una banca fatta a misura delle persone.

E proprio per restare coerenti con questa idea, per esempio, negli ultimi anni le nostre filiali sono state progressivamente trasformate, facendole divenire accoglienti aree d’incontro e consulenza e non più freddi luoghi adatti esclusivamente a eseguire operazioni bancarie, che invece – al contempo – sono state dirottate verso nuovi sportelli automatici evoluti aperti “H24”. ChiantiBanca è stata infatti tra le prime banche di credito cooperativo che ha investito in queste tecnologie avendo a oggi in ogni filiale almeno uno di questi ATM evoluti.

Anche negli ultimi mesi abbiamo lavorato a una ricerca costante per migliorare, rendendola ancora più proattiva, sia la relazione con i nostri soci e clienti sia gli strumenti che come ChiantiBanca mettiamo a disposizione.

E’ su questa nostra convinzione che a maggio scorso abbiamo fatto partire “ChiantImprese”, una squadra composta da dipendenti altamente specializzati, ognuno dei quali segue, tramite una relazione costante nel loro territorio, le aziende con maggior fatturato.

Visto gli incoraggianti risultati raggiunti con questo modello organizzativo entro la fine dell’anno vedranno la luce altre due strutture analoghe, la prima destinata alle imprese di dimensioni minori, la seconda ai clienti privati. Il nostro obiettivo è arrivare progressivamente a gestire con risorse dedicate la gran parte dei nostri clienti.

Un importante sforzo è stato fatto anche per estendere ai nostri prodotti e processi organizzativi l’utilizzo delle più recenti tecnologie, tant’è per esempio che nel corrente anno abbiamo introdotto procedure che ci permettono di deliberare nel giro di pochi giorni, in alcuni casi addirittura di poche ore, molte tipologie di prestiti e affidamenti con evidenti vantaggi per la nostra clientela.

Grande attenzione è stata dedicata al mondo del web con l’introduzione del portale di vendita online “Ventis”, che ogni giorno propone offerte di prodotti italiani, eccellenze regionali e grandi marchi, al quale abbiamo collegato una carta di credito che incorpora interessanti ed esclusivi vantaggi.

Altra novità è stata l’App di pagamenti “Satispay”, che in modo semplice e immediato permette nei negozi convenzionati di pagare senza la necessità di possedere carte di debito o credito e anche di scambiare denaro tra i contatti della rubrica del cellulare.

I confini di quello che sarà possibile fare in futuro in ambito bancario sono di difficile previsione visto il continuo progredire della tecnica, ma è certo che con l’ingresso di ChiantiBanca nel Gruppo bancario di ICCREA il nostro Istituto avrà la possibilità, grazie alle sinergie che si genereranno dal punto di vista economico, organizzativo e commerciale, di dotarsi delle più aggiornate tecnologie disponibili sul mercato permettendo così ai nostri soci e clienti di goderne gli innegabili benefici.

Concludo con un caloroso ringraziamento per la fiducia che ci riservate, assicurandovi a nome di tutto il personale un continuo impegno per fornire un servizio sempre migliore.

 
Mauro Focardi Olmi è direttore generale di ChiantiBanca dal 15 giugno 2017. E’ stato direttore generale della Banca Area Pratese dal novembre 2013 al luglio 2016 e vice direttore generale di ChiantiBanca per complessivi sette anni (con inizio nel dicembre 2007, quando fa il suo ingresso nel mondo di credito cooperativo, poi dal luglio 2016). In precedenza, vanta un lunghissimo percorso professionale nel mondo Abi, dove svolge mansioni apicali in tre banche: Banca Nazionale dell’Agricoltura (dal 1980 al settembre 2000), Banca Antonveneta (ottobre 2000-marzo 2007) e Banca Abn Amro (aprile-novembre 2007). 

 


Rinnovata la filiale di Tavarnelle: il taglio del nastro Primo Piano

Lavori a tempo di record (poco più di due mesi) e, durante il cantiere, massima attenzione a soci e clienti con l’installazione (per la prima volta nel Chianti) di una sede mobile.

Martedì 5 maggio si è inaugurata, in via Palazzuolo a Tavarnelle, la rinnovatissima filiale di ChiantiBanca, realizzata secondo il moderno “concept” scelto dalla banca per i suoi sportelli.

Che si sviluppa secondo una nuova concezione che punta a valorizzare i servizi di consulenza e di relazione con il cliente, ed a semplificare e velocizzare le normali operazioni di prelievo e versamento.

Un mix di nuova tecnologia, attenzione alle esigenze del cliente, comfort. In uno spazio aperto, trasparente, che ricorda più un luogo di incontro e di intrattenimento che non una tradizionale filiale bancaria.

Già attiva da alcuni giorni, la rinnovata sede ha accolto soci e clienti per un brindisi augurale e per mostrare il nuovo volto.

Al taglio del nastro, che ha fatto seguito alla benedizione dei locali eseguita dal parroco della chiesa di Santa Lucia al Borghetto don Franco Del Grosso, il sindaco di Tavarnelle David Baroncelli, il comandante della Stazione dei carabinieri Giuseppe Cantarero e i vertici di ChiantiBanca: il presidente Claudio Corsi, il vicepresidente vicario Stefano Mecocci, il direttore generale Andrea Bianchi.

Venerdì 8 maggio alle 18.30 secondo taglio del nastro in un’altra importantissima filiale, quella di Fontebecci (Siena): interamente rinnovata secondo gli stessi concetti, per un’idea di banca che guarda con entusiasmo al presente e al futuro.

 


“ChiantiBanca Diretta”: un home banking tutto nuovo Primo Piano

Un home banking tutto nuovo. Si chiama “ChiantiBanca Diretta” ed è la piattaforma di banca virtuale esclusiva per i clienti ChiantiBanca, che sarà a disposizione a breve.

Prevede un home banking evoluto e più funzionale, assieme ad un negozio online dove presto sarà possibile acquistare carte di credito, richiedere prestiti e mutui nonché prenotare obbligazioni.

Completano il quadro una veste grafica totalmente rinnovata, un menù intuitivo ed una navigazione semplice, oltre alla possibilità di personalizzare la home page scegliendo le informazioni alle quali desideri dare maggiore visibilità (saldi, movimenti, finanziamenti, mutui…) assegnando a ciascuna il colore che preferisci.

CHIANTIBANCA DIRETTA E’ ANCHE IN VERSIONE APP

Nuovo home banking e nuova App, anche questa con colori ed informazioni personalizzabili. La grafica completamente rivista fa sì che l’utilizzo dell’applicazione sia ancora più piacevole seguendo il principio della chiarezza e dell’immediatezza.

Unico smartphone, più utenze: dallo stesso dispositivo si potranno consultare il conto corrente di due o più profili riconoscendoli tramite l’icona che si sarà personalizzato in fase di attivazione.

Per avere un panorama completo della tua posizione finanziaria ora si avrà la possibilità di visualizzare anche i dati del tuo dossier titoli e del tuo mutuo.


Bilancio 2014, utile a 7,7 milioni. Cresce il patrimonio netto Primo Piano

Un utile netto di 7,7 milioni di euro, in crescita del 25,6% rispetto al 2013. Dato, questo, che costituisce il 35% della redditività netta consolidata del gruppo delle 27 Bcc toscane.

E’ questo uno degli elementi principali relativo ai risultati di bilancio di ChiantiBanca per l’esercizio 2014. Il documento, nel suo insieme, sarà sottoposto all’approvazione dell’assemblea dei soci nella giornata del 10 maggio prossimo.

Un bilancio, che si chiude con risultati complessivamente molto buoni, nonostante le difficoltà generate dal proseguimento della fase recessiva del ciclo economico.

Il 2014, a livello di ulteriori dati, ha segnato la prosecuzione della crescita degli aggregati patrimoniali della Banca, con tassi di sviluppo superiori a quelli medi delle BCC toscane e – più in generale – del sistema bancario.

La raccolta diretta da clientela ha raggiunto i 1.956 milioni di euro, con una crescita del 5,5% rispetto al 2013, mentre gli impieghi a clientela hanno raggiunto i 1.591 milioni di euro, con un incremento di 2,1 punti percentuali nei confronti dell’anno precedente.

Il nuovo credito erogato nel corso del 2014 è stato di 130 milioni, interessando in modo sostanzialmente equilibrato famiglie e piccole e medie imprese dei territori sui quali la Banca opera. Il rapporto sofferenze nette / impieghi è pari al 4,7%, contenuto ed in linea alle medie di sistema.

L’espansione della Banca è proseguita in modo costante anche nel corso del 2014, andando ad interessare – oltre alle aree storiche del Chianti, di Siena e di Firenze – anche tutte le zone (Campi Bisenzio e la Piana fiorentina) dove ChiantiBanca opera da tempi più recenti.  Nonostante il livello dei tassi d’interesse di mercato eccezionalmente bassi – diretta conseguenza della politica monetaria espansiva della BCE – ChiantiBanca ha incrementato i propri margini reddituali grazie, oltre al supporto della gestione finanziaria della Tesoreria , alla crescita delle commissioni nette (+6,6%), pari a 18,9 milioni.

Il risultato di queste ultime è – anche – conseguenza della crescita del numero dei clienti di ChiantiBanca: quasi 66mila a fine 2014, per un numero di soci che sfiora quota 14mila.

Complessivamente il margine di interesse ammonta a 38 milioni, mentre il margine d’intermediazione evidenzia un incremento del 4,8%, superando gli 80 milioni. Nel corso del 2014 ChiantiBanca ha poi posto particolare attenzione anche alla ricerca di una maggiore produttività ed efficienza (il cost income si attesta al 49,8%).

I costi operativi, pari a 39,9 milioni, includono una componente straordinaria rilevante (pari a 4,2 milioni) e relativa a 17 casistiche d’incentivi all’esodo, che si sono conclusi proprio nel corso del 2014. Il battente di costo, proiettato negli esercizi successivi, risulta quindi in sensibile riduzione.

Nonostante la persistenza della grave crisi che sta interessando il sistema economico e le conseguenti difficoltà nella capacità di rimborso da parte dei debitori, il bilancio 2014 di ChiantiBanca mostra un quadro di estreme certezze anche per quanto riguarda alcune rettifiche su crediti, non relative a perdite già conseguite, bensì di svalutazioni prudenziali effettuate secondo valutazioni stringenti condivise con l’Organo di Vigilanza.

Il quale ha effettuato una visita ispettiva a ChiantiBanca, conclusa nel mese di gennaio 2014. La crescita del patrimonio netto (227 milioni, +9,8 milioni e +4,5% rispetto al 2013) ha consentito a ChiantiBanca di rispettare i nuovi e più stringenti requisiti richiesti da Basilea 3 (il capitale libero al netto della Riserva di Conservazione del Capitale supera i 57 milioni ).

Infine il dato relativo al Common Equity Tier 1 ratio, che rappresenta l’elemento in grado di dare la misura della solidità della Banca: al 31 dicembre 2014 si è attestato al 14,8%, ampiamente superiore al limite minimo – 10,5% -ed in crescita rispetto al dato 2013 (13,8%).

In questo contesto, il bilancio 2014 di ChiantiBanca conferma anche l’eccellente profilo di liquidità, con il Liquidity Coverage Ratio ed il Net Stable Funding Ratio entrambi superiori al 100%.

 

CHIANTIBANCA: “MULTI-TERRITORIALE” & “MULTI-CANALE”

Multi-territoriale e multi-canale, queste le due dimensioni evolutive cui guarda ChiantiBanca, la prima indispensabile a mantenere il primato della “territorialità”, l’altra necessaria a mantenere il primato nella capacità di relazione interpersonale. Un duplice paradosso, ma solo in apparenza.

“Multi-territoriale” è una banca che realizza la vocazione localistica su una scala dimensionale adeguata ai tempi ed alle esigenze del mercato, in grado di unire localismi e territori vicini (multi-territoriale), superare egoismi senza futuro, parlare al cuore produttivo di una regione come la Toscana, che sempre più ha bisogno di nuovi interlocutori bancari solidi e credibili per rilanciare l’economia e valorizzare le proprie eccellenze.

“Multicanale” è una banca che evolve la propria vocazione alla relazione interpersonale con il cliente progettando e realizzando la multicanalità, con una nuova e distintiva concezione del canale “fisico”  (nuovo concept punti vendita), del canale telematico (nuovi servizi di banca on-line) ed ora sviluppando anche il canale telefonico (nuovo phone&video banking).

Nuovi punti vendita. Una rete sportelli articolata e capillare, ma con una forma distributiva che consente di realizzare economie migliorando lo standard di servizio.

E’ con questo spirito che, in concomitanza con l’appuntamento assembleare 2015, ChiantiBanca ha portato a compimento il restyling di due importanti filiali, Fontebecci e Tavarnelle, due sportelli “storici” e di assoluto rilievo (riferimento, insieme, per oltre 11.000 clienti) ridisegnati secondo le nuove linee guida che la banca sta rapidamente estendendo a tutta la propria rete.

Quanto all’introduzione della modalità “self” per le operazioni di cassa, nel 2014 sono stati inseriti in tutta la rete sportelli 22 nuovi atm di ultima generazione, che, unitamente allo sviluppo dell’home banking, hanno raddoppiato le operazioni effettuate in modalità “diretta” (atm e home banking). Dei giorni scorsi, infine, l’inaugurazione dello sportello Self&Videobanking preso la sede Confesercenti di Firenze.

Nuovi servizi di banca on-line.  Nella filosofia di ChiantiBanca il restyling degli spazi fisici va di pari passo con il restyling della banca virtuale: al varo, in queste settimane, anche ChiantiBanca Diretta, l’ambiente web che ospita sia il nuovo home banking rinnovato nel design e nella logica di navigazione sia, soprattutto, nuove funzionalità di accesso “diretto” ai principali servizi bancari, grazie alle quali è possibile, direttamente da PC, tablet o mobile, da sito web o da APP, aprire un conto a canone zero, simulare e richiedere un mutuo prima casa (mutuo on-line), un prestito personale, una polizza auto ed altro ancora.

Nuovo phone&video banking. Una terza importante novità sta affiancando in questi giorni i canali fisico (filiali) e telematico (web): il phone banking, nuovo canale d’interlocuzione con il cliente a supporto sia delle filiali sia dell’home banking (attivo anche in modalità “video”) attraverso un contact center di direzione presidiato da personale di filiale esperto e qualificato, in grado di fornire al cliente numerose informazioni e rendendo la banca sempre più accessibile e semplice da usare.

 

NUOVO IMPULSO ALLA MUTUALITA’

L’attenzione alla compagine sociale ed ai vantaggi concreti ad essa riservati resta tratto distintivo irrinunciabile. Su tutti il successo del prestito “Valore Disponibile Soci”, 25mila euro alle famiglie e 50.000 alle imprese a tasso agevolato e soli 3 giorni di istruttoria, iniziativa che sarà confermata e ‘rafforzata’ per il 2015.

Non è un caso se i soci ChiantiBanca, come sottolineato, sfiorano ormai quota 14.000, ovvero ben oltre 1 cliente su 5. Infine gli interventi a favore del territorio, che tra erogazioni liberali e sponsorizzazioni hanno superato nel 2014 quota 1,3 milioni di euro.

Chiudiamo con un importante riconoscimento ottenuto da Milano Finanza: nella speciale graduatoria redatta annualmente dalla testata, ChiantiBanca è risultata miglior banca in Toscana nella speciale classifica dei creatori di valore (clicca qui per leggere l’articolo).